L’open source è in grado di consentire di raggiungere i propri obiettivi nel minor tempo possibile e a costi ridotti, con benefici per tutta la comunità. Parola di Red Hat

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L’open source è in grado di salvare il mondo dalle situazioni di crisi? Secondo Red Hat questo paradigma può contribuire fortemente a limitare l’impatto delle emergenze e consentire di ripartire il più rapidamente possibile. Tutto ciò è possibile perchè un numero potenzialmente infinito di ingegneri e tecnici possono lavorare sullo sviluppo di determinate soluzioni in contemporanea, accelerando così il processo di innovazione.

Facciamo l’esempio di un’azienda farmaceutica che decide di lavorare per creare una particolare medicina: impiegherà molto più tempo e avrà dei costi maggiori se opererà da sola anziché se il medesimo lavoro venisse affrontato da una comunità mondiale che condivide risorse, esperienze e risultati. Solo in questo modo si potrebbe produrre il farmaco nel minor tempo possibile, ad un costo complessivo ridotto e portare al contempo una maggiore carica innovativa all’intero ecosistema” ha spiegato Gianni Anguilletti,VP Med Region di Red Hat.

E I benefici evidenziati da questo esempio non valgono soltanto in ambito medico, ma nei più svariati settori, compreso quello tecnologico e su cui l’azienda americana, recentemente acquisita da IBM, ha fatto da sempre il suo mantra.

All’alba del 2020 acquistare o realizzare una soluzione proprietaria è come prendere un’auto con il cofano saldato, dove il meccanico che deve intervenire ha difficoltà elevate soltanto per aprirlo, senza considerare anche l’ulteriore presenza di pezzi interni diversi dagli standard che causano ulteriori rallentamenti e criticità” – ha aggiunto Gianni Angiulletti, secondo cui questa problematica può essere scongiurata proprio grazie all’open source. Il manager è convinto che questo modello di sviluppo stia esprimendo oggi il suo più alto livello di potenzialità registrato, garantendo inoltre ottimi benefici in termini di sostenibilità economica.

Non è un caso infatti che l’open source sia in grado di offrire l’accelerazione di cui le imprese necessitano per poter continuare a crescere ed essere il più flessibili possibili agli imprevedibili cambiamenti del mercato, come quello provocato dalla pandemia di Coronavirus che ha fatto ripensare al modo di lavorare delle imprese di tutto il mondo, spingendole ancora di più verso la digitalizzazione. Non stupisce infatti che, a parità di settore analizzato, siano state proprio quelle organizzazioni che avevano già abbracciato in pieno la digital transformation ad aver subito i danni minori.

Rodolfo Falcone NEWNegli ultimi mesi e nel prossimo futuro si assisterà ad una crescita degli investimenti in digitale che  dovrebbero essere rivolti verso i tre abilitatori tecnologici più performanti del momento – ha spiegato Rodolfo Falcone, country manager italiano di Red Hat – In primo luogo bisognerebbe investire in framework per lo sviluppo di applicazioni più moderne, cloud native e capaci di  sfruttare l’intelligenza artificiale, il machine learning, la realtà aumentata e la realtà virtuale. Ma anche in tecnologie pensate per abilitare la costruzione di cloud ibridi così da permettere di sfruttare al meglio tutte le risorse computazionali disponibili. Infine è opportuno sviluppare strumenti per la gestione e l’automazione delle infrastrutture informatiche che velocizzano e abbattono i costi.”

Ed è proprio in questi ambiti che Red Hat ha sta fortemente investendo con l’obiettivo di diventare il partner di riferimento per i progetti in architetture cloud ibride ed aperte. Numerose sono in questa le direzione le novità presentate dall’azienda in occasione del recente Red Hat Summit che quest’anno, in versione virtuale, ha visto la registrazione di oltre 83 mila persone. La volontà dell’azienda è quella di sviluppare ulteriormente l’Enterprise Linux, considerato il collante tra tutte le risorse computazionali, aumentare il bacino della OpenShift Container Platform, abilitare architetture sempre più innovative e far leva sugli accordi stretti con SAP ed IBM.

Le nostre soluzioni sono ideate per mantenere la business continuity delle imprese e renderle più agili ai cambiamenti e alle emergenze, indipendentemente dalla loro natura. Per questo abbiamo istituito un team che si occupa di realizzare piani di continuità che vengono regolarmente testati attraverso le più varie simulazioni, così da poter intervenire tempestivamente in base alle esigenze dei clienti” ha aggiunto Rodolfo Falcone.

Molta è stata infatti l’attenzione posta da Red Hat verso i propri clienti nell’attuale periodo di crisi: l’azienda ha lanciato una serie di iniziative volte a sostenerli come ad esempio la possibilità di accedere gratuitamente alla Ansible Automation Platform o alla partecipazione di training gratuiti. E’ stato inoltre esteso il ciclo di vita di alcuni prodotti. Iniziative queste che hanno certamente contribuito a far registrare una crescita a due cifre dell’azienda negli ultimi mesi.