Oltre un terzo delle organizzazioni considera la carenza di talenti tra i principali ostacoli all’adozione del quantum

Quantum-Computing

In una fase in cui il quantum computing si avvicina progressivamente alla maturità commerciale, emerge con sempre maggiore evidenza una criticità destinata a incidere sulla velocità di sviluppo del settore: la disponibilità di competenze specialistiche.

Secondo l’analisi Quantum Readiness Report 2026 di QuEra Computing, leader nella computazione ad atomi neutri, la disponibilità di talenti rappresenta oggi una barriera concreta all’adozione del quantum computing. Più di un terzo degli intervistati (37%) la indica infatti come una delle principali sfide, dopo la maturità tecnologica (58%) e i costi (42%).

La carenza di competenze pesa più di altri limiti spesso considerati centrali, come l’accesso limitato all’hardware (30%) o l’immaturità degli algoritmi (27%). Un segnale del fatto che il vero collo di bottiglia non è solo la tecnologia, ma la capacità di costruire e trattenere competenze adeguate.

Non si tratta di una generica mancanza di profili qualificati, ma di un gap che riguarda ruoli altamente specializzati. L’evoluzione del settore verso la fault tolerance, per esempio, sta aumentando la domanda di professionisti con competenze in quantum error correction (QEC), codici e decoder, architetture fault-tolerant, integrazione tra fisica quantistica, informatica, ingegneria e software. I progressi nella correzione degli errori, infatti, sono stati indicati dagli intervistati come lo sviluppo più impattante dell’ultimo anno. Eppure, molte organizzazioni non dispongono ancora delle risorse umane necessarie per tradurre questi avanzamenti in capacità operative.

Il paradosso accademico

La survey evidenzia anche un forte “academic talent paradox”: pur rappresentando una quota significativa del campione, le istituzioni accademiche segnalano la carenza di personale qualificato in misura ancora maggiore rispetto ai provider tecnologici.

Il dato suggerisce una dinamica osservabile anche a livello internazionale: università e centri di ricerca svolgono un ruolo chiave nella formazione dei talenti quantum, ma incontrano difficoltà a trattenerli, anche a fronte della domanda proveniente dal settore privato e da laboratori nazionali. La carenza di competenze si inserisce inoltre nel più ampio tema della sovranità tecnologica, con diversi Paesi impegnati a rafforzare la propria attrattività per talenti e ricercatori attraverso misure di sostegno e programmi dedicati.

Si tratta di un tema che presenta elementi di interesse anche per l’Italia. In uno scenario in evoluzione, il rafforzamento delle competenze avanzate potrà avere un ruolo importante nell’accompagnare la maturazione del mercato, mentre una pipeline di talenti ampia, interdisciplinare e inclusiva potrà rappresentare un fattore di supporto per il sistema dell’innovazione.

La survey evidenzia inoltre che il mercato del quantum sta maturando: cresce il coinvolgimento delle organizzazioni, ma la soglia di preparazione percepita si alza e gli standard di readiness diventano più rigorosi. In questo scenario, il tema delle competenze si consolida come una leva strategica per trasformare interesse e sperimentazione in capacità di adozione reale.