Le imprese che fronteggiano i mercati globali sanno bene che la ricerca continua dell’innovazione in un’ottica di Open Innovation è fondamentale

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Le imprese che si affacciano al mercato globale sanno bene quanto sia importante perseguire la ricerca continua dell’innovazione. Parola d’ordine? Open Innovation – la capacità di ottenere informazioni da fonti esterne all’azienda. In pratica il successo delle strategie di innovazione non deriva più solamente dall’utilizzo delle risorse interne, dati e conoscenze, ma anche dalla collaborazione con i differenti stakeholder. Ciò genera uno scambio continuo di flussi di informazioni in entrata ed in uscita. Basti pensare che negli ultimi tre anni è stato rilevato un trend di crescita negli investimenti di innovazione aperta, soprattutto nelle collaborazioni con le startup.

La gestione dell’innovazione rappresenta ancora oggi una sfida per le imprese italiane, ma l’interesse per la tematica e soprattutto nei confronti dei grandi player internazionali, che fanno dell’innovazione il loro pane quotidiano sta aumentando. Lo stadio di sviluppo è ancora iniziale, ma mai come oggi si sta affermando da parte dell’ecosistema italiano la voglia di entrare in contatto con realtà che abilitano i processi di innovazione delle imprese e di vedere di persona come, oltre frontiera, coltivano l’innovazione.

Puntiamo lo sguardo fuori dai nostri confini e puntiamo in alto, portando esempi concreti e di eccellenza, pensiamo a realtà come Yandex, il più grande motore di ricerca russo, secondo le statistiche risulta essere al primo posto fra i siti più visitati in Russia. Nato ancor prima di Google, mantiene ancora oggi la maggior parte della search market share, offrendo innumerevoli servizi che vengono utilizzati da milioni di russi ogni giorno.

O guardiamo a PortXL, un acceleratore di startup con sede a Rotterdam, focalizzato su tutte quelle che sono le attività marittime. Port XL è il primo e unico acceleratore marittimo al mondo. Supporta startup in tutto il mondo, sostenute per espandere il loro progetto attraverso un vasto network internazionale, in rapida espansione. L’acceleratore è connesso a degli hub come Singapore, Shanghai, Busan, Pireo, Gdansk, Houston, Los Angeles, Boston, Amburgo e Anversa.

Oppure a Digital Catapult, principale centro per l’innovazione tecnologica del Regno Unito, focalizzato sul settore manifatturiero e sulle industrie creative, ma con una forte e spiccata specializzazione sui temi dell’Intelligenza Artificiale. Obiettivo del centro è quello di facilitare l’adozione delle tecnologie più dirompenti per accrescere la produttività delle imprese del Regno Unito.

Passando per SAP Startup Accelerator che si occupa di scouting ed engagement nel mondo startup. Trova e aiuta le startup più promettenti a portare sul mercato le loro soluzioni di supply chain digitale, gestione patrimoniale, produzione e Industria 4.0. Promuove innovazioni in tutto quel mondo connesso nell’IoT, nella catena di fornitura digitale, nella produzione e nella gestione patrimoniale.

Ma c’è anche X5 Retail Group, la principale Gdo russa, all’avanguardia per il numero di partner e i progetti d’innovazione messi in atto: hanno lanciato GoCargo per la prenotazione online di servizi di trasporto merci, distribuendo il lavoro tra vettori privati registrati e società di trasporto, in base all’ubicazione del carico e all’indirizzo di spedizione. Hanno dato vita ad un acceleratore specializzato e implementato l’analisi dei video e la tecnologia di visione artificiale basata su reti neurali e intelligenza artificiale.

Non possiamo dimenticare Kawasaki Heavy Industries, colosso dell’automotive: rappresenta oggi una multinazionale con attività che spaziano dai progetti internazionali su larga scala, fino ad oggetti di uso quotidiano e ricreativo, con la massima attenzione verso le tematiche ambientali. Un vasto know-how tecnologico maturato negli oltre 100 anni della sua storia, alla ricerca costante di innovazione nell’ambito delle costruzioni navali e nell’efficienza della navigazione risparmiando energia. In aeronautica, le capacità tecnologiche della Casa, si sono affinate con le partecipazioni nelle ricerche e sviluppo di piccoli motori da aereo più eco-compatibili, in costante esplorazione delle tecnologie future.

O la stessa Betahaus, uno spazio di coworking nato Berlino ma che ha sedi a Sofia, Amburgo e Barcellona. Coffee Circle, Ezeep, GoEuro (Omio), car2go e Clue, sono solo alcune delle startup note che hanno iniziato da qui. Un acceleratore che tra l’altro segue Audi e Siemens, e tanti altri.

Queste realtà, che abilitano processi di innovazione oltre confine, saranno coinvolte in un momento di networking accessibile e soprattutto possibile grazie all’iniziativa Italia RestartsUp organizzata in collaborazione con ICE-Agenzia e Smau, e potranno incontrare grandi aziende, istituzioni, incubatori, acceleratori, startup e investitori italiani per scambiarsi idee, opportunità e progetti al fine di dar vita ad un processo di contaminazione e scambio a livello internazionale.

80 gli operatori internazionali presenti fra corporate, incubatori e acceleratori provenienti da ogni parte del mondo: Albania, Canada, Cina, Emirati Arabi, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, India, Israele, Polonia, Qatar, Regno Unito, Russia, Singapore, Spagna, Sud Africa, Svizzera, Turchia, USA… solo per citarne alcuni.

Coinvolti in una serie di Pitching session, dove l’ecosistema italiano potrà presentarsi settore per settore: Life science, Artificial Intelligence, IOT, Smart Cities e Smart Communities, Mobility, Manifattura avanzata, Agrifood i temi trattati.

Palcoscenico dell’approccio al tema dell’Open Innovation per le grandi corporate sarà lo Smau Live Show “Open Innovation and international experience” in programma il 23 ottobre. Dalle più recenti edizioni di Italia RestartsUp | SMAU a Londra e Berlino, è emerso chiaramente che l’ecosistema startup europeo ha spostato il suo baricentro verso il mondo delle imprese mature, puntando sulle grandi potenzialità del rapporto corporate-startup. Le corporate più moderne si stanno dotando di apposite funzioni al loro interno per dialogare proprio con gli ecosistemi delle startup e, parallelamente, la maggior parte di incubatori e acceleratori si dedicano in via esclusiva a favorire il contatto fra questi attori.

E in Italia come si sta affermando il processo di Open Innovation? Lo scopriamo Il 22 ottobre, con l’evento speciale Open Innovation Outlook Italy: il primo sondaggio di questo tipo condotto nel nostro Paese, promosso da Mind the Bridge e Smau. Alle aziende che hanno partecipato alla survey è stato chiesto di descrivere quali attività di Open Innovation hanno in corso: individuazione delle tendenze, approvvigionamento, co-sviluppo, investimenti e acquisizioni, quali i risultati raggiunti e quali i principali ostacoli al loro processo di innovazione. Per la prima volta le dinamiche di Open Innovation in Italia sono state analizzate in profondità, con una prospettiva olistica e una metodologia completa che consente benchmarking internazionali. All’evento, porteranno la loro testimonianza Valerio Camerano, CEO A2A; Agostino Santoni, CEO Cisco; Antonio Cammisecra, CEO Enel Green Power; Hu Kun, CEO ZTE Italia e Presidente Europa occidentale ZTE.

Un momento di approfondimento unico, in cui all’ecosistema italiano viene data la possibilità di poter entrare in contatto con realtà che abilitano processi d’innovazione al di fuori del nostro Paese, e di toccare con mano come coltivano l’innovazione, per trarne spunti e ispirazioni da replicare in un continuo processo di innovazione.

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