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Business continuity: fattore di successo per le aziende italiane

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Smart working, continuità operativa e virtualizzazione. Sono questi gli imperativi per le aziende italiane nel 2020. Lo conferma Giuliano Tonolli, amministratore delegato di Personal Data, Gruppo Project, system integrator specializzato proprio su queste tecnologie

Come mai la business continuity è sempre più determinante? Che rischi corrono le imprese?

Gestire un’azienda che da un momento all’altro possa avere dei downtime è molto pericoloso perché ad ogni fermo si innescano danni economici rilevanti, oltre che una mancata soddisfazione dei clienti, i quali si trovano così a fronteggiare un disservizio. Per questa ragione molte imprese oggigiorno richiedono ai vendor soluzioni capaci di garantire la business continuity in modo da minimizzare le possibili conseguenze negative di eventuali interruzioni.

In questo contesto come la virtualizzaione può aiutare?

Virtualizzare server, applicativi e desktop consente alle aziende