Dopo la crisi sanitaria, gli scenari commerciali saranno on line e continuerà ad ampliarsi il boom dell’e-commerce.

e-commerce
e-commerce

Si impone una riflessione sul mutamento delle nostre precedenti abitudini di acquisto e sulle attuali modalità che privilegiano l’utilizzo di sistemi on line di e-commerce rispetto alle vendite al dettaglio.

Prepararsi ai “nuovi acquisti” post COVID-19: cosa stanno facendo i leader dell’e-commerce, in questo momento?

A causa della pandemia, in effetti, alcuni esercizi commerciali sono stati costretti a cessare o sospendere le loro attività, sulla base delle disposizioni imposte dai decreti governativi, oppure hanno dovuto re-inventarsi proponendo nuovi prodotti e servizi.

Allo stesso modo abbiamo assistito ad un cambiamento nelle priorità di acquisto dei consumatori.

Secondo un recente studio di Netcomm, dall’inizio del 2020 ad oggi, 1.3 milioni di consumatori si sono convertiti ad acquisti on line in seguito alla pandemia.

Inoltre, l’e-commerce è il settore che crescerà maggiormente a livello mondiale (+55%), seguito da modern food retail (+23%) e vendita all’ingrosso di prodotti farmaceutici (+15%). Anche in ambiti come quello del fashion & lifestyle, il 77% dei merchant in rete ha dichiarato di aver acquisito nuovi clienti .

In relazione agli acquisti sul web si è registrato un incremento maggiore, da fine febbraio a metà aprile nelle vendite inerenti il il pet care (+154%), seguito da cibi freschi e confezionati (+130%); prodotti per la cura della casa (+126%) e della persona (+93%).

Solo un aspetto non è cambiato: le aziende leader si differenziano dai concorrenti, in base all’esperienza che offrono ai clienti, poiché coinvolgono tutta l’organizzazione dal back-office, produzione, supply chain, ecc.,  fino al front-office, con le funzioni di  marketing, vendite, servizi di commerce ed assistenza clienti.

La trasformazione digitale delle aziende ha, quindi, costituito il discrimine per stare al passo con le nuove richieste di mercato.

I precedenti investimenti in tecnologie digitali stanno, infatti, ripagando le aziende che avevano avviato processi di “trasformazione informatica” puntando ad esempio sullo shopping mobile e su altri servizi come chatbot, assistenti vocali, dispositivi intelligenti, social media ecc.

In tutto questo scenario, un ruolo importante deve essere svolto dalla coerenza con cui le aziende trasmettono il loro messaggio su tutti i punti di contatto sia fisici che digitali, dal sistema di effettuazione delle transazioni con i clienti e dalla gestione  di tutti i servizi post-vendita.

La domanda è: come si possono raggiungere i clienti con così tante variabili e canali per interagire in uno scenario in continua evoluzione?

Oggi le decisioni in ambito IT devono essere, quindi, necessariamente valutate e gestite con cura e senza soluzione di continuità in tutti i punti di contatto con i clienti. Le cosiddette architetture headless si stanno evolvendo a nuove funzionalità di business e sfruttando le API per sviluppare solide opportunità commerciali.

Insieme alla personalizzazione contestuale in tempo reale e al merchandising, queste soluzioni sono perfettamente configurate per fornire il contenuto o il prodotto più adatto al singolo acquirente, indipendentemente dal touchpoint che ha scelto per interagire con il brand.

Web, mobile, canali social, negozi: l’e-commerce rimarrà al centro dell’esperienza della vendita al dettaglio.

L’e-commerce avrà conseguentemente un ruolo ancora più importante nei pagamenti virtuali che guidano i profitti dei rivenditori. Gli investimenti nel digitale aiuteranno le aziende a bilanciare il rischio avvicinandole ai clienti, soddisfacendo le loro esigenze e mantenendo la distanza sociale richiesta.

Un’e-commerce ben progettato consente, infatti, di collegare l’esperienza di acquisto fisica e i punti vendita più performanti con i canali online a prova di crisi.