Il gruppo si è infiltrato nell’ambasciata di uno Stato membro dell’UE a Washington DC e nei ministeri degli Affari esteri di almeno tre diversi paesi in Europa

Operazione Ghost: obiettivi governativi nel mirino di The Dukes

L’operazione Ghost, iniziata probabilmente già nel 2013 e ancora in corso, vede come protagonista il gruppo The Dukes, infiltratosi nell’ambasciata di uno Stato membro dell’UE a Washington DC e nei ministeri degli Affari esteri di almeno tre diversi paesi in Europa.

ESET ha identificato tre nuove famiglie di malware associate ai Dukes: PolyglotDuke, RegDuke e FatDuke.

“Una delle prime tracce pubbliche di questa campagna poteva già essere trovata su Reddit a luglio 2014, afferma il ricercatore di ESET Matthieu Faou. Possiamo confermare con una certa sicurezza che lo stesso gruppo è dietro l’Operazione Ghost e l’attacco DNC.”

Cronologia dell’Operazione Ghost in base ai dati della telemetria ESET

I ricercatori di ESET hanno attribuito questi attacchi ai Dukes basandosi su diverse somiglianze nelle tattiche osservate in questa campagna rispetto alle precedenti. In particolare, i Dukes hanno utilizzato Twitter e Reddit per ospitare gli URL di comando e controllo e hanno utilizzato la stenografia nelle immagini per nascondere payload o comandi dannosi. Inoltre, anche i bersagli sono rimasti gli stessi, con i ministeri degli affari esteri sempre nel mirino dei criminali: due dei tre obiettivi colpiti erano già stati precedentemente compromessi dallo stesso gruppo, con almeno una macchina con i “vecchi” componenti Dukes ancora installati da diversi mesi. Un’ulteriore prova è indicata dalle forti similitudini presenti nel codice dei campioni già documentati e in quello di Operazione Ghost.

“Nel 2013, alla prima data di compilazione conosciuta di PolyglotDuke, solo MiniDuke era stato documentato, e quindi, riteniamo che Operation Ghost fosse in esecuzione simultaneamente con le altre campagne e gli autori siano riusciti in qualche modo a farlo passare inosservato”, spiega Faou.

In Operazione Ghost, I Dukes hanno utilizzato un numero limitato di strumenti, ma si sono affidati ad alcune tattiche interessanti per evitarne il rilevamento. Questo gruppo è molto persistente e ruba sistematicamente le credenziali dai sistemi utilizzandole poi per spostarsi lateralmente nella rete.

ESET analizzandone il comportamento ha notato come impiegasse le credenziali amministrative per compromettere o ri-compromettere le macchine nella stessa rete locale.

I Dukes hanno una sofisticata piattaforma malware divisa in quattro fasi, nella prima delle quali recupera l’URL C&C tramite Twitter o da altri social network e siti Web. In secondo luogo, utilizza Dropbox per ricevere comandi dai criminali. In terzo luogo, rilascia una backdoor semplice, che in fine nell’ultima fase rilascia una backdoor più sofisticata con molte funzionalità e una configurazione flessibile.

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