Canon PowerShot S110: in prova la compatta che dialoga con lo smartphone

La Canon Powershot S100 ha rappresentato per gli appassionati di fotografia un compromesso capace di coniugare l’estrema portabilità con il completo controllo manuale, capacità ottiche di buon livello e un sensore in grado di reggere anche scatti con poca luce a Iso elevati. La Powershot S110 che abbiamo provato ne rappresenta la naturale evoluzione, poiché aggiunge al modello precedente un display sensibile al tocco e una completa connettività Wi-Fi, che la rende la compagna ideale di uno smartphone o un tablet.

 

Com’é fatta
Salvo il lato superiore, il corpo della S110, disponibile nero o argento, è interamente in metallo, solido, opaco e antiscivolo. Impugnandola si intuisce dal peso, di circa 200 grammi, la densità della tecnologia con cui è realizzata. Malgrado il design minimalista, c’è una zona sagomata per il pollice, mentre rispetto alla S100 è scomparsa la comoda scanalatura frontale.
In compenso l’aria professionale è stata accentuata aumentando lo spessore della ghiera di comando attorno all’obiettivo e dotandola di una zigrinatura più fitta per il massimo grip.

 

Gli ingombri restano comunque quelli di una vera tascabile, senza sporgenze. L’obiettivo e il flash sono infatti motorizzati e rientrano completamente nel corpo macchina quando non servono.
Batteria e scheda Sdxc si trovano dietro uno sportellino sul fondo, robusto ma privo di guarnizioni. Sempre sul fondo c’è la filettatura per il cavalletto, perfettamente allineata con la lente e in metallo giustamente non verniciato.

Sul fianco, dietro una protezione in gomma, si celano le uscite Hdmi e la connessione digitale, che porta anche il segnale audio/video.

Controlli e menu

La S110 si comanda come una reflex, con la mano sinistra sulla ghiera frontale e il pollice destro a far la spola tra il selettore superiore dei programmi e la rotella di selezione sul retro. La ghiera può assumere la funzione desiderata oppure quella suggerita dal contesto. In modalità automatica ad esempio controlla lo zoom e in quella auto-programmata gli Iso (da 80 a 12800). Con i programmi manuali la stessa ghiera può invece regolare comodamente i tempi o i diaframmi.

Le funzioni di scatto sono controllabili premendo il tasto funzione, per poi agire direttamente sullo schermo o ruotando e premendo la ruota di selezione.
Oltre a controllare dimensioni e compressione delle immagini, è possibile decidere di scattare in Raw o di attivare il filtro a densità neutra integrato nell’ottica.
Tra le funzioni avanzate segnaliamo il controllo automatico della gamma dinamica, che illumina maggiormente le zone in ombra senza bruciare le aree illuminate, e controlli professionali come il bracketing programmabile.
Tra i programmi di scatto, oltre alle scene predefinite c’è un sistema di selezione automatica dello scenario e uno per catturare brevi riprese dei secondi che precedono la pressione del pulsante di scatto, per essere sicuri di cogliere un momento importante.
Oltre che per selezionare comodamente le voci dei menu, il touchscreen è utile anche per l’editing delle immagini e per selezionare con precisione il punto di messa a fuoco.

 

 

Come usare il WiFi

Ma la funzione più innovativa della S110 è il WiFi integrato. Basta collegarla a una rete preesistente o impostarla come punto di accesso per renderla visibile a stampanti, computer e dispositivi mobili. Bisogna poi scaricare una app gratuita per visualizzare le foto scattate, condividerle o sfruttare il Gps dello smartphone per un rapido geotagging.

 

 

Sul campo
La lente zoom della S110 è equivalente a un 24-120 mm. Si va quindi da un ampio grandangolo a un medio tele. Il diaframma minimo è f2 a 24 mm, ma sale rapidamente con la lunghezza focale, fino ad arrivare a 5,6 al massimo tele. Per cui in interni o con luce scarsa è meglio restare sui 24 mm, che garantiscono scatti luminosi in cambio di una distorsione a barilotto sopportabile e una leggera sfocatura agli angoli.
Gli scatti in esterni sono nitidi e restituiscono colori molto realistici, ma anche ai diaframmi più aperti è difficile ottenere una ridotta profondità di campo per sfocare ad arte lo sfondo.
Quel che più si apprezza comunque è il controllo agevole di ogni parametro, come su una reflex, e la prontezza del processore d’immagine Digic 5, decisamente superiore alla media delle compatte.

Qualità foto low light
Il sensore cmos da 12 megapixel per 1/1,7 pollici è leggermente più grande di quello di una compatta tradizionale. Ne risulta un vantaggio in ambienti con poca luce. La S110 lavora bene fino a 800-1600 Iso, oltre questo valore i contorni si ammorbidiscono troppo per effetto dell’algoritmo di riduzione del rumore. Non è un caso che 1600 Iso sia il limite massimo a cui è impostabile il controllo automatico della sensibilità.
Siamo comunque abbastanza lontani dai risultati ottenibili con sensori più grandi, come quelli delle mirrorless e di alcune compatte concorrenti.

 

Flash
Gli scatti col piccolo flash integrato risultano quasi sempre ben esposti, con una modesta incidenza del fenomeno degli occhi rossi. Merito del movimento verso l’alto che allontana la lampada dall’obiettivo. Non è disponibile una slitta per flash esterni.

Qualità foto macro
Come quasi tutte le compatte, la S110 si comporta bene con il macro. In grandangolo la S110 riesce a mettere a fuoco a circa tre centimetri dall’obiettivo, mettendo in conto deformazione e problemi dovuto all’ombra del corpo macchina. Usando lo zoom si ottengono risultati peggiori.

Qualità video e autonomia

Con il tasto dedicato sul retro si avvia direttamente la registrazione video. La Canon S110 cattura filmati full HD a 24 frame al secondo, che salgono a 30 fps accontentandosi di 1280×720 pixel. La qualità ottenibile è molto buona in grandangolo, anche in condizioni di luce scarsa. Non è però possibile controllare parametri come Iso e diaframmi, mentre si può agire sullo zoom con la S110 che gestisce autonomamente anche la messa a fuoco.
Lo stabilizzatore ottico sulla lente è efficace in ogni situazione e anche l’audio stereo è discreto, pur provenendo solo dai due piccoli microfoni frontali.
I risultati sono quindi nel complesso più che soddisfacenti per un impiego amatoriale, ma con la S110 non si va oltre.

In più la piccola batteria da 1120 mAh è sufficiente per 200 scatti ma si scarica ben più in fretta catturando video o utilizzando anche per brevi periodi il WiFi.

  

Conclusioni
Se al lancio la S100 era un prodotto difficile da battere, questa S110 deve vedersela con una concorrenza assai agguerrita, come la Sony Rx100, con il suo sensore da 20 megapixel lungo un pollice. In questa competizione non aiuta il suo prezzo, che supera i 400 euro: una cifra adeguata per le funzioni disponibili e la cura costruttiva, ma eccessiva in rapporto alla qualità degli scatti e alla modesta autonomia.
Il giudizio potrebbe cambiare se lo street price dovesse scendere ancora e Canon decidesse di rilasciare nuove e più complete app di gestione remota, che aprirebbero alla S110 inedite possibilità di impiego.