Secondo una recente indagine, le ragioni principali sono l’amore degli italiani per il calcio e la discriminazione dei prezzi

Software VPN, +470% di vendite: le ragioni del boom

Secondo i dati di Surfshark, quest’anno in Italia le vendite di software VPN hanno visto una crescita del 470% rispetto al periodo precedente. Gli esperti ritengono che tale enorme interesse possa essere spiegato dalla ridotta accessibilità ai servizi streaming locali di eventi sportivi nonché dalla crescente preoccupazione per la sicurezza dei dati personali.

I software VPN sono in grado di proteggere, mediante crittografia, i dati inviati e ricevuti da un utente che, in tal modo, può conservare il proprio anonimato online. La VPN agisce modificando l’indirizzo IP del dispositivo proteggendolo dal monitoraggio online e consentendo, inoltre, l’accesso a contenuti con limitazioni geografiche come, ad esempio, streaming di partite di calcio in diretta disponibili solo in altri paesi.

Voglia di streaming legale

L’impulso più importante all’esplosione della domanda è stato dato dall’amore degli italiani per il calcio. La mancanza in Italia di servizi di streaming legali dedicati allo sport ha spinto i tifosi a cercare i propri contenuti preferiti altrove. Un recente sondaggio ha rivelato che 4,6 milioni di italiani dai 15 anni in su seguono contenuti sportivi in diretta tramite servizi di streaming illegali.

“Vi è una stretta correlazione tra i momenti salienti della stagione calcistica e l’uso di VPN in Italia. I tifosi sono in cerca di modi legali per assistere in diretta a partite che non sono trasmesse localmente: lo riferisce Naomi Hodges, consulente in sicurezza informatica presso Surfshark. Le VPN gli consentono di accedere a contenuti in altri paesi. Così facendo gli appassionati di calcio risolvono più di un problema: prima di tutto non sono più costretti a scaricare contenuti pirata che, invece, possono visionare legalmente; in secondo luogo, proteggono la propria privacy.”

I problemi relativi all’accessibilità non sono solo una prerogativa italiana. In molti paesi gli utenti si rivolgono alle VPN per accedere a contenuti non disponibili localmente, ma che possono essere facilmente trovati altrove.

Contro la discriminazione dei prezzi

Altro tema molto dibattuto legato alla privacy e quello della discriminazione dei prezzi. Il principio generale è che il cliente potenziale nota differenze nei prezzi per un medesimo prodotto o servizio in base alla sua volontà di spendere come percepita dal venditore.

La differenziazione dei prezzi può essere determinata da molteplici fattori. Ad esempio, un utente si accorge che le tariffe aeree aumentano solo perché lo stesso lo ha verificato alcune volte prima o se utilizza un iPhone, fattore che di solito indica che la persona è disposta a spendere.

In molti casi, aziende online differenziano i prezzi in base alle informazioni ottenute tramite l’indirizzo IP del dispositivo. Mediante l’uso di una VPN gli utenti possono evitare di pagare più del necessario.

“In caso di differenziazione dei prezzi, la VPN si configura come una soluzione per evitare tale fenomeno in quanto confonde gli algoritmi online e blocca i tracker pubblicitari. Sempre più persone in Italia sono consapevoli di tali tattiche legate alla privacy e si procurano una VPN per proteggere le proprie vite digitali”, continua Naomi Hodges.

La Hodges prevede che la domanda di servizi VPN in Italia continuerà a essere elevata poiché il dibattito sui vantaggi derivanti dalla protezione della privacy è sempre più vivo. Aggiunge che il numero crescente di gravi violazioni dei dati verificatesi in tutto il mondo e gli sviluppi politici legati alla privacy contribuiranno ad accrescere la popolarità delle soluzioni di reti private virtuali.