È necessario un nuovo focus sul tema per essere in grado di sfruttare il potere dei dati in ottemperanza con le regole europee

GDPR: come gli hacker sfruttano la normativa a loro vantaggio
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Non era necessaria una pandemia globale come quella del COVID 19 per sottolineare l’ormai assoluta importanza dei dati nel nostro mondo iper-connesso. I dati rappresentano una risorsa inestimabile ed è fondamentale salvaguardarli per poter sfruttare a pieno il loro potenziale. Si sono moltiplicati i dati a disposizione delle aziende e degli enti governativi e queste informazioni, come il tracciamento dei dati di localizzazione e degli strumenti per l’individuazione dei contatti nel contesto dell’emergenza legata al COVID-19, si stanno rilevando fondamentali, non solo per tematiche legate al business.

Negli ultimi mesi il tema del GDPR è stato accantonato e relegato ad un’emergenza ormai passata, ma non bisogna sottovalutarlo.

La classifica sulle multe pubblicata da Finbold, in cui l’Italia si posiziona al primo posto ha riportato in auge questo delicato tema. Va però letta con attenzione questa classifica, infatti dei 45,6 milioni complessivi sanzionati all’Italia, 45,3 milioni sono da imputare a sole tre multe a discapito di tre operatori telefonici. Le restanti 10 multe tutte insieme raggiungono “solamente” 300.000 euro di valore, ridimensionando di molto la cattiva gestione dei dati da parte degli italiani.

In particolare, varrebbe la pena analizzare ed evidenziare uno dei problemi più intricati (a livello italiano ed europeo), ossia il modus operandi dei call center “selvaggi” a servizio dei maggiori player telco e delle utilities. Questa tipologia di aziende opera quotidianamente nel non rispetto dei codici di condotta, forti della capacità che hanno di trasformarsi a livello legale (cessazione attività e riapertura con ragione sociale diversa, specialmente in paesi dell’Europa dell’est, patria per eccellenza dei call center particolarmente aggressivi).

È necessario un nuovo focus sul tema del GDPR e del trattamento dei dati per evitare queste continue attività a discapito degli utenti (e implicitamente anche dei loro dati) e per essere in grado di sfruttare il potere dei dati in ottemperanza con le regole europee.

Analisi come quella di Finbold sono utili perché riportano l’attenzione delle imprese sul tema del GDPR, che resta di forte attualità anche a due anni di distanza dall’entrata in vigore della normativa. È fondamentale che cresca la consapevolezza legata alla raccolta, alla gestione e all’utilizzo dei dati, per poter far crescere il proprio business seguendo però al meglio le indicazioni normative.

A cura di Cristian Meloni, Country Manager Italia di Rubrik