Il 70% delle aziende italiane ha attivato un piano di flexible benefits

Flexible benefits - da optimamente

Le organizzazioni che vogliono davvero investire sul capitale umano hanno capito una cosa fondamentale: non basta più offrire uno stipendio competitivo. I lavoratori cercano qualcosa di più concreto, qualcosa che risponda alle loro esigenze reali. È qui che entrano in gioco gli strumenti di welfare aziendale e, in particolare, le soluzioni personalizzabili che permettono a ciascuno di scegliere come utilizzare il proprio budget. Le statistiche parlano chiaro: il 70% delle aziende italiane ha attivato un piano di flexible benefits, con investimenti in crescita anno dopo anno. Questo fenomeno non è casuale. Rappresenta una risposta strutturata ai cambiamenti demografici, alle nuove aspettative generazionali e alla necessità di bilanciare vita privata e professionale. Le imprese hanno compreso che prendersi cura del benessere dei collaboratori significa anche costruire un vantaggio competitivo duraturo.

La crescita degli investimenti nel benessere aziendale

I numeri mostrano un cambiamento significativo nelle politiche retributive. Nel 2024, il 34% delle aziende ha investito oltre 3.000 euro per dipendente, un dato che contrasta nettamente con il periodo 2021-2023, quando il 41% delle imprese destinava meno di 1.000 euro annui a queste iniziative. L’aumento degli investimenti riflette una maggiore consapevolezza da parte delle organizzazioni: il benessere dei dipendenti non è un costo accessorio, ma un fattore strategico che impatta direttamente su produttività, clima aziendale e capacità di trattenere i talenti. Per il 62% dei dipendenti il welfare aziendale rappresenta un concreto sostegno al potere d’acquisto, un elemento particolarmente rilevante in un contesto economico caratterizzato da inflazione e aumento del costo della vita.

Perché le soluzioni personalizzabili funzionano

A differenza dei benefit tradizionali, standardizzati e uguali per tutti, le opzioni modulari permettono a ciascun lavoratore di costruire un pacchetto su misura. Una persona con figli piccoli potrà privilegiare rimborsi per l’istruzione o servizi di babysitting, mentre chi vive da solo potrebbe orientarsi verso abbonamenti sportivi o culturali. Questa flessibilità è apprezzata trasversalmente: il 77% dei lavoratori italiani ritiene i benefit determinanti nella percezione dell’azienda. La personalizzazione risponde anche a esigenze generazionali differenti. Le generazioni più giovani tendono a concentrare la spesa su fringe benefit e attività nel tempo libero, mentre i lavoratori più maturi privilegiano servizi a maggior valore aggiunto come previdenza complementare e assistenza sanitaria. Questa diversificazione dimostra come un approccio unico non possa più soddisfare un tessuto aziendale sempre più eterogeneo.

Le aree di intervento più richieste

Analizzando i dati di utilizzo, emergono alcune categorie particolarmente apprezzate. L’assistenza sanitaria rimane una priorità assoluta: in Italia i flexible benefit in ambito salute sono molto diffusi, specialmente nel settore chimico dove il 67% delle aziende li offre. Questo dato non sorprende, considerando le liste d’attesa del sistema sanitario pubblico e i costi crescenti delle prestazioni private. Seguono i servizi per la mobilità, ancora poco sviluppati ma in crescita. Solo il 14% delle aziende ha un Piano Spostamenti Casa-Lavoro, ma tra quelle con welfare strutturato la percentuale sale al 50%. La mobilità sostenibile sta diventando un tema sempre più rilevante, con aziende che offrono rimborsi per abbonamenti ai mezzi pubblici o incentivi per l’uso di veicoli elettrici. Tra le aree emergenti si segnalano percorsi formativi, abbonamenti per attività culturali o sportive, sostegno familiare e welfare psicologico, segno che l’attenzione al benessere si sta evolvendo verso una visione più olistica della persona.

Digitalizzazione e accesso ai servizi

La tecnologia ha reso possibile ciò che fino a pochi anni fa sarebbe stato complesso da gestire. Il 49% delle aziende offre già una piattaforma welfare centralizzata, strumenti digitali che permettono ai dipendenti di navigare il catalogo, scegliere i servizi e monitorare il proprio budget in modo autonomo. Realtà come Welfare Pellegrini rappresentano un esempio concreto di come le piattaforme tecnologiche possano semplificare la gestione di piani aziendali complessi, attraverso i flexible benefits, le imprese possono offrire ai dipendenti un ampio catalogo di servizi che spaziano dalla formazione all’assistenza sanitaria, dalla previdenza integrativa ai viaggi e al tempo libero. La piattaforma tecnologica messa a disposizione rende accessibili questi servizi in modo intuitivo, permettendo alle organizzazioni di ottimizzare i costi grazie ai vantaggi fiscali e ai lavoratori di aumentare il proprio potere d’acquisto senza appesantire la busta paga. Questo approccio consulenziale e tecnologicamente avanzato facilita l’adozione anche per le piccole e medie imprese che, tradizionalmente, trovavano complesso implementare politiche di welfare strutturate.

I vantaggi misurabili per le organizzazioni

Investire in strumenti di welfare produce ritorni tangibili. Sul fronte della fidelizzazione, il 40,6% delle imprese che investono nel welfare dichiara di aver migliorato la retention dei dipendenti, con una diminuzione del turnover e una maggiore stabilità della forza lavoro. Sostituire un collaboratore qualificato comporta costi elevati in termini di selezione, formazione e perdita temporanea di produttività. Ridurre il turnover significa preservare competenze e know-how aziendale. Anche sul piano del clima interno i risultati sono evidenti: la quota di imprese che ha rilevato un impatto positivo del welfare sul clima aziendale ha raggiunto il 42,3% nel 2024. Un ambiente più sereno favorisce la collaborazione tra team e riduce i conflitti. Infine, la produttività: la quota di aziende che rileva effetti positivi è passata dal 28,3% nel 2022 al 36,7% nel 2024, un incremento significativo legato a maggiore motivazione, riduzione dello stress e miglior equilibrio tra vita privata e professionale.

Come costruire un piano efficace

Implementare un sistema di welfare personalizzabile richiede progettazione accurata. Prima di tutto serve definire budget e regolamenti interni, stabilendo se gli strumenti saranno accessibili a tutta la popolazione aziendale o a categorie omogenee di dipendenti. Il coinvolgimento attivo dei lavoratori è cruciale: survey preliminari e test pilota permettono di calibrare l’offerta sulle esigenze reali. La scelta della piattaforma tecnologica rappresenta un altro elemento chiave. Deve essere user-friendly, accessibile da mobile e capace di gestire diverse tipologie di servizi: sanità, mobilità, formazione, tempo libero, welfare familiare. La comunicazione interna gioca un ruolo determinante: i dipendenti devono comprendere quali benefici possono ottenere e come accedervi. Programmi di formazione dedicati e materiali informativi chiari possono fare la differenza tra un piano sottoutilizzato e uno che genera reale valore per tutti gli stakeholder.

Guardare al futuro con approccio strategico

Le dinamiche del mercato del lavoro stanno cambiando rapidamente. L’attenzione al benessere non è più una scelta opzionale per le organizzazioni che vogliono competere nell’attrarre e trattenere persone qualificate. Le nuove generazioni valutano le opportunità professionali con criteri diversi rispetto al passato: cercano flessibilità, equilibrio e un’azienda che dimostri attenzione concreta alle loro esigenze. Gli strumenti di welfare personalizzabili rappresentano una risposta efficace a questi bisogni, capace di adattarsi a contesti aziendali diversi e a popolazioni eterogenee. La diffusione crescente di piattaforme digitali sta democratizzando l’accesso anche per le piccole e medie imprese, che possono ora offrire soluzioni un tempo appannaggio esclusivo delle grandi corporation. Investire nel benessere dei collaboratori significa costruire organizzazioni più resilienti, produttive e capaci di affrontare le sfide di un mercato in continua evoluzione.