Lituania , Singapore e India sono i Paesi con una maggiore consapevolezza sulle competenze in sicurezza informatica

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Secondo una nuova ricerca condotta dalla società di cybersecurity NordVPN, l’Italia si colloca all’11° posto a livello globale competenze in sicurezza informatica e privacy online. Gli italiani eccellono nella creazione di password complesse (97%) e nel riconoscere offerte sospette di servizi di streaming (93%), ma solo il 7% sa individuare i rischi per la privacy legati all’uso dell’intelligenza artificiale sul posto di lavoro.

Il National Privacy Test (NPT) è un sondaggio internazionale che consente di valutare il grado di consapevolezza e conoscenze delle persone sui temi di sicurezza informatica più importanti e per educare il pubblico sulle minacce informatiche e sull’importanza della sicurezza dei dati e delle informazioni. L’edizione del 2025 ha analizzato 30.792 risposte in 186 Paesi.

“L’intelligenza artificiale ha alzato la posta nel panorama delle minacce online, ma i principi fondamentali della sicurezza restano immutati. Le persone stanno diventando più abili a individuare le truffe, ma troppe ignorano gli aggiornamenti o riutilizzano le password: sono proprio queste piccole lacune che i criminali sfruttano. Il test mira a formare gli utenti di tutto il mondo sulle principali minacce informatiche e a fornire indicazioni chiare e pratiche per ridurre i rischi di frode, raccolta indebita di dati, sorveglianza e altre minacce online”, afferma Marijus Briedis, chief technology officer (CTO) di NordVPN.

Questi Paesi si collocano tra i primi tre a livello mondiale per competenze in sicurezza informatica e privacy online:

1.     Lituania (62/100)

2.     Singapore e India (61/100)

3.     Polonia e Finlandia (60/100)

Gli italiani sanno creare password complesse, ma sono poco informati sulla privacy legata all’AI.

I risultati mostrano che gli italiani si distinguono nella creazione di password complesse (97%) e nella gestione di offerte sospette dei servizi di streaming (93%). Adottano inoltre buone pratiche nella gestione delle autorizzazioni delle app (92%) ed evitano di condividere dati sensibili sui social media (86%).

Tuttavia, la consapevolezza rimane bassa in alcune aree critiche: solo il 7% degli italiani riconosce le questioni di privacy legate all’uso dell’AI sul lavoro, l’8% conosce i dati raccolti dai fornitori di servizi internet sotto forma di metadati, il 13% sa come proteggere la propria rete Wi-Fi domestica, il 16% sa dove conservare le password in modo sicuro e solo il 19% riesce a identificare un sito web di phishing.

Tra gli italiani, il 3% rientra tra i Vagabondi Cyber, ossia utenti con conoscenze minime. La quota più consistente (51%) ha totalizzato 50–74 punti ed è classificata come Avventurieri Cyber, con una buona preparazione ma ancora margini di miglioramento. Le Cyber Star si attestano al 5% su base annua, ben al di sotto della media globale del 10%.

In Italia, la consapevolezza degli strumenti per la tutela della privacy online è cresciuta di 5 punti percentuali, raggiungendo il 24%, mentre la capacità di riconoscere le truffe basate sull’intelligenza artificiale è aumentata di 7 punti, arrivando al 42%.

Misure per aumentare la sicurezza e la privacy online

Marijus Briedis di NordVPN condivide una serie di misure che le persone possono adottare per migliorare la loro privacy e sicurezza online:

  1. Creare password uniche e complesse. Usare una password diversa per ogni account e affidarsi a un gestore di password per generarle e conservarle in sicurezza. Dove disponibile, attivare le passkey per un accesso più sicuro e veloce.
  2. Abilitare l’autenticazione a più fattori (MFA). Aggiunge un ulteriore livello di protezione richiedendo un secondo fattore (app di autenticazione, chiave di sicurezza o biometria), anche in caso di furto della password.
  3. Mantenere software e dispositivi aggiornati. Aggiornare regolarmente sistema operativo, app e browser per correggere vulnerabilità e attivare gli aggiornamenti automatici quando possibile.
  4. Usare una rete privata virtuale (VPN). Una VPN crittografa la connessione, soprattutto su reti Wi‑Fi pubbliche o non protette, per proteggere i dati personali da possibili intercettazioni.
  5. Controllare le impostazioni sulla privacy. Rivedere periodicamente le impostazioni di social, app e servizi online; limitare la raccolta e la condivisione dei dati non necessari e disattivare i permessi superflui.
  6. Informarsi sulla sicurezza informatica. Aggiornare le proprie conoscenze su phishing, truffe basate sull’AI e nuove minacce permette di prendere decisioni consapevoli e ridurre i rischi.