Il 60% delle aziende ha subìto exploit a causa di crittografia debole

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CyberArk presenta i risultati di un nuovo report, “Trend nella sicurezza delle PKI: analisi globale su tendenze, sfide e impatto sul business”, realizzato da Ponemon Institute, importante società di ricerca indipendente. L’indagine, commissionata da CyberArk, analizza le prospettive di circa 2.000 professionisti IT e della sicurezza sullo stato della protezione della public key infrastructure (PKI) e rivela come i sistemi PKI obsoleti siano il principale ostacolo a una gestione protetta dei certificati, alimentando exploit di sicurezza nel 60% delle organizzazioni.

La PKI è un sistema progettato per creare e gestire certificati digitali che verificano le identità di utenti e dispositivi. Tuttavia, le moderne esigenze di identità – determinate dall’aumento delle identità macchina e dei carichi di lavoro in ambienti cloud-native e zero trust – hanno portato a una crescita senza precedenti della loro complessità.

I sistemi PKI tradizionali e la rapida crescita dei certificati sono fattori nascosti che generano costi

Il report mostra come la PKI rimanga essenziale per poter fare affidamento su identità digitali sicure, ma i sistemi tradizionali gestiti dalle persone con approcci frammentati e processi manuali, non riescono a stare al passo con le attuali esigenze dei certificati. Senza un approccio moderno e automatizzato, il divario tra richieste di certificati e capacità organizzativa non potrà che estendersi, lasciando le aziende ad affrontare vincoli legati alle risorse e aumento dei costi operativi.

  • Per il 34% delle organizzazioni i costi e rischi della PKI tradizionale sono il principale ostacolo per una PKI sicura.
  • In media, le aziende gestiscono oltre 114.000 certificati interni, ma dispongono solo di quattro dipendenti a tempo pieno dedicati alla gestione della PKI.
  • Il 63% è costretto a esternalizzare la gestione della PKI a causa della mancanza di risorse e competenze. 

I processi manuali amplificano i rischi per la sicurezza

I processi manuali di tracciamento e rinnovo sono inefficienti e potenzialmente rischiosi, causando costose interruzioni dei servizi ed exploit di sicurezza. 

  • Il 56% delle aziende ha subìto interruzioni non pianificate a causa di certificati scaduti o errori di configurazione.
  • Il 60% exploit di sicurezza a causa di una crittografia debole.
  • Il 58% compromissioni da parte di autorità di certificazione (CA) di terze parti.
  • Il 43% il furto di chiavi private di server.

“Il rapido ampliamento delle identità macchina ha completamente cambiato il modello operativo della Public Key Infrastructure. La complessità di gestione di un numero crescente di certificati è aggravata da sistemi legacy, processi manuali e vincoli legati alle risorse,” ha affermato Kurt Sand, GM of Machine Identity Security di CyberArk. “Mentre i volumi dei certificati crescono e la loro durata di vita continua a ridursi, l’impatto finanziario e operativo di una PKI non gestita aumenterà rapidamente. È il momento per le aziende di automatizzare e modernizzare la propria PKI al fine di ridurre gli oneri operativi e migliorare la loro postura di sicurezza complessiva.”

Visibilità unificata e automazione migliorano l’efficacia della Public Key Infrastructure

Il report rileva un basso livello di fiducia complessiva in termini di conformità e sicurezza. Le organizzazioni che investono in automazione e visibilità unificata riscontrano oneri operativi ridotti, un minor numero di interruzioni e migliori livelli di conformità PKI.

  • Solo il 46% delle aziende è altamente fiducioso che la propria PKI possa soddisfare i requisiti di conformità, e meno della metà (48%) è certa che sia efficace contro attacchi informatici o minacce interne.
  • Le organizzazioni con un’elevata fiducia nella conformità della loro PKI hanno maggiori probabilità di avere una visibilità unificata sul loro inventario di certificati (75% contro il 47% complessivo). La maggior parte (61%) di queste aziende ha adottato l’AI come parte della propria strategia PKI, rispetto al 50% del campione complessivo.

“La PKI è di fondamentale importanza per garantire fiducia, sicurezza e privacy nelle comunicazioni digitali. Tuttavia, come dimostrato dalla ricerca, le aziende non hanno fiducia nella capacità della PKI di proteggerle dalle minacce e tenere il passo con la crescente domanda dei loro dispositivi e carichi di lavoro,” ha affermato Larry Ponemon, chairman e fondatore di Ponemon Institute. “Per aumentare l’efficacia della PK, credo che un maggior numero di aziende adotteranno l’AI per ridurre gli oneri operativi e ottenere risultati di sicurezza più robusti.”