Home News Affrontare il cambiamento dell’IT attraverso la comprensione delle persone

Affrontare il cambiamento dell’IT attraverso la comprensione delle persone

-

Tempo di lettura: 3 minuti

Tutti odiano la compilazione dei moduli di rimborso spese. Per anni, le aziende sono state portate a pensare che questo sistema stesse rendendo la vita facile per tutti. Non è così, la semplifica solo a chi si occupa dei rimborsi spese.

Questo è un ottimo esempio di cosa c’è di sbagliato nel modo in cui l’IT abilita i processi di business in molte organizzazioni. L’IT, tradizionalmente, chiede al team di account di che cosa hanno bisogno, o ai leadership team il miglior sistema di acquisto. Eppure, in questo modo, ci si concentra sul cliente sbagliato; bisognerebbe concentrarsi sulle persone che realmente interagiscono con la soluzione. Dopo tutto, se l’utente finale non è entusiasta della tecnologia o dell’applicazione, e non la trova intuitiva, non la utilizzerà nella propria vita lavorativa.

Accanto a questo, il compito dell’IT è stato reso molto più difficile dalle nuove tecnologie diventate mainstream. Un recente studio VMware[1] ha rivelato che i dipartimenti stanno chiaramente prendendo il controllo dei propri bisogni IT, a discapito del riparto IT. Secondo la ricerca, il 54% dei responsabili d’azienda ritiene che la gestione della tecnologia si stia spostando dall’IT ad altri dipartimenti, con le line of business che utilizzano la tecnologia per guidare l’innovazione nelle organizzazioni. Questo cambiamento, però, non è privo di sfide. I leader di tutta l’azienda ritengono che questo stia causando una duplicazione dei costi per servizi IT (per il 56% degli intervistati), la mancanza di una chiara proprietà e responsabilità sull’IT (54%) e l’acquisto di soluzioni non sicure (47%). Inoltre, questo decentramento avviene contro la volontà dei team IT, con il 49% che vorrebbe un IT più centralizzato.

Capire le persone

Quindi, come possiamo affrontare questa situazione? È necessario un cambiamento di approccio e di mentalità. Recentemente, un mio amico mi ha chiesto un consiglio per il figlio sedicenne che ha un interesse per i computer e la tecnologia. Stava pensando di prendere un diploma in matematica, fisica e informatica, ma ho consigliato lui di lasciar perdere l’informatica e scegliere la psicologia.

Perché? Perché mentre la matematica e la fisica sono fondamentali per la tecnologia, quello che imparerete in informatica, a parte le nozioni di base, sarà obsoleto nel giro di cinque anni. È più utile capire l’empatia, l’emozione e la motivazione, le soft skill dell’interazione umana. Così, quando si tratta di selezionare e implementare soluzioni tecnologiche, si riesce a capire ciò che l’utente vuole davvero e come verrà utilizzato.

I team IT sono consapevoli del problema, ma questo approccio incentrato sull’utente finale è qualcosa con cui l’intera azienda deve confrontarsi. Le nuove tecnologie sono una realtà a causa della trasformazione profonda delle aziende per diventare più digitali, in cui il cloud computing ha reso queste applicazioni e servizi disponibili; la consumerizzazione dell’IT è diventata il punto di riferimento per stabilire come le nuove tecnologie dovrebbero essere intuitive.

Questo nuovo ambiente richiede un team IT dotato delle giuste competenze tecniche e di soft skill, ma anche dipendenti con il desiderio, la comprensione e la capacità di sfruttare appieno la tecnologia ormai a portata di mano. Lavorare per capire i driver emotivi di tutta la forza lavoro sarà fondamentale per questo; in futuro, sarà meglio scegliere la tecnologia in base ai bisogni degli individui e perfezionare il suo potenziale impatto sul business di conseguenza.

Joe Baguley is vice president & chief technology officer, EMEA at VMware

[1] La ricerca: l’agenzia di ricerca Vanson Bourne ha intervistato 1.650 responsabili IT e responsabili delle line of business a livello globale, in aziende con oltre 1.000 dipendenti da: Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Svezia **, Medio Oriente **, Stati Uniti d’America, Messico**, Brasile**, Cina, Giappone**, India, Australia**, Corea del Sud, Singapore**, Indonesia**, Malesia** e Tailandia** usando un approccio ibrido di telefono e interviste on-line durante il mese di settembre 2016. **Aziende con oltre 500 dipendenti

 

Redazione BitMAThttps://www.bitmat.it/
BitMAT Edizioni è una casa editrice che ha sede a Milano con una copertura a 360° per quanto riguarda la comunicazione rivolta agli specialisti dell'lnformation & Communication Technology.
  • Newsletter

    Iscriviti alla Newsletter per ricevere gli aggiornamenti dai portali di BitMAT Edizioni.

  • I più letti

    Malware zero day in crescita nel secondo trimestre

    Malware zero day in crescita nel secondo trimestre

    La crescita di attacchi sofisticati mostra l'evoluzione nelle strategie degli attaccanti
    Codici QR sempre più popolari: imprese e utenti finali a rischio

    Codici QR sempre più popolari: imprese e utenti finali a rischio

    La maggioranza degli intervistati non possiede device protetti dalle minacce e non possiede un software di sicurezza
    Guerra informatica: per 7 CISO su 10 è una minaccia imminente

    Guerra informatica: per 7 CISO su 10 è una minaccia imminente

    Secondo gli esperti del settore nei prossimi mesi e anni occorreranno interventi concreti per debellare la criminalità informatica
    SAP_DigitalLeadersOnAir

    SAP: dove vanno gli ecosistemi digitali?

    Nel quarto appuntamento di Digital Leaders On Air, organizzato da SAP e IDC, si è parlato del quadro di innovazione digitale che si sta sviluppando in Italia
    L'importanza dei dati per le decisioni strategiche

    L’importanza dei dati per le decisioni strategiche

    L'automazione robotizzata dei processi (RPA) consente un'acquisizione rapida ed efficiente dei dati