Cresce la previsione di un evento cyber di portata catastrofica, con risarcimenti di almeno 10 miliardi di dollari

Gennaio-giugno 2020: il semestre nero della cybersecurity
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Willis Re, la divisione riassicurativa di Willis Towers Watson, presenta il report Cyber Risk Outlook 2020, condotto su circa 1.000 intervistati. Ne emerge che l’86% dei professionisti del settore assicurativo ritiene che la frequenza degli attacchi cyber aumenterà a seguito del COVID-19; per il 54% sarà invece la severità degli attacchi a crescere.

Gli intervistati, provenienti da 56 paesi, costituiscono un campione rappresentativo di esperti nella gestione ed analisi del rischio, sinistri, sottoscrizione, brokeraggio nonché nell’ambito legale legato al mondo cyber e ritengono che la causa della sinistralità sia da ripartire quasi uniformemente tra: violazione dei dati, attacchi ransomware e Business Interruption. Circa il 32% degli intervistati ritiene che quest’ultima sia la vera fonte emergente di potenziale sinistralita’ (in aumento rispetto al 10% registrato prima del COVID-19), in quanto la consapevolezza di questa copertura è andata ad approfondirsi durante la pandemia. La percezione sulla violazione dei dati come causa scatenante è diminuita rispetto al sondaggio precedente, essendo stata individuata come causa principale dal 33% degli intervistati (rispetto al 53% prima del COVID-19).

L’aumento previsto dei sinistri post-COVID-19 potrebbe essere il risultato dell’improvviso passaggio al tele-lavoro su scala mondiale, rendendo così molte aziende più vulnerabili dal punto di vista informatico.

Le percezioni sull’aumento della frequenza di sinistri non variano sensibilmente in base alla regione del campione intervistato, tuttavia il 68% degli intervistati provenienti dall’area Asia-Pacifica prevede un aumento in termini di severità, mentre in Europa soltanto il 37% degli intervistati è della stessa opinione.

La previsione di un evento cyber di portata catastrofica, che possa generare richieste di risarcimenti pari o superiori a USD 10 miliardi, è aumentata dopo la pandemia. Prima del COVID-19, solo il 13% degli intervistati lo riteneva possibile nell’arco di cinque anni. Oggi un terzo degli intervistati ritiene che un evento di tale portata potrebbe verificarsi entro i prossimi cinque anni. Per l’area Asia-Pacifica, dove si registra la maggiore preoccupazione, la percentuale sale al 50%.

Mark Synnott, Global Cyber Practice Leader in Willis Re, ha dichiarato: “Il sondaggio di quest’anno mostra chiaramente che i professionisti del settore in tutto il mondo credono che la pandemia abbia contribuito all’aumento del rischio cyber, in alcuni casi in modo significativo. Ci si aspetta che il settore assicurativo risponda, purtroppo non nel modo che potremmo sperare. Sebbene tre quarti degli intervistati ritenga che la domanda di copertura cyber aumenterà a seguito del COVID-19, solo il 45% si aspetta un aumento dell’offerta, il che potrebbe spiegare il motivo per il quale tre quarti degli intervistati ritiene che il costo delle coperture aumenterà. Il settore assicurativo ha del lavoro da fare affinché tali previsioni non si avverino”.