Per riuscire ad affrontare al meglio le minacce informatiche le imprese devono essere resilienti ed evolvere così come evolvono i criminali

sicurezza informatica Trend Micro

Il mondo è fortemente cambiato negli ultimi anni grazie all’avvento della tecnologia che sta plasmando sia i modi di lavorare che i modelli di business, orientati sempre di più al digitale. Allo stesso tempo ad evolvere sono anche le minacce informatiche, con cybercriminali bravi a sfruttare e trovare nuove falle nelle aziende nelle quali si vogliono intrufolare.

Lo sa bene Trend Micro che da oltre 30 anni è impegnata nella lotta al cybercrime con l’obiettivo di proteggere grazie alla propria tecnologia le organizzazioni di tutto il mondo, indipendentemente dal settore nel quale operano. Determinante in questa direzione è il continuo investimento in ricerca e sviluppo che permette a Trend Micro di scoprire e anticipare le strategie dei criminali informatici. Non solo: grande attenzione è fornita alla coltivazione in azienda delle competenze dei propri dipendenti che devono essere abili ad intercettare le minacce ed individuare nuovi metodi per contrastarle. A tutto ciò si aggiunge focus sulla soddisfazione delle esigenze dei propri clienti.

Se nel 2000 aiutavamo le aziende a proteggersi soltanto dai malware attraverso la creazione di un muro perimetrale contro i virus, oggi i confini delle imprese sono venuti meno a causa dell’avvento del cloud, dell’IoT e dello smart working, rendendo così l’organizzazione attaccabile su qualunque fronte. Per questo ci prefiggiamo di mettere in sicurezza l’intero mondo connesso per evitare le spiacevoli conseguenze delle violazioni informatiche” ha spiegato Eva Chen, CEO di Trend Micro in occasione di “Perspectives”, l’evento virtuale organizzato dall’azienda giapponese per condividere trend e riflessioni sul mondo della security.

L’incontro online, al quale hanno partecipato anche aziende come Microsoft, AWS e IDC come speaker, ha evidenziato che c’è molto c’è ancora da fare contro il cybercrime. Basti pensare che soltanto lo scorso anno il 73% delle aziende ha subito una violazione. Addirittura il 21% ha dichiarato che i criminali informatici sono riusciti a superare le proprie difese più di 7 volte. Numeri questi che devono far preoccupare anche perchè i costi di ogni violazione sono alti: sia che si tratta di costi diretti che di quelli indiretti come ad esempio legati alla reputazione che viene inevitabilmente compromessa. Un’azienda che si è creata la nomea di non essere sicura, rischia infatti di perdere i propri clienti a favore di realtà concorrenti.

Tenere il passo con l’attuale velocità senza precedenti delle attività aziendali è una sfida. Se aggiungiamo il proliferare di attacchi sofisticati e mirati che utilizzano malware fileless, ransomware, phishing, compromissione delle email aziendali (BEC) e cryptomining, una cosa rimane chiara: serve la resilienza per restare al passo. Grazie alla nostra tecnologia intelligente, ottimizzata e connessa, le aziende possono vedere il quadro generale e prepararsi, resistere e riprenderti velocemente dalle minacce” ha concluso Eva Chen.