Il commento di Marco Gay, AD di Digital Magics

Decreto Rilancio, bene le misure per le PMI ma troppa burocrazia

L’AD di Digital Magics, Marco Gay, esprime soddisfazione le misure per startup e PMI innovative introdotte dal Decreto Rilancio, ma insiste sulla necessità di rimuovere i vincoli burocratici.

Dal Decreto legge Rilancio arriva un segnale di fiducia e rafforzamento per l’ecosistema delle startup e PMI innovative che rappresenta un importante risposta alle aspettative che avevamo. La versione pubblicata in Gazzetta Ufficiale per il pacchetto startup include alcuni nuovi articoli che attribuiscono all’innovazione digitale in Italia il ruolo che le compete: essere un tassello fondamentale nella strategia industriale ed economica. Quando si parla di startup ci si riferisce a un processo innovativo che parte dal basso e si concretizza con la nascita e lo sviluppo di nuovi player che diventano, e in parte lo sono già, imprese nazionali e internazionali di successo, che producono ricchezza, creano posti di lavoro, fanno ricerca, contaminando le industrie più tradizionali e iniettando loro la linfa dell’innovazione.

In particolare le startup e le PMI innovative godranno di un quadro di riferimento in materie come la semplificazione amministrativa, le agevolazioni fiscali, l’incentivazione degli investimenti. Fra questi la detrazione d’imposta che passa dal 30% al 50% delle somme investite – fino a 100 mila euro – nel capitale di start up innovative: un buon viatico per favorire l’investimento dei business angels e l’ampliamento della loro capacità di azione. Oppure il termine di permanenza nella sezione speciale del registro delle imprese delle start-up innovative prorogato di 12 mesi, come pure il termine per l’accesso a incentivi pubblici.

Ampliando lo sguardo al settore dell’innovazione, sottolineo positivamente la costituzione del Fondo per il Trasferimento Tecnologico presso il Mise del valore di 500 milioni di euro, che creerà un ponte tra il mondo industriale e quello accademico, lavorando affinché la tecnologia sia fruibile per cittadini ed imprese, così come il Fondo per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione con una dotazione di 50 milioni di euro per il 2020.

Al netto di queste considerazioni, rimane centrale rimuovere quanto prima i vincoli burocratici, per rendere veloce e il più semplice possibile l’applicabilità delle misure contenute nel DL. L’auspicio è che questo sia un primo passo per rendere questi provvedimenti strutturali con un vero piano di sviluppo a lungo termine per la ripresa dell’economia con meccanismi per la semplificazione normativa e amministrativa, investimenti in infrastrutture, riduzione del carico fiscale e contributivo sul lavoro, un grande piano per il lavoro giovanile oltre che provvedimenti specifici sul settore digitale, che vede al centro l’ecosistema delle startup.