Quattro anni fa è stato il Byod (Bring Your Own Device) a sparpagliare le carte in tavola e a cominciare a trasmettere l’idea di un modo differente di lavorare. Ora i tempi sono maturi e le aziende stanno finalmente capendo che il lavoro va pensato in una maniera nuova: smart, social, free, thecnology based ed errante. Per chi si adeguerà i benefici sono dietro l’angolo: da una maggiore generazione di valore, a un aumento della produttività e dell’efficienza. Mentre chi resta indietro è inevitabilmente destinato ad uscire dal mercato.

Lo affermano i protagonisti di Workplace of the Future, un evento che si è tenuto presso la sede del Gruppo 24 Ore a Milano. A scendere in platea, insieme ad esperti, anche alcuni rappresentati di vendor di tecnologie Ict (Atos, Dell EMC, Unify) ed alcune aziende clienti che hanno saputo concretizzare l’attuazione del nuovo paradigma all’interno di vari contesti organizzativi (Enel, SEA Areoporti di Milano e l’Azienda Regionale d’Emergenza e Urgenza della Regione Lombardia).

La rivoluzione del Workplace of the Future

La crescita dell’economia digitale e l’accesso a nuovi strumenti di collaborazione stanno cambiando il modo di lavorare in maniera irreversibile. La rivoluzione del Workplace of the Future abilita nuove logiche di collaborazione e connessione che portano le persone a confrontarsi con una nuova realtà, dove non si è più legati al cartellino da timbrare, ma dove si lavora ovunque, in mobilità, e in qualsiasi momento, per obiettivi. La digitalizzazione sta portando all’everywhere, everything e always, trascinando con sé anche una nuova organizzazione degli spazi, che si fanno liquidi, aperti, informali proprio per consentire una maggiore cooperazione e la promozione di valore a partire dall’incontro.

Qualcuno parla di scenari apocalittici in cui le macchine prenderanno il posto degli uomini, ma la realtà, per come si presenta finora, parla sì di un quadro dove macchine e robot svolgono un ruolo importante, ma dove comunque la figura umana resta preponderante e anzi va ricollocata all’interno di quelle logiche cui si faceva cenno qui sopra.

Enel: la digitalizzazione è di casa

Tra le prime aziende a cogliere le sfide del digitale in Italia Enel, che ha sviluppato un progetto in collaborazione con Atos per mettere in condizione tutti i dipendenti di poter lavorare come se fossero alla scrivania in qualsiasi posto del mondo.

Il processo ha visto l’unificazione del numero di telefono, del modo di servire i clienti e ha automatizzato al massimo l’interazione tra i dipendenti e i sistemi a supporto, producendo già i primi risultati, sia in termini di customer satisfaction, di livello di servizio e di riduzione dei costi.

“La collaborazione tra le due realtà – spiega Luigi Borrelli, Head of Global Strategy Enel – proseguirà anche nel 2017, dove saranno portate avanti nuove attività relative ai trend tecnologici emergenti, come la mobilità e la security”.

Un mondo in divenire, quindi, quello del Workplace of the Future, ma che trova già importanti concretizzazioni in realtà di primo piano in Italia.