Già disponibile come E-Book nel sito di Editoriale Delfino, il secondo libro di Giovanni Bonini nasce dall’intervista rilasciata a BitMAT il 31 marzo 2020. Due i Webinar gratuiti in programma

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Mentre la pandemia causata dal virus SARC-CoV-2 infuriava soprattutto nelle regioni settentrionali dello Stivale, Giovanni Bonini rilasciò un’intervista alla nostra Redazione, in cui illustrava la sua “ricetta”, articolata in 16 punti, per fronteggiare l’emergenza sanitaria, sociale ed economica dovuta a COVID-19. Si trattava di una sorta di “manifesto degli Italiani”, grazie al quale rilanciare il Paese. Dal 3 aprile al 3 maggio 2020, quei 16 passi da compiere si sono tradotti in un libro di 122 pagine, nato dalla collaborazione con Editoriale Delfino, specializzata in opere prevalentemente tecniche, fondata nel 1947 e la cui produzione è al 100% Made in Italy. “COVID-19, 16 passi per uscire dalla crisi” (ISBN: 978-88-31221-23-8) è già disponibile come E-Book di 122 pagine, a partire da 14,25 euro. A luglio arriverà in libreria anche la versione cartacea tradizionale, di 96 pagine (prezzo di copertina: 17,00 euro).

Ingegnere, come mai questa differenza fra E-Book e libro stampato?

“Alla base dell’opera c’è un approccio valoriale che riporta l’uomo in primo piano, insistendo sull’armonia e l’equilibrio con i suoi simili e l’ambiente. Per questo, sono nate due versioni, una un po’ più “ricca” e particolarmente curata dal punto di vista grafico (l’E-Book) e una un po’ più “compatta” ma dall’identico contenuto informativo (il cartaceo tradizionale). Meno pagine stampate significano meno carta. Questo si traduce in un maggior rispetto per l’ambiente, salvando qualche albero, capace di consumare gas serra (anidride carbonica) per produrre ossigeno, grazie alla fotosintesi clorofilliana. Riducendo il numero di pagine stampate cala anche il costo e si può abbassare il prezzo di vendita. Così facendo, il libro diventa accessibile a tutti”.

Bonini, è per le tematiche ambientali che ha chiesto a Marco Noro, Professore Associato presso l’Università degli Studi di Padova, di scrivere la Prefazione?

“Esattamente. Marco Noro insegna Fisica Tecnica e presenta ai lettori alcune considerazioni di grande interesse, ponendo l’accento sull’importanza della visione d’insieme. Parecchi interventi sono urgenti e necessari per salvarci da noi stessi”.

Per trarre le Conclusioni, si è rivolto ad Andrea Accomazzo, che dirige le missioni interplanetarie dell’Agenzia Spaziale Europea (esa). Perché questa scelta?

“Per fare una grande Italia servono dei grandi Italiani. Andrea Accomazzo, al primo posto nella classifica dei dieci scienziati più influenti del 2014 redatta dalla prestigiosa rivista “Nature”, è uno di questi. Lavora presso il Centro per le Operazioni dell’Agenzia Spaziale Europea, che si trova a Darmstadt, e vive in Germania. Conosce bene i risultati raggiungibili quando più Nazioni uniscono le proprie forze, remando nella medesima direzione. Il confronto/scontro Italia – Germania ha animato il dibattito politico. È solo grazie al confronto, necessariamente costruttivo, che si può crescere e diventare grandi tutti insieme. Occorre pianificare e implementare una strategia vincente, per migliorare la vita di tutti gli Europei, senza che ci siano dei cittadini di serie A, B o C. Altrimenti, non sarebbe una vera Unione”.

Bonini, ci ricorda brevemente alcuni temi presentati e discussi nel libro?

