Il report di Casaleggio spiega che siamo ancora in una fase sperimentale ma le potenzialità sono enormi. Solo il 14% dell’e-commerce viaggia anche sugli smartphone

Il mobile commerce ha grandi potenzialità, tutti gli analisti si sprecano in grafici che vedono crescere a grande velocità la colonnina dei fatturati ma al momento, non solo in Italia, si trova ancora in una fase sperimentale.

Gianroberto Casaleggio di Casaleggio e Associati con il rapporto 2010 dedicato al “mobile e l’e-commerce” ha indagato quest’area di business che, osserva, ha gli stessi problemi dell’e-commerce tradizionale che vanno dalla mancanza di infrastrutture, a partire dalla logistica, e dalla diffusione della connettività con “l’aggravante di un cambiamento per gli operatori che riguarda sia gli aspetti tecnologici sia la creazione di una nuova offerta legata alla mobilità”.

Il mercato comunque esiste visto che l’Italia è il Paese con la maggiore penetrazione di smartphone con il 28% del  totale dei possessori di telefoni cellulari e i navigatori italiani da mobile sono circa dieci milioni, il 40% dei navigatori totali.
Nonostante queste cifre solo il 14% delle aziende che in Italia fanno e-commerce sta attuando una strategia mobile. Il 35% ha in programma di investire tra il 2010 e il 2011, ma il 45% del campione  (2.751 imprese di cui 390 hanno partecipato attivamente alla creazione del rapporto e 154 alle informazioni  riguardanti il mobile) non ha piani di investimento per quest’ambito.

Di queste il 30% non ha ancora preso in considerazione questa attività, il 26% non ritiene di poter trarre particolare vantaggio, mentre il 9 e il 10% non comprendono come sfruttare questo canale in modo coerente e hanno invece in programma d’investire a breve nel settore.

Le aziende che stanno per investire o hanno investito  nelle strategie per il mobile hanno come obiettivi principali per il 28% l’aumento delle vendite e per il 23% la fidelizzazione dell’utente. Un ruolo secondario viene attribuito all’immagine del brand e al’espansione delle attività di marketing.

Il 29% ritiene che il canale mobile debba essere sfruttato per promozioni mirate rispetto al target, il 17% considera importante ottimizzare il sito per la navigazione con il cellulare, mentre il 15% punterebbe sul marketing localizzato. Solo una minoranza pensa al mobile come uno strumento di connessione con il canale fisico con coupon per il ritiro in negozio (13%) o codici promozionali  utilizzabili per sconti on e off line (14%).

Il percorso da fare però è ancora lungo visto che solo il 18% delle aziende ha un sito ottimizzato per il mobile e di queste il 42% permette la consultazione del catalogo dei prodotti e il 33% l’acquisto via mobile.
I buoni propositi però ci sono visto che se il 30% non ha intenzione di procedere verso l’ottimizzazione, 19% lo farà nei prossimi sei mesi, il 27% nei prossimi 12 e il 24% entro 24 mesi.

Largo spazio c’è anche per le applicazioni mobile attualmente realizzate dal 17% del campione. Che hanno puntato soprattutto sulla possibilità di portare a termine la transazione  e l’offerta di servizi di intrattenimento. I principali ostacoli alle iniziative di m-commerce riguardano la scarsità di clienti mobile (27%), la mancanza di solide infrastrutture (18%), la mancanza di budget (7%) e competenze esterne (13%).