Da A.I.I.P. a A.P.S.P., l’associazione si evolve insieme alla normativa europea. Il presidente Maurizio Pimpinella: “Il Paese che cambia passa da qui”

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Parte dal cambio del nome il nuovo corso dell’Associazione guidata da Maurizio Pimpinella che, dopo 7 anni, cambia nome in A.P.S.P., ovvero Associazione Prestatori di Servizi di Pagamento.

“Non siamo noi a stabilire questo cambiamento, piuttosto il nuovo mercato creato dalla normativa europea” ha dichiarato Maurizio Pimpinella, Presidente A.P.S.P., il quale ha proseguito: “Un tempo il comparto delle procedure di incasso e pagamento era appannaggio esclusivo di banche e circuiti: con la prima normativa europea, si è poi arrivati agli istituti di pagamento e di moneta elettronica. Oggi, proprio alla luce della nuova normativa, lo scenario ha subito un’ulteriore evoluzione: scendono in campo gli Over The Top, Google, Amazon, Apple, AliPay e Facebook”.

Accanto ai player tradizionali, la normativa individua i Payment Initiation Service Provider, ovvero i fornitori di servizi che gestiscono la fase iniziale del pagamento, e gli Account Information Service Provider, ossia gli aggregatori delle informazioni provenienti da diversi conti e carte di pagamento in grado di renderle gestibili tramite un’unica interfaccia.

“Il nostro impegno” ha aggiunto Pimpinella “è quello di interpretare con puntualità le trasformazioni del settore di riferimento ed essere così una bussola affidabile per tutti i player ed i prestatori di servizi di pagamento coinvolti, che siano istituti di pagamento, istituti di moneta elettronica, grandi gruppi bancari, startup Fintech, circuiti e Over The Top.

La compagine associativa riunisce in un’unica entità realtà bancarie, quali Banco Posta di Poste Italiane, Banca 5 del gruppo Intesa Sanpaolo, Banca Sella, CheBanca!, Istituto Centrale delle Banche Popolari, ICCREA Banca, operatori tecnologici, tra cui SIA , TAS Group, Ingenico, Verifone, Reply, Hitachi e NTT Data, Prestatori di Servizi di Pagamento come, LisIP e Cartalis del Gruppo Lottomatica, Mercury Payment Servicesgià Setefi, Sofort, Factorcoop, Euronet, InfoCamere, Sisal Group, e BNL Positivity, i circuiti, come Diners Club Italia e CartaSi, Over The Top come PayPal e Samsung, dunque aziende un tempo ascrivibili a settori molto distanti dal comparto payment, come ad esempio Telepass del gruppo Atlantia. Il Paese che cambia passa attraverso i digital payment, l’auspicio è che altre realtà italiane sappiano cogliere i vantaggi tra le pieghe di una normativa che rimette il consumatore al centro e offre grandi opportunità per gli operatori”.