
Asstel – Assotelecomunicazioni, Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil insieme a Federmanager hanno sottoscritto un “Avviso Comune” che individua le priorità per garantire sostenibilità, sviluppo industriale e occupazionale della filiera delle telecomunicazioni (TLC), infrastruttura essenziale per la crescita digitale del Paese.
Imprese e sindacati vogliono costruire un percorso unitario che, partendo da posizioni condivise su politiche industriali, regolazione, investimenti, occupazione, formazione e strumenti bilaterali, prevede esplicitamente l’avvio di un confronto strutturato con le istituzioni a livello nazionale ed europeo.
L’iniziativa si inserisce nel percorso avviato con il recente rinnovo del CCNL TLC e con il “Patto per lo sviluppo industriale della filiera delle telecomunicazioni e per la crescita digitale del Paese”, rafforzandone gli obiettivi e definendo una posizione condivisa sulle principali direttrici di policy necessarie a sostenere lo sviluppo e la crescita del settore.
L’Avviso Comune richiama la centralità della filiera TLC — che coinvolge oltre 200.000 lavoratrici e lavoratori — e la necessità di affrontare le criticità strutturali che negli ultimi anni hanno inciso su ricavi, investimenti e livelli occupazionali, in un contesto caratterizzato da trasformazioni tecnologiche sempre più profonde e rapide.
Tra le priorità condivise figurano: la definizione di un quadro regolatorio stabile, equo e orientato agli investimenti coerente con la natura strategica rivestita dal settore per il sistema di sicurezza nazionale e in grado di garantire pari condizioni di mercato tra tutti gli attori del digitale; il rafforzamento delle politiche di sostegno agli investimenti in infrastrutture digitali, anche in chiave di sovranità tecnologica, sicurezza e superamento del digital divide; la revisione delle politiche sulle frequenze, con oneri coerenti con la rilevanza strategica del comparto per il sistema Paese e le migliori pratiche europee; il riconoscimento delle telecomunicazioni come settore ad alta intensità energetica, per consentire l’accesso a misure di compensazione e supporto; la trasformazione e il rilancio del comparto del customer care, con il rafforzamento del CCNL TLC quale riferimento contrattuale e strumento per contrastare fenomeni di dumping; la promozione del lavoro qualificato e delle competenze come leva di innovazione, attraverso formazione continua, politiche attive e strumenti bilaterali a supporto delle transizioni occupazionali. Con l’Avviso Comune, le Parti sociali intendono contribuire per la prima volta a una visione industriale integrata della filiera, nella quale sviluppo tecnologico, qualità del lavoro e sostenibilità economica procedano in modo coerente.
“L’intesa sottoscritta oggi rappresenta un passaggio importante – sottolinea il Presidente di Asstel, Pietro Labriola – imprese e organizzazioni sindacali condividono la necessità di rafforzare una visione industriale per il settore delle telecomunicazioni, infrastruttura strategica per la competitività e la crescita digitale del Paese. In un contesto caratterizzato da profonde trasformazioni tecnologiche e da forti pressioni sugli investimenti, è essenziale definire un quadro regolatorio stabile ed equilibrato, che favorisca lo sviluppo infrastrutturale, sostenga l’innovazione e valorizzi il lavoro qualificato lungo tutta la filiera. Le priorità rappresentano leve fondamentali per accompagnare la trasformazione digitale e garantire sostenibilità economica e occupazionale al comparto. Con questo percorso condiviso intendiamo avviare un confronto strutturato con le istituzioni nazionali ed europee, affinché il settore delle telecomunicazioni possa continuare a svolgere pienamente il proprio ruolo di motore dello sviluppo digitale dell’Italia”.
Riccardo Saccone (Slc Cgil): “È un fatto positivo che tutti i principali attori del settore abbiano trovato una convergenza su un modello condiviso di politica industriale per il settore, con l’obiettivo di mettere finalmente al centro l’urgenza di investire in modo coerente sulle persone e sulle infrastrutture strategiche per il Paese. Non c’è più molto tempo. Con la transizione digitale, l’irruzione dell’intelligenza artificiale e l’approssimarsi della fine del PNRR bisogna indirizzare tutte le risorse economiche disponibili alla formazione continua delle persone ed allo sviluppo tecnologico del paese. Ci aspettiamo ragionevolezza e coerenza da parte del governo. In un momento così delicato il Paese non può permettersi ulteriori ritardi nello sviluppo di una vera infrastruttura digitale nazionale”.

























































