scanner Fujitsu

Intervista a Maurizio Barondi, Partner Manager Direct per l’Italia di PFU EMEA LTD

Quali sono i principali accorgimenti da adottare quando ci si trova a dover scansire documenti antichi, magari rari, sicuramente fragili?

A parte le precauzioni legate alla manipolazione dei documenti, lo scanner deve essere il meno invasivo possibile e garantire l’integrità degli originali durante le fasi di scansione.

Proprio perché si parla in molti casi di documenti delicati, la digitalizzazione ne permette una fruizione più ampia?

La conversione degli originali dal formato cartaceo a quello elettronico, oltre a semplificare e velocizzarne la ricerca, consente ad un più vasto numero di persone di disporre dei documenti in modo semplice e veloce tramite chiavi di ricerca. Allo stesso tempo contribuisce alla preservazione degli stessi, evitando la manipolazione degli originali, oltre che permettendo di disporre di copie in caso di perdita o deterioramento degli originali.

Esistono prodotti ad hoc, pensati per questo specifico utilizzo? Quali caratteristiche/funzionalità sono fondamentali?

Fujitsu dispone di un’ampia gamma di prodotti, sia A4 che A3, in grado di rispondere alle esigenze legate alla scansione di documenti delicati, con caricatore fogli automatico ADF, dotati di sistemi di protezione della carta che garantiscono l’integrità del documento in caso di inceppamento e piani di acquisizione veloci.

Disponiamo inoltre del modello SV600, uno scanner A3 che permette la scansione di singoli documenti, fascicoli e libri senza entrare in contatto fisico con gli stessi.

Quali prospettive offre il mercato di questo tipo di digitalizzazione? Come si stanno organizzando archivi/biblioteche/università etc.?

L’approccio, il metodo e i prodotti da impiegare cambiano in funzione di fattori, tra cui: quantità e dimensione fisica dei documenti, tempistiche di realizzazione, stato di conservazione, etc.

La digitalizzazione di documenti scritti, in particolare manoscritti antichi, è un’operazione estremamente utile che presenta una serie di vantaggi. Nel contempo però, nello svolgimento del progetto ci si trova di fronte a problematiche tecniche che devono essere soddisfatte per la buona riuscita dello stesso.

Il lavoro del team informatico è fondamentale per produrre un database coerente con gli standard vigenti, utilizzando le migliori tecnologie disponibili per la trasposizione in formato digitale di un documento cartaceo. Da un certo punto di vista, infatti, una Digital Library può essere vista come un database generico, ma per una semplice ed efficace fruizione dei dati è opportuno utilizzare la soluzione software più appropriata. La scelta e l’organizzazione è fortemente influenzata dalla disponibilità economica dell’ente/biblioteca ed è tendenzialmente più critica per le piccole strutture. A nostro modo di vedere vi è una diffusione a macchia di leopardo di queste tecnologie.

Quali sono i principali casi di successo di PFU in questo ambito?

I progetti sono estremamente numerosi e variegati, tra i lavori più recenti possiamo citare quelli svolti in Cittadella degli Archivi del Comune di Milano che, attraverso i modelli SV600 e fi-6770 hanno permesso l’acquisizione di documenti storici, anche risalenti al 1600.

Nell’ambito di un progetto di alternanza scuola lavoro, gli studenti delle classi di III superiore, suddivisi in piccoli gruppi, sono stati in grado di utilizzare velocemente con successo gli scanner Fujitsu SV600 e fi-6770, dalle sofisticate caratteristiche abbinate all’estrema semplicità di utilizzo, nei seguenti progetti:

  • Registro del Braccio Tedesco nel Carcere S. Vittore – Gli studenti in tre giorni hanno digitalizzato pagina per pagina il registro del braccio tedesco del carcere di San Vittore, formato 40×60. Scansione effettuata con ScanSnap SV600.
  • Registri peste Manzoniana del 1630 –  Un altro piccolo gruppo di studenti si è dedicato ai Registri della peste del 1630 in formato 20×60 per circa 2500 scansioni con ScanSnap SV600.
  • Spedizione in Karakorum – Presso la Cittadella degli Archivi di Milano erano conservati documenti e fotografie inediti relativi alla spedizione di Aimone di Savoia, Duca di Spoleto (1928-29) in Karakorum. Tutto il materiale, 178 documenti e 220 positivi in originale sono stati digitalizzati attraverso l’impiego dello scanner Fujitsu fi-6770 con la supervisione di un pool dell’Università Statale di Milano. A seguito del lavoro di analisi, catalogazione e scansione, è stato poi organizzato un convegno internazionale “Dall’Artico agli 8000” ed in contemporanea una mostra fotografica, “Orme di Italiani sul Karakorum”, che documenta la preparazione della stessa spedizione. La mostra inaugurata il 30 novembre 2018 presso l’Università degli Studi di Milano in via Festa del Perdono, 7 a Milano, si concluderà il 21 dicembre 2018.
  • Presso la biblioteca Nazionale di Roma sono digitalizzati scritti autentici di scrittori e poeti del primo ‘900.