Il crescente livello di sofisticazione degli attacchi testimoniato anche dal recente attacco che ha preso di mira gli indirizzi PEC

L'impatto economico degli attacchi via email

Come hanno già evidenziato le edizioni precedenti del Rapporto Clusit, gli attacchi informatici seguono sempre più una logica “industriale”, colpendo in maniera generalizzata obiettivi generici, istituzioni, imprese o privati cittadini, a prescindere da vincoli territoriali. Il trend è costante e riguarda tutti i settori, tanto da mettere a rischio – secondo gli esperti di Clusit – la sopravvivenza della società digitale.

I dati del CERT-PA, che opera dal 2013 all’interno dell’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) relativi al settore della Pubblica Amministrazione, illustrati oggi al Security Summit di Roma e contenuti all’interno del Rapporto Clusit 2019, vanno nella stessa direzione: nel corso del 2018 le segnalazioni gestite dal CERT-PA sono state 1.297, contro le 520 del 2017, con un incremento del 150% circa.

Dalla presentazione è inoltre emerso il crescente livello di sofisticazione degli attacchi, testimoniato anche dal recente episodio di cronaca che ha riguardato la compromissione di indirizzi di Posta Certificata.

“Le cause dei sempre più numerosi incidenti che riguardano la Pubblica Amministrazione sono da ricercarsi sia nel complessivo aumento delle attività malevole generiche, che colpiscono la PA trasversalmente, sia nella crescita di attacchi specificamente mirati, poiché il settore risulta sempre più attraente da parte di individui o gruppi organizzati che agiscono per finalità criminali o attivistiche”, ha commentato Corrado Giustozzi, esperto di sicurezza cibernetica presso l’Agenzia per l’Italia Digitale per lo sviluppo del CERT della Pubblica Amministrazione AGiD.

Come già negli anni precedenti, gli attacchi più diffusi alla Pubblica Amministrazione sono rivolti soprattutto all’esfiltrazione di informazioni, le quali vanno da semplici credenziali di posta, spesso raccolte in termini massivi, a dati più specifici e sensibili.

Alla presentazione dei dati del Rapporto Clusit 2019 è seguito il dibattito tra Nunzia Ciardi, Direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni; Bruno Pagano, Comandante del IV Gruppo del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza; Andrea Zapparoli Manzoni e Alessio Pennasilico, Clusit; Corrado Giustozzi, AgiD, insieme ad alcuni dei protagonisti del mercato della sicurezza cyber.

Il pubblico romano di Security Summit – oltre 200 i partecipanti alla giornata – ha partecipato attivamente alle tredici sessioni nella cornice dell’Auditorium della Tecnica, seguendo il filo rosso proposto da Clusit con Astrea, volto a fornire nuovi spunti di azione per rafforzare la cultura della sicurezza informatica e mitigare l’impatto delle nuove minacce cyber sulle organizzazioni e, in particolare, sui servizi al cittadino.

In particolare, la Cyber Governance è stata dichiarata un’arma fondamentale per il contrasto dei crescenti fenomeni di guerra ibrida, dove la componente cyber assume una rilevanza sempre maggiore.

In questo contesto, le potenzialità della AI – intelligenza artificiale – sono state ben evidenziate da Boris Giannetto, che ha illustrato l’esperienza del CERT di Banca d’Italia nell’intervento “Cyber Governance e Cyber Threat Intelligence, strumenti imprescindibili di prevenzione e contrasto”.

Di particolare rilevanza per il settore della Pubblica Amministrazione, è stato inoltre l’intervento di Francesco Tortorelli, Direttore della direzione Pubblica amministrazione e vigilanza di AGiD sulle nuove linee guida per il miglioramento nella gestione della sicurezza dei sistemi, anche in riferimento al Piano triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione 2019-2021.

Dopo l’appuntamento di Roma, Security Summit sarà a Verona il 3 ottobre.