La migrazione al cloud non è un punto di arrivo, ma l’inizio del processo di costruzione di apps e soluzioni personalizzate su una piattaforma scalabile

Multi-cloud e SaaS: il futuro delle strategie IT

A cura di Steve Rosa, responsabile Global Business Development and Cloud, Infrastructure and Security di Getronics

Il cloud è oggi onnipresente. Ha smesso di essere un semplice strumento per diventare una piattaforma utile a sfruttare e ad abilitare una customer experience ottimale. Il cloud è non solo fondamentale ma anche necessario per lo sviluppo delle aziende, dato che occupa un ruolo centrale rispetto ai tre “grandi temi” dell’IT: sicurezza, dati e workplace. Ciò è bene illustrato dal fatto che da qualche tempo è sempre più raro trovarsi a dover convincere le aziende a compiere il passaggio al cloud. Se alcune ancora non sono del tutto convinte è perché non hanno ancora compreso cosa sia veramente il cloud. In questi casi la formazione è fondamentale: cominciando col diffondere il concetto di cloud e del suo funzionamento, avviando dei progetti pilota e nel frattempo rassicurando gli stakeholder rispetto alla sicurezza.

Per quanto qualcuno possa pensare che il cloud è una faccenda semplice, che si compie con un processo di migrazione per il quale è necessario impiegare solo qualche mese, la verità è un’altra: si tratta infatti di un procedimento molto complesso, in quanto deve essere estremamente affidabile e sicuro, ma allo stesso tempo capace di adattarsi alle costanti nuove richieste di flessibilità e mobilità in termini sia di dispositivi sia di accesso ai servizi. Infatti, il cloud diventa sempre più complesso per via delle continue innovazioni e delle nuove funzioni che vengono introdotte giorno per giorno. Ma soprattutto – e questo è un aspetto che si tende a trascurare – il cloud non è un prodotto finito, ma una piattaforma su cui costruire apps e soluzioni. Pertanto la migrazione al cloud non è un obiettivo con una data precisa per il termine del processo, ma solo il suo inizio. Per questo il cloud richiede competenze e know how che le aziende normalmente non hanno al proprio interno. La scelta più logica in questi casi è di rivolgersi a un fornitore di servizi interni come Getronics che può assistere i clienti nel processo di transizione al cloud e gestirlo per loro una volta operativo: quelli che vengono definiti “servizi gestiti”.

Fare le scelte giuste e gestire i costi

Ogni offerta di Getronics è in qualche modo incentrata sul cloud. Il nostro obiettivo è di accompagnare e guidare attivamente le aziende nel loro percorso, aiutandole a compiere le scelte appropriate prima e durante il processo di migrazione. Una volta completato, continuiamo a fornire assistenza, proponendo nuove funzioni, soluzioni e innovazioni in funzione delle specifiche esigenze, sempre – aspetto fondamentale – monitorando i costi. È qui che Getronics può davvero fare la differenza, grazie al nostro know how e alla nostra esperienza: facendo sembrare semplice una cosa complessa come il cloud e offrendo dei pacchetti composti da servizi cloud disponibili sul mercato per arrivare a costruire le soluzioni migliori. Anche per questo è necessario accompagnare l’opera di convincimento alla formazione, poiché i livelli e i processi coinvolti sono molteplici: IT, governance, sicurezza e compliance, fatturazione, reportistica, allineamento con il cliente finale, ecc.

L’acquisizione di Managed Cloud da parte di Colt, avvenuta nell’aprile 2016, è stata molto importante sotto questo punto di vista. Infatti ci ha fornito accesso al know how e all’infrastruttura che attualmente gestiamo in Europa, garantendoci allo stesso tempo una base di clienti, una forza lavoro qualificata e, di conseguenza, maggiore credibilità. Per Getronics questa acquisizione ha rappresentato quindi un punto di svolta, consentendoci di essere immediatamente competitivi. Queste competenze, unite ai 19 data center che abbiamo in Europa e a quello che stiamo costruendo a Chicago, ci garantiscono una solida piattaforma su cui costruire la nostra offerta. Anche in termini di GDPR siamo in un’ottima posizione, dato che Getronics ha anticipato questa evoluzione con largo anticipo. Per quanto riguarda i clienti, il nostro Security Operations Centre è un prezioso punto di riferimento, poiché è basato in Europa e a disposizione per essere mostrato ai clienti. Stiamo inoltre lavorando per ampliare la nostra copertura regionale, aggiungendo nuovi SOC in Nord America e Asia, che saranno operativi a breve.

Le tre fasi della migrazione

Generalmente, la migrazione al cloud avviene in tre fasi. La prima consiste nel cosiddetto “lift and shift”, cioè lo spostamento delle infrastrutture e delle applicazioni esistenti dalle infrastrutture IT esistenti (legacy o on premise) al cloud, con l’adozione di nuovi servizi disponibili nel cloud. Questo è il “frutto a portata di mano” raccolto dalla maggior parte delle aziende, che permette di ottenere buone prestazioni e servizi, garantendo immediati benefici e allargando la sfera di applicazione in termini di prospettive e funzionalità: AI, big data, IoT, data analytics, ecc.

La seconda fase consiste nell’esame attento dello scenario applicativo dell’azienda: qual è la situazione e come può l’azienda usare sempre meglio il cloud modificando o sostituendo le applicazioni? Ciò comporta la modernizzazione delle app per poter sfruttare i nuovi tool o le funzioni rese disponibili dai fornitori cloud. I primi che vengono in mente sono i servizi database, dove i sistemi server tradizionali vengono sostituiti da servizi database relazionali (o no) o servizi di analytics offerti dai cloud pubblici.

Nel corso della terza fase è il momento di rivedere il front end e modificare i servizi offerti dalle applicazioni. Questa è la fase in cui le aziende possono veramente iniziare a sfruttare le nuove funzioni sviluppando moduli e funzionalità da introdurre nelle proprie applicazioni, come ad esempio la data analytics. A seconda del contesto in cui si muove l’azienda, queste fasi possono essere affrontate in modo leggermente diverso, ma la sostanza rimane questa.

Cloud privato vs pubblico

Un aspetto importante della migrazione al cloud è la scelta tra cloud privato (di proprietà dell’azienda stessa) e cloud pubblico (ospitato e gestito da un fornitore esterno). Se da un lato il cloud pubblico spesso appare la soluzione più semplice, esso non è la risposta a tutte le domande e presenta alcuni rischi che non vanno sottovalutati. Una guida esperta è pertanto fondamentale, in ogni caso la decisione deve essere basata sul contesto e su alcuni specifici criteri: dal costo allo scenario applicativo, dall’infrastruttura IT alle normative, ai bisogni, ecc.. Oggi stiamo trasformando Getronics in un fornitore multicloud proprio perché vogliamo offrire ai clienti la libertà di scelta garantendo comunque un’esperienza cloud semplice e unificata.

Recentemente abbiamo potuto osservare quella che viene definita “cloud repatriation”: le aziende decidono di lasciare il cloud pubblico per tornare a soluzioni private o addirittura a infrastrutture on premise. Generalmente la scelta dipende da questioni di costi e di sicurezza. Se l’azienda non gestisce adeguatamente i suoi asset su un cloud pubblico, è quasi sicuro che subirà attacchi e sottrazione di dati, oltre che affrontare costi elevati. Ancora una volta bisogna sottolineare l’importanza di un partner solido e affidabile. Altrettanto vero è il contrario, almeno per quanto riguarda la sicurezza: quando il cloud pubblico viene gestito adeguatamente, esso costituisce uno degli ambienti più sicuri per i dati sensibili, con livelli di protezione diversi aggiunti al sistema di sicurezza del provider: autenticazione a due fattori, firewall, utility antiintrusione, ecc.. Gestire tali alti livelli di sicurezza è frutto sia di investimenti sia di capacità.

Cosa ci riserva il futuro?

Nel prossimo futuro Getronics prevede prima di tutto e in particolare grandi progressi a livello applicativo. Man mano che emergono nuove funzioni e possibilità, e nel momento in cui migliora la conoscenza del cloud, le aziende potranno operare in modo più efficiente e innovativo. Solo allora cominceremo a capire quali e quante possibilità offre il cloud. Tutto ciò è legato alle tre grandi questioni che abbiamo citato agli inizi: sicurezza, dati e workplace. Il cloud ha ottime risposte per ciascuna di queste domande.