I dati regionali rivelano una netta divisione nel modo in cui le donne utilizzano gli asset digitali in base all’economia locale.

Asset digitali - pixabay

Dati recenti di Triple-A indicano che le donne rappresentano oggi il 39% dei partecipanti nel settore degli asset digitali a livello mondiale. Ciò riflette una crescita costante rispetto al 37% registrato l’anno precedente, suggerendo che lo storico divario di genere stia iniziando a ridursi. Questa crescita è particolarmente visibile tra le fasce demografiche più giovani. Le donne della Gen Z e i Millennial sono attualmente all’avanguardia in questa tendenza: il 14% delle partecipanti rientra nella fascia d’età 25-34 anni e l’11% in quella tra i 35 e i 44 anni. Nel frattempo, le fasce d’età 18-24 e 45-54 contribuiscono rispettivamente per il 6% e il 5%.

Sebbene il numero di partecipanti stia aumentando, rimane una barriera psicologica notevole. Le osservazioni generali del mercato suggeriscono che anche donne con solidi background professionali o accademici spesso manchino di fiducia quando si tratta di asset digitali. Questa discrepanza suggerisce che l’ostacolo non sia la mancanza di preparazione, quanto piuttosto un senso di inadeguatezza generato dalla natura tecnica del settore. Gracy Chen, CEO di Bitget, sottolinea che la chiave per superare questo limite è un cambio di mentalità. “La chiave per colmare il divario di genere è passare dalla curiosità alla fiducia”, spiega Chen. “Le donne spesso esitano a causa della percepita complessità del settore, ma non è necessario essere un programmatore per partecipare al mondo degli asset digitali. Iniziando con piccoli passi costanti e concentrandosi sulla formazione piuttosto che sull’hype, le donne possono trasformare il loro naturale pensiero strategico in una solida risorsa per il proprio futuro.”

Le donne sono spesso percepite come più attente al valore fondamentale e all’impatto a lungo termine sulla stabilità. Invece di reagire all’euforia del mercato o alla paura di restare esclusi (FOMO), le donne tendono a condurre ricerche approfondite. Questo approccio razionale porta alla creazione di portafogli diversificati, pensati per la costruzione di ricchezza piuttosto che per profitti istantanei. “Le donne tipicamente adottano uno stile di investimento riflessivo, favorendo la creazione di ricchezza a lungo termine“, afferma Chen. “Questa pazienza e questo pensiero strategico sono particolarmente rilevanti nel settore degli asset digitali, poiché aiutano a mitigare i rischi legati alle decisioni emotive durante le oscillazioni dei prezzi“.

I dati regionali rivelano una netta divisione nel modo in cui le donne utilizzano gli asset digitali in base all’economia locale. Nei mercati emergenti, l’adozione è solitamente più alta, superando il 40% in alcune regioni, poiché le donne tendono a cercare protezione dalle oscillazioni dei tassi di cambio. In queste aree, gli asset digitali possono fungere da strumento di stabilità e utilità. Inoltre, gli asset digitali possono ridurre significativamente i costi dei trasferimenti transfrontalieri, rendendole una risorsa utile. Al contrario, i mercati sviluppati mostrano una crescita più lenta, con tassi di adozione che si attestano intorno al 30% o meno a seconda delle regioni. In queste economie stabili, le donne spesso vedono gli asset digitali come una tipologia di asset secondario, in competizione con strumenti tradizionali. Siccome c’è meno pressione a usare gli asset digitali nella vita quotidiana, la complessità percepita della tecnologia rimane una barriera all’ingresso più significativa.

Colmare il divario rimanente richiede più di una semplice tecnologia migliore; richiede un cambiamento nel tessuto sociale del settore. Sebbene miglioramenti tecnici come interfacce utente intuitive rendano l’esperienza più semplice, il vero catalizzatore del cambiamento è la creazione di ambienti fidati dove le donne possano discutere apertamente di finanza tra loro. Allontanarsi dall’immagine di “club per soli uomini” richiede comunità guidate da donne che facilitino la condivisione di conoscenze tra pari. Programmi di formazione dedicati e percorsi di mentorship forniscono il supporto necessario per trasformare l’interesse in competenza. Quando le donne si sentono autorizzate a porre domande e condividere intuizioni all’interno di una comunità di supporto, il fattore intimidazione svanisce, sostituito da un senso di collaborazione.

Il divario di genere nel settore degli asset digitali inizia finalmente a ridursi, ma dobbiamo stare attenti a non scambiare l’aumento dei numeri per una vera parità“, avverte Chen. “La prossima fase di questa evoluzione consiste nello spostare le donne dal perimetro al cuore dell’economia digitale. Non si tratta solo di partecipare; si tratta di avere la formazione e la fiducia necessarie per muoversi con autorità“.