L’82% delle organizzazioni sta passando a piattaforme unificate per standardizzare dati e processi e prepararsi all’intelligenza artificiale

AI aziende-aziende di beni di largo consumo

Un nuovo Report mostra che la creazione di un’infrastruttura predisposta per l’intelligenza artificiale è una priorità assoluta per le aziende di beni di largo consumo (CPG). Il rapporto “The State of AI in Consumer Goods” ha rilevato che la maggior parte (82%) degli intervistati sta attivamente consolidando i sistemi legacy o passando da soluzioni best-of-breed a piattaforme unificate. Il passaggio a una piattaforma può fornire connettività tra i sistemi per dati e processi standardizzati, un requisito fondamentale per l’applicazione dei casi d’uso dell’intelligenza artificiale.

Il 72% delle aziende CPG sta utilizzando, preparando o pianificando l’adozione dell’AI agentica per migliorare la produzione, segnalando la necessità di sistemi e processi avanzati in grado di fornire dati puliti e standardizzati. I principali insight della ricerca sul panorama tecnologico del settore CPG includono:

  • Permangono ostacoli per l’AI: le attuali infrastrutture tecnologiche scoraggiano le organizzazioni dall’implementare l’AI e il machine learning. Le tre principali sfide includono la conformità e la sicurezza (60%), i costi elevati e le limitazioni delle risorse (60%) e la complessità dell’integrazione con i sistemi esistenti (58%).
  • I processi manuali sono ancora prevalenti, aumentando il rischio: la maggioranza (64%) dei CPG utilizza una combinazione di processi digitali e manuali o prevalentemente manuali con strumenti limitati per gestire la qualità e la conformità lungo tutta la catena di fornitura. Gli intervistati, che hanno selezionato le funzionalità avanzate di integrazione dei dati e automazione dei processi come elementi più preziosi per migliorare l’efficienza IT, affermano che ciò ridurrà le attività ripetitive e il lavoro manuale ed eliminerà i silos di dati.
  • Le aziende di beni di consumo (CPG) vogliono analisi predittive potenziate dall’AI: secondo gli intervistati, i tre motivi principali per cui le analisi predittive basate sull’intelligenza artificiale sono la funzionalità più preziosa sono: garanzia di qualità e conformità (24%), miglioramento del processo decisionale e delle informazioni basate sui dati (21%) e rilevamento e prevenzione proattivi dei problemi (19%). Questa attenzione alle informazioni in tempo reale per il controllo della qualità evidenzia la necessità di partner tecnologici con una profonda conoscenza dei requisiti di produzione e conformità.
  • Persone, processi e dati, fattori chiave per l’AI: il sondaggio rileva che un equilibrio tra persone, processi e dati è fondamentale per il successo dell’introduzione dell’AI. I fattori chiave sono programmi di formazione completi per i dipendenti (72%), infrastrutture di dati di alta qualità (66%) e sicurezza informatica e conformità dell’IA (64%), a indicare che il successo dell’AI richiederà una preparazione coordinata da parte dell’organizzazione.

“Il Report sullo stato dell’IA nei beni di consumo mostra che la gestione della qualità su numerosi sistemi legacy rappresenta un freno per le aziende nell’adozione dell’AI. Per utilizzare l’intelligenza artificiale in modo efficace, gli intervistati stanno valutando la possibilità di creare una solida base di dati su una piattaforma unificata in grado di scalare per realizzare un chiaro valore”, ha affermato David Maher, head of strategy, Veeva QualityOne.

 

Per realizzare il Report “The State of AI in Consumer Goods” sono state intervistate oltre 150 responsabili IT e funzionali di aziende di beni di largo consumo globali negli Stati Uniti. La ricerca esamina la preparazione del settore all’AI, le sfide legate alla sua adozione e le aree di opportunità per l’IT per promuovere valore e innovazione.