Tramite una nota indirizzata a pubbliche amministrazioni e fornitori di servizi di pagamento, AgID ha precisato che l’adesione a pagoPa è ora obbligatoria per entrambe le categorie, e che solo l’adesione al Nodo dei pagamenti di pagoPa garantisce la compliance con PSD2, la nuova normativa europea sui servizi di pagamento.

Questa spinta all’adesione cerca di dare il colpo d’acceleratore a un’attuazione che ha finora proceduto a singhiozzo: secondo i dati di monitoraggio AgID, a febbraio 2018 il 77,5% dei Comuni è aderente, ma solo il 50% ha attivato uno o più servizi, per un totale di 3.000 Comuni attivi.

Tuttavia l’Agenzia e il Team Digitale non puntano solo sugli obblighi, ma esaltano le opportunità, introducendo nuove specifiche tecniche (pagoPA, specifiche attuative 2.1) che abilitano processi e funzionalità nuove, tra cui l’avvisatura digitale, i pagamenti “spontanei” eseguiti sui canali bancari (come i bolli auto, i ticket e le multe su tutto il territorio italiano) e i pagamenti pagoPA via POS fisico.

“pagoPA ha numerosi vantaggi, tra cui la trasparenza dei costi, la standardizzazione della user experience a livello nazionale, la libertà di scelta del canale per l’utente e garanzia di sicurezza nei pagamenti, la compliance normativa, incassi certi e più veloci per la PA, con un processo di pagamento e di riconciliazione completamente automatizzato e digitale”, osserva Stefano Macchi, Business development di Tas Group, la multinazionale italiana specializzata in soluzioni software per la monetica, i pagamenti ed i mercati finanziari e che mette a disposizione la Suite PayTAS sia per le PA che per le Banche che non solo vogliono aderire a pagoPA, ma intendono cogliere a pieno la rivoluzione in atto sui pagamenti pubblici.

“La platea è di circa 25.000 Pubbliche amministrazioni che ricadono nell’obbligo di adesione a pagoPA e di cui, secondo gli ultimi dati AgID, 16.000 sono aderenti e 12.000 attive. È davvero un’occasione d’oro per le PA che vogliono innovare i servizi ai cittadini e contestualmente avere certezza degli incassi riducendo i costi e le inefficienze degli attuali processi, spesso gestiti manualmente. È inoltre una grande opportunità per le Banche e tutti i Prestatori di servizi di pagamento: infatti si sta aprendo un mercato di grandi dimensioni nel quale guadagnerà spazio chi ha la tecnologia vincente e punta alla digitalizzazione di tutto il processo, dalla gestione delle posizioni debitorie e alla loro esposizione e pagamento su canali evoluti, fino alla quadratura e riconciliazione automatica degli incassi.”

Perché ora c’è l’obbligo

La nota AgiD fa riferimento al Decreto legislativo 13 dicembre 2017, n. 217 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 gennaio di quest’anno) che, “a correzione del Cad” (Codice dell’Amministrazione Digitale), prevede l’obbligo per i Prestatori di servizi di pagamento abilitati di “utilizzare esclusivamente” la piattaforma pagoPA per i pagamenti verso le pubbliche amministrazioni a partire dal 1 gennaio 2019. In pratica, i PSP e le banche autorizzate non potranno in alcun modo eseguire servizi di pagamento che non transitino per il sistema pagoPA se il beneficiario è un soggetto pubblico obbligato all’adesione al sistema.

A loro volta i soggetti pubblici obbligati all’adesione a pagoPA, se non hanno aderito a pagoPA, dal primo gennaio 2019 non potranno più incassare in proprio attraverso l’attività di un PSP, salvo l’affidamento di tutte le loro entrate ad un riscuotitore speciale che sia già aderente a pagoPA.

AgID sottolinea anche che l’adesione delle PA al Sistema pagoPA garantisce, in ambito incassi, il pieno rispetto della direttiva europea PSD2, come recepita a livello nazionale, essendo il sistema pagoPA già compliant con la PSD1 e con la PSD2.

Le innovazioni di pagoPA

Accanto all’obbligatorietà dell’adesione, l’AgID ha comunicato le nuove specifiche tecniche pagoPA 2.1, che permettono alle PA di offrire ai propri cittadini dei servizi di maggior valore.

Tra questi i pagamenti tramite POS fisico che – grazie ad una soluzione studiata da TAS – saranno integrati al 100% con il processo di pagamento e di rendicontazione pagoPA, in modo tale che anche il POS fisico presente per esempio agli sportelli dei Comuni o degli ospedali sia integrato con pagoPA e automaticamente riconciliato come gli altri canali di pagamento previsti.

Altra nuova interessante opzione di pagoPA è quella che riguarda i pagamenti spontanei da Psp, cioè i pagamenti che non hanno scadenze obbligate, ma avvengono in momenti e per cifre non prevedibili: per esempio, la ricarica del borsellino elettronico che dà accesso a una serie di servizi del Comune. I pagamenti spontanei da Psp toccano anche il pagamento di tasse scadute, come il bollo auto, che – una volta superata la scadenza obbligatoria – può avvenire in qualunque momento e per un importo che varia a seconda degli interessi.

Un altro ingrediente importante introdotto dal Team Digitale è il Wisp 2.0, che affronta con decisione la semplificazione dell’esperienza di pagamento con carta e automatizza la fase di “check out”, ossia di scelta della modalità di pagamento: infatti sarà possibile scegliere una volta per tutte lo strumento di pagamento preferito e più conveniente ed utilizzarlo in automatico alle successive transazioni.

Dunque con pagoPA – e a maggior ragione con le nuove specifiche 2.1 – il cittadino potrà effettuare tutti i pagamenti pubblici anche al di fuori del sito del Comune, utilizzando qualunque canale, dagli sportelli fisici con POS, carta o addebito in conto, all’home & mobile banking, agli sportelli non bancari abilitati a pagoPA.

“Molto interessante – afferma Stefano Repetti, responsabile della soluzione PayTAS – è anche il nuovo servizio di avvisatura digitale con il quale il cittadino può ricevere su qualunque canale, dopo aver dato il consenso, un messaggio “push” che avvisa che è in scadenza un certo pagamento; a partire da questo messaggio TAS ha disegnato soluzioni nelle quali l’esperienza di pagamento diventa immediata ed intuitiva, specialmente su canale mobile.”