8. Comunicare nell’Era Digitale – Le Digital PR

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Continua il nostro percorso nell’analisi delle Digital PR.

Nello scorso articolo abbiamo compreso che il mondo dell’informazione e della comunicazione è e sta cambiando pesantemente. Ciascuno di noi sta diventando a tutti gli effetti un “consumattore”, ovvero un consumatore ma in grado anche di influenzare le decisioni di acquisto di altri. Come? Con i propri commenti sui prodotti acquistati, per esempio. Su commenti sui Social, e via dicendo. Chi è riuscito a creare un pubblico di seguaci considerevole e a diventare con i contenuti postati un leader da seguire, ha di fatto raggiunto la notorietà diventando quello che nel settore viene indicato come “Influencer”.

Le Digital PR sono tutte quelle attività che servono a promuovere prodotti, servizi, progetti o eventi di un’azienda attraverso le relazioni digitali, ovvero connettendosi direttamente con il consumatore attraverso le piattaforme digitali come i Social Network, i Blog, le chat e via dicendo.

Lo scopo è quello di sviluppare la credibilità di un brand, di un’azienda, di un servizio o di un prodotto, o di una persona, supportandone l’immagine e la reputazione presso un pubblico ritenuto influente. Sono tutte attività molto al limite del Digital Marketing, ma non sono mera pubblicità come molti che non sono del settore tendono ad identificarle, perché sfruttano le relazioni tra le persone.

Pensate al potere che hanno i commenti degli utenti nei siti di e-commerce. Se volete acquistare un prodotto su Amazon e le recensioni degli utenti che l’hanno già acquistato sono negativi, di conseguenza anche voi sarete influenzati dal loro giudizio, e non comprerete quel prodotto passando a un successivo. Oppure, quando scegliete una struttura alberghiera o un viaggio, se i commenti relativi a quel soggiorno sono negativi, deciderete di non andarci anche se un sito autorevole che parla di viaggi ne ha parlato bene. Logicamente ci fidiamo di più del parere da chi ci è andato di persona, perché non possiede degli interessi specifici nel dire se una struttura è stata positiva o meno. Non viene pagato per dare il suo giudizio, e quindi pensiamo che quel commento sia assolutamente attinente alla realtà.

Le Pubbliche Relazioni aiutano dunque a creare un giudizio benevolo laddove sussista quella che in economia viene denominata un’alta asimmetria informativa, e che avviene quando nel mercato, tra due soggetti, uno ha meno informazioni dell’altro. Questo accade quando sappiamo poco o nulla di un prodotto da acquistare. Siamo incerti, dubbiosi, e per questo motivo cerchiamo conferme.

Io stesso quando acquisto online cerco innanzitutto il prodotto che m’interessa, guardo la fascia di prezzo a cui viene proposto, scarto quelli che costano molto di meno (in genere si tende a scartare i prodotti poco costosi perché sono associati a bassa qualità), e ricerco un marchio conosciuto (o che per lo meno abbia almeno sentito una volta). Identificato il prodotto ideale, vado subito a leggere i commenti degli acquirenti. Il passaparola risulta essere quindi un elemento determinante nella fase di acquisto di un prodotto.

Possiamo dunque affermare che più l’asimmetria informativa è alta, più l’utente ha bisogno di conferme da parte di altri, più le pubbliche relazioni trovano terreno fertile.

Come fa quindi il PR a gestire i messaggi in modo da creare benevolenza su un prodotto o su un marchio? Semplicemente creando e postando informazioni e contenuti interessanti. Dove? Nelle pagine del Cliente che propone il prodotto da promuovere, e viralizzando il messaggio ovunque sia possibile.