
La SEO è non è più quella di prima. Negli ultimi due anni abbiamo assistito a un cambio di paradigma nella ricerca di informazioni online. Sempre più spesso gli utenti non aprono Google, non scorrono le SERP, non confrontano link. Fanno un’unica cosa: chiedono direttamente all’Intelligenza Artificiale.
Modelli come ChatGPT, Gemini, Claude e Perplexity non mostrano risultati: rispondono.
E per rispondere, usano i contenuti che riconoscono, comprendono e ritengono autorevoli.
Questo è un passaggio epocale.
Per vent’anni la SEO ha lavorato per “posizionare”.
Oggi, la priorità è “essere reinterpretati”.
Il punto non è più: dove mi trovo su Google?
Il punto è: “L’IA usa i miei contenuti quando genera risposte?”
Se l’IA non ti riconosce, non ti cita, non ti utilizza come riferimento:
- puoi essere posizionato
- puoi avere backlink
- puoi avere traffico organico
ma non esisti per la nuova interfaccia del web.
Cosa rende un contenuto riconoscibile da un’IA
Le AI generative non leggono un testo come una persona:
lo trasformano in strutture semantiche, collegamenti concettuali, pattern di significato.
Un contenuto viene riutilizzato se possiede:
- Chiarezza di tesi
Non deve “girare intorno” al tema: deve affermare una posizione. - Coerenza logica
Un discorso che procede: contesto → argomento → conclusione. - Identità autoriale riconoscibile
Stile, tono, visione.
Un contenuto anonimo si dissolve nel rumore.
Questo è il motivo per cui le AI premiano chi ha una prospettiva.
Non chi riscrive ciò che esiste già.
Pubblicare molto non serve più.
Serve pubblicare ciò che ha senso.
Contenuti che esprimono:
- una direzione
- una competenza
- una interpretazione del mondo
Questo è ciò che rimane.
Il futuro della SEO è la visibilità concettuale
Non competiamo più per spazio nello scroll.
Competiamo per presenza nella memoria dei modelli.
Chi oggi lavora sul contenuto deve porsi una domanda diversa:
“Questo testo può essere compreso e riutilizzato da una macchina?”
Se la risposta è no, quel contenuto è già obsoleto.
A cura di Stefano Galloni — Head of SEO e analista della visibilità AI



























