“Le conseguenze di COVID-19 derivano dall’assenza di un’adeguata preparazione e proattività in un Paese poco incline alla pianificazione, soprattutto quando si tratta di considerare quella strategica di medio – lungo periodo. Occorre imparare dagli errori commessi, conseguenza di un sistema che non mette la Conoscenza (da non confondere con le “conoscenze”) al primo posto. Dobbiamo imparare a gestire rischi e opportunità, considerando probabilità e impatto. Bisogna ragionare in termini di priorità, usando la legge di Pareto, applicabile a una moltitudine di contesti. Poniamoci alcune domande sul mondo che abbiamo costruito, le cui fondamenta iniziano a sgretolarsi. Dare più peso alle competenze tecniche e trasversali significa formare e selezionare con un approccio meritocratico, basato sui risultati. Basta con la compravendita di persone, che non porta all’eccellenza. Al contrario, riduce efficacia ed efficienza. La tecnologia è importante, ma la strategia può fare la differenza. Ecco perché servono visione d’insieme e pensiero analitico, guardando lontano. Le strategie si studiano a tavolino, per poi implementarle con tenacia e resilienza, imparando dai migliori. Le regole non sono fatte per essere violare. Sono importanti, perché ci consentono di remare tutti nella stessa direzione. Abbiamo lasciato crescere il debito pubblico e questo ci ha reso meno indipendenti e un po’ “ricattabili”. Non ci sarà vera libertà, se i nostri debiti saranno nelle mani altrui. Lo Stato dovrebbe favorire la crescita grazie a un clima di fiducia, da costruire con poche regole certe e senza burocrazia. Dopo tanti anni, forse è giunto il momento di mettere mano alla Costituzione, aggiornandola. Gestione agile dei progetti e produzione snella rappresentano linee guida e principi da applicare anche alla Pubblica Amministrazione, massimizzando il valore generato per i cittadini. Se dobbiamo cambiare mentalità e risollevarci, ci serve un Transition/Project Manager che possa trainarci in porto”.

“COVID-19, 16 passi per uscire dalla crisi” è un’opera positiva e propositiva, un ricettario per ripartire. C’è qualche altro aspetto che vuole approfondire?

“Purtroppo, nessuno ci ridarà le persone care scomparse. Nel corso degli anni, ci siamo lentamente cacciati nei guai e adesso i nodi sono giunti al pettine, com’era lecito aspettarsi. Dobbiamo toglierci dai pasticci. Abbiamo il dovere di farlo anche per le generazioni future. In un mondo globalizzato, siamo tutti interconnessi, ma non possiamo dipendere dagli altri per i beni essenziali d’importanza strategica. Un discorso analogo può valere anche per le privatizzazioni, quando ciò che è di pubblica utilità finisce nelle mani di soggetti privati. C’è il rischio che la logica del servizio sia sostituita da quella del profitto”.

Che cosa differenzia “COVID-19, 16 passi per uscire dalla crisi” dalle altre pubblicazioni su queste tematiche?

“L’approccio. Ho scritto il libro utilizzando i principi e gli strumenti presentati e discussi al suo interno. Così facendo, dalla progettazione concettuale alla consegna, è passato pochissimo tempo: dal 3 aprile al 3 maggio 2020. Ho adoperato un modello gestionale ibrido, abbinando i principi del Manifesto Agile al Fast Tracking. In questo modo, la Grafica ha terminato tutto il 5 maggio 2020, a tempo di Record”.

“COVID-19, 16 passi per uscire dalla crisi” ha assorbito tutte le sue energie, oppure si è dedicato anche ad altro?

Mentre scrivevo il libro, mi sono occupato di consulenza e formazione. Nei giorni scorsi, una mia Cliente, Chiara Chiesa, ha ricevuto la nomina di “Mentore, ambasciatrice e modello di donna cui ispirarsi per il programma Space4Women di UNOOSA (United Nations Office for Outer Space Affairs)”: è di qualche giorno fa l’articolo dedicatole da “Bresciaoggi”.

“COVID-19, 16 passi per uscire dalla crisi” è un libro per tutti. Però, c’è chi fatica ad arrivare alla fine del mese e potrebbe non permetterselo. Che cosa fare?

“A breve ci saranno tre presentazioni, organizzate dal Professor Marco Noro (Università degli Studi di Padova), Editoriale Delfino e Confindustria Mantova. Un ringraziamento speciale va al Gruppo Giovani Industriali della Provincia di Mantova, promotore del Webinar gratuito del 29 maggio (15:0016:00). Chi dovesse trovare scomodo l’orario può partecipare al Webinar gratuito organizzato da Editoriale Delfino, che avrà luogo il 26 maggio (18:0019:00). In entrambi i casi, è richiesta la registrazione”.

Ingegnere, come vede il nostro futuro?

“È nelle nostre mani e dipende da noi. Sarà positivo, se riusciremo a mettere in pratica quanto scritto nel libro, percorrendo le 16 tappe per la ripresa. Dobbiamo entrare subito in azione, senza perdere tempo e in modo coordinato, per non disperdere inutilmente le nostre forze”.