Nel 2017 per la prima volta i pagamenti elettronici a livello mondiale hanno superato quelli in contanti

ecosistema dei pagamenti
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L’ecosistema dei pagamenti ha recentemente vissuto una notevole accelerazione; il momento cruciale è stato raggiunto nel 2017, quando per la prima volta i pagamenti elettronici a livello mondiale hanno superato quelli in contanti. Le carte hanno conosciuto un notevole sviluppo negli ultimi anni: un tempo, per esempio, non erano elettroniche e il negoziante tramite dispositivi manuali trasferiva su voucher cartacei l’impronta dei dati della carta e chiedeva autorizzazione telefonica; successivamente la carta si è dotata di una banda magnetica da strisciare nei Pos.

Oggi, alle carte con banda magnetica, si sono aggiunte le carte col microchip da inserire nel terminale, e le cosiddette contactless che basta avvicinare al terminale e digitare il PIN e la transazione è effettuata. Ma neanche questo è un punto di arrivo, ma di passaggio: la carta si sta trasformando in un Token, con un alias che cambia ogni volta con la generazione di un codice numerico, il POS semplicemente, si sta integrando con il cellulare.

La carta di domani, dematerializzata e in connessione con sistemi di IOT (Internet of Things), potrà essere nel frigorifero che fa la spesa da solo, nel decoder della TV che acquista la mia serie preferita, nelle auto che non soltanto pagheranno l’autostrada ma anche la benzina, nel contatore di luce e gas, etc.

Quella che vogliamo far sparire è l’esperienza negativa insita in ogni acquisto, cioè il momento del pagamento. Andrea Fiorentino, Head of Product & Solutions Southern Europe di Visa, propone il suo punto di vista sull’argomento in un breve video.

Check in – check out

Su queste premesse si incardina il passaggio dal concetto di ‘pagamento al check-out’ al ‘pagamento al check-in’ che trasforma la customer journey.

L’esercente sarà fin da subito in possesso delle credenziali del consumatore con il risultato che avrà accesso a un paniere di informazioni aggiuntive di profilazione. In tal modo, l’esperienza d’acquisto migliora perché spariscono l’interazione poco premiante al momento del pagamento e le code alla cassa.

Il tutto si riduce alla presa di possesso del bene o alla fruizione del servizio, mentre la transazione economica effettiva si virtualizza. Così il pagamento diventa un elemento cruciale nelle attività di fidelizzazione della clientela.

Attualmente, in Italia sono ancora in pochi coloro che sfruttano i big data generati dalle transazioni per dar vita a una profilazione che crei valore agli occhi dei consumatori. Per questo diciamo che 1 euro transato con la carta vale molto più di 1 euro, dato che porta con sé un moltiplicatore relativo allo spessore dei dati sulle abitudini delle persone.

Filippo Manca, Merchant Sales and Solutions Southern Europe di Visa, ha commentato in un breve video.

Cambiano le aspettative degli utenti. Nuova user experience

Nel prossimo futuro, il mezzo di pagamento sarà il cellulare.

Questo strumento è senza dubbio quello più vicino e utilizzato dal consumatore. L’utilizzo medio del cellulare oggi è di 200 volte al giorno. Una persona, mediamente, si accorge di non avere più il portafoglio in 6 ore. Per accorgersi di non avere più il cellulare ci vogliono mediamente 6 secondi.

È indubbiamente il posto più sicuro che c’è oggi per conservare il mezzo di pagamento, oltre che il più comodo.L’edizione 2017 del “Digital Payments Study” di Visa rivela che:

  1. Gli italiani risultano essere molto propensi rispetto alla media europea (68%) a utilizzare servizi di pagamento su dispositivi mobili, con ben 8 italiani su 10 (81%) che hanno utilizzato un servizio di pagamento con memorizzazione dei dati della carta o un servizio di pagamento basato sul web o su dispositivo mobile (mobile wallet). I servizi di pagamento basati sul web riscontrano il maggior utilizzo in Italia con una quota del 63%.
  2. I consumatori si sentono sempre più a loro agio nell’effettuare transazioni sui propri dispositivi mobili, utilizzando meno il PC, se si considera che quasi la metà degli europei (48% – 55% la media italiana) usa un dispositivo mobile per il proprio shopping.
  3. Quasi la stessa quota percentuale, il 45%, invia denaro ad amici e parenti usando uno smartphone o un tablet.

La percentuale degli italiani che effettua money transfer con il proprio dispositivo mobile è del 32%. Qualche dato fronte esercentiL’Istat registra un forte incremento delle vendite online (+ 13,6% su luglio 2017) a scapito di quelle “tradizionali” che segnano un -0,6% complessivo in valore e un -1,8% in volume. I dati dell’Istat confermano quelli della Camera di Commercio di Milano che ha registrato un incremento del 9% del commercio elettronico e 17.432 imprese attive nel Paese.

La crescita del numero di imprese è del 68%, considerando gli ultimi cinque anni, e con il settore che impiega quasi 6mila addetti in regione su 26 mila a livello nazionale, il 23% del totale. Milano è prima con 1.378 imprese e quasi 4 mila addetti, da Brescia (383 imprese), Bergamo e Monza Brianza (con circa 300 imprese ciascuna). Brescia (25,6%) e stranieri (12,5%) pesano di più sul settore.Quasi un’impresa su quatto tra chi si occupa di vendita su internet è giovane (circa il 24%) e circa il 10% è in mano a imprenditori nati all’estero.

Le imprese del commercio online danno lavoro a 26 mila addetti concentrati in Lombardia (23%), Lazio e Umbria (10% ciascuna). Se Roma è prima per imprese (1.523sedi) seguita da Milano (1.378), Napoli (1.283) e Torino (700), Milano concentra il maggior numero di addetti (quasi 4 mila) seguita da Perugia (2.563), Imperia è prima per peso degli imprenditori nati all’estero (33%) e Potenza per peso delle imprese giovani (48%).