Home News Gestire il cloud ibrido: ovvia realtà o strategia conservativa?

Gestire il cloud ibrido: ovvia realtà o strategia conservativa?

-

Tempo di lettura: 3 minuti

Di Gordon Haff, technology evangelist Red Hat

La gestione dei cloud ibridi richiede funzioni come accesso self-service basato su policy, misurazione e fatturazione, allocazione intelligente dei workload, system image provisioning, pianificazione della capacità, governance e gestione del ciclo di vita – funzionalità che spesso vanno al di là di quello che offre un’infrastruttura cloud. Allo stesso tempo, la gestione del cloud ibrido deve soddisfare l’obiettivo generale di fornire coerenza tra infrastrutture ibride.

Quali gli aspetti particolarmente importanti legati alla gestione di cloud ibridi?

Gestione unificata e pooling di risorse 

Anche se una determinata organizzazione non utilizza (ancora) risorse public cloud, è probabile che sia già ibrida in termini di molteplicità di piattaforme e il hybrid cloud management può essere utilizzato per unificarle sotto un’unica interfaccia di gestione. Preferibilmente, la gestione non dovrebbe prevedere l’uso di agenti, che possono aumentare la complessità dell’installazione.

Fornire un’esperienza di public cloud 

Quando le organizzazioni creano un cloud privato, cercano di soddisfare le esigenze degli utenti che si rivolgono a cloud pubblici perché è lì che possono accedere a risorse di elaborazione in pochi minuti, anziché in settimane come avviene nell’IT tradizionale. La gestione del cloud può quindi offrire tale user experience mentre l’IT mantiene il controllo su accessi, quote e standard organizzativi. Si tratta di delegare agli utenti e offrire loro la modalità self-service mantenendo un controllo granulare delle policy da parte dell’IT.

Orchestrazione e monitoraggio dei workload tra pool di risorse

La gestione implica il controllo e la visibilità di molti aspetti dei workload, dall’implementazione alla dismissione. Ciò è necessario, non solo per fare un uso efficiente dell’infrastruttura sottostante, ma per consentire la costante adesione agli SLA, che possono essere complessi e molteplici nel caso di un portfolio software aziendale. 

Applicazione automatizzata attraverso policy

La gestione coerente è sempre più resa possibile raccogliendo dati da sistemi operativi e adottando azioni automatizzate basate su criteri stabiliti dagli amministratori. Queste azioni automatizzate possono essere semplici come creare una notifica che avvisa il personale, o efficaci come la risoluzione automatica del problema. In questo modo si possono soddisfare i requisiti di conformità e governance ed eliminare molti processi manuali.

Assicurare l’affidabilità e le prestazioni che gli utenti si aspettano

Vi è un assunto molto forte, implicito da parte degli utenti, secondo cui i loro sistemi di auto-provisioning saranno altamente disponibili e affidabili e funzioneranno come richiesto all’interno dell’infrastruttura cloud sottostante. Fornire solo un provisioning self-service iniziale senza monitoraggio e gestione di tali sistemi, oltre al supporto dell’infrastruttura, limiterà significativamente i livelli di servizio che il cloud può raggiungere. La gestione dei cloud sottostanti deve essere agile per gestire le fluttuazioni nella domanda degli utenti, soddisfare le esigenze variabili del workload e ottimizzare continuamente l’allocazione e l’utilizzo delle risorse. La gestione richiede servizi di back-end solidi come il monitoraggio dei servizi e l’allocazione dinamica delle risorse, non solo un portale front-end.

Supportare l’infrastruttura che i team di sviluppo desiderano 

Un tempo, la sola gestione di server fisici e macchine virtuali era un obiettivo ragionevole per un prodotto di gestione. Poi sono arrivati cloud privato e pubblico. Poi, più cloud pubbliche. Ora anche i container. Inoltre, queste risorse possono essere sovrapposte una all’altra. Una piattaforma di gestione dovrebbe essere in grado di mappare le relazioni tra le risorse, fornire un capacity planning per i progetti futuri e tracciare le scadenze degli eventi per l’analisi delle cause.

Conclusioni

La gestione del cloud ibrido presenta una serie di requisiti non facilmente risolvibili con i tradizionali sistemi di gestione IT. Non si adattano bene alla natura dinamica degli ambienti cloud e alla velocità di fornitura richieste in tali ambienti. Le aziende che si trovano ad affrontare queste sfide dovrebbero cercare strumenti moderni e adattabili che rispondano specificamente alle esigenze di gestione del cloud ibrido. Perché l’unica cosa certa che la storia dell’evoluzione del cloud ci ha insegnato è il continuo cambiamento.

Redazione BitMAThttps://www.bitmat.it/
BitMAT Edizioni è una casa editrice che ha sede a Milano con una copertura a 360° per quanto riguarda la comunicazione rivolta agli specialisti dell'lnformation & Communication Technology.
  • Newsletter

    Iscriviti alla Newsletter per ricevere gli aggiornamenti dai portali di BitMAT Edizioni.

  • I più letti

    Digitalizzazione: come cambia il ruolo degli HR?

    Digitalizzazione: come cambia il ruolo degli HR?

    Solo la metà delle aziende italiane ha un budget dedicato alla trasformazione digitale
    DXC Technology

    DXC Technology annuncia le nuove nomine nel gruppo manageriale

    L'obiettivo è creare un nuovo team per guidare la ‘nuova DXC Technology’ e continuare a trasformarla
    Migliorare il CPU a aumentare il margine grazie a I4.0

    Migliorare il CPU e aumentare il margine grazie a I4.0

    Al centro dell'attenzione non bisogna porre la tecnologia, ma l’impatto organizzativo e finanziario
    Commercio.network sceglie i nodi validatori di YubiHSM

    Commercio.network sceglie i nodi validatori di YubiHSM

    Identità, firma elettronica e consegna dei documenti conforme eIDAS, sono i tre pilastri dell’offerta di Commercio.network
    L'effetto del lockdown sulla mobilità aziendale

    L’effetto del lockdown sulla mobilità aziendale

    In aumento non solo le minacce, ma anche i problemi relativi ai dispositivi mobili per i dipendenti e alla rete