
“Sostenibilità e finanza sono sempre più legate, soprattutto nel post PNRR che dovrà reperire fondi dal mondo finanziario per sostenere lo sviluppo infrastrutturale in Italia. Per questo AIS, Associazione Italiana Infrastrutture Sostenibili ha avviato il gruppo di lavoro Infrastrutture e finanza sostenibili per determinare criteri chiari, affidabili, trasparenti e verificati per misurare la sostenibilità delle organizzazioni (equity) e delle opere (debt) che possano essere di indirizzo per la corporate finance nel selezionare gli investimenti più attraenti. Un passaggio che anche Banca d’Italia ha evidenziato ieri nel suo report sull’innovazione finanziaria e che come AIS condividiamo pienamente.”
Questo il commento del Presidente di AIS, sul rapporto di Banca d’Italia “Sostenibilità e innovazione finanziaria: Il ruolo emergente del Fintech for Good (F4G)”. Nel documento viene sottolineata l’opportunità di introdurre un quadro normativo che mitighi i rischi di affermazioni false riguardo all’adozione di misure a favore della sostenibilità ambientale (greenwashing) e garantisca che le iniziative F4G siano coerenti con obiettivi di sostenibilità misurabili e verificabili. A tal fine, è stata sottolineata l’importanza di promuovere la collaborazione tra settore pubblico e privato e di rafforzare i programmi di educazione finanziaria.
“Per il mondo delle infrastrutture questo è un tema vitale ed è uno dei punti chiave della mission di AIS – afferma Orsenigo – per definire un modello per infrastrutture e finanza sostenibili oggi non basta dichiarare di progettarla, bisogna dimostrare, con criteri chiari e comparabili, che quella sostenibilità è misurabile. È ciò che la finanza sostenibile chiede e che troppo spesso in Italia non riusciamo a fornire. Il risultato è un disallineamento tra chi progetta e chi finanzia, che rallenta la realizzazione di opere strategiche. Anche i capitali green – avverte – ci sono e crescono, ma non arriveranno se non offriamo standard rigorosi e un linguaggio comune”.
“In questo scenario – conclude il Presidente di AIS – appare evidente l’importanza di dotare il Paese di un modello univoco, trasparente e credibile, capace di valorizzare i progetti migliori e di intercettare nuovi investimenti nel medio-lungo periodo”.





























































