Il nostro Paese recupera 10 posizioni nella classifica. Nel 2016 si può fare di meglio spingendo il piede sull’acceleratore

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Ieri mattina il World Economic Forum ha diffuso a Ginevra l’edizione 2016 del Global Information Technology Report – Innovating the Digital Economy. Lo studio contiene il Networked Readiness Index, che ha esaminato per 139 paesi del mondo i fattori chiave che consentono alla digitalizzazione di sviluppare appieno il suo potenziale nella società e nell’economia: fattori di contesto politico-economico e di innovazione; indicatori di accesso e disponibilità di infrastrutture e competenze digitali;  tasso di utilizzo delle tecnologie a livello individuale, aziendale e pubblico; livello di impatto socio-economico delle tecnologie.  In questa classifica, l’Italia ha guadagnato complessivamente 10 posizioni in un anno, salendo al quarantacinquesimo posto,  e nell’analisi del WEF è inserita  fra i paesi “top mover”, ovvero quelli che stanno dimostrando una maggiore dinamicità e crescita.

Agostino Santoni, Amministratore Delegato di Cisco Italia, ha condiviso una analisi di questi dati.   

Chi fa business sa che i risultati non si misurano in parole, ma in fatti, ed è quando si mettono sul tavolo dei numeri che si comprende se si sta andando nella direzione giusta rispetto al punto di partenza.  I numeri che emergono dal Networked Readiness Index quest’anno sono i numeri di un paese in cui il percorso di digitalizzazione e innovazione nel 2015 ha prodotto un importante valore.  E lo sta producendo soprattutto in termini di impatto che il digitale ha sulla società e sull’economia: infatti secondo l’analisi del WEF è proprio in questo gruppo specifico di indicatori, definito Impact Subindex nello studio, che l’Italia ha fatto il balzo in avanti maggiore, salendo di 18 posizioni”.

Un confronto sugli altri indicatori mette a fuoco le aree su cui è necessario lavorare di più: dall’infrastruttura al contesto normativo e politico, alla capacità di investimento in innovazione, alla diffusione dell’uso delle tecnologie ICT a livello individuale e soprattutto a livello di imprese e di pubblica amministrazione. Tutte aree in cui anche nel primo semestre di questo 2016 il paese ha comunque continuato a muoversi.

Come sottolineano gli autori del report,  elencando i fattori chiave per lo sviluppo della Networked Readiness,  per ottenere il massimo dei risultati lo sforzo da compiere è collettivo, deve coinvolgere insieme governo, aziende, la popolazione nel suo complesso; e tutti i driver interagiscono fra di loro, possono creare un circolo virtuoso.   Su tutto questo possiamo e dobbiamo lavorare mettendo a fattore comune tutte le risorse: è ciò che ci apprestiamo a fare, continuando a portare avanti con azioni incisive il piano di investimento Digitaliani che abbiamo avviato in collaborazione con il Governo all’inizio di quest’anno”.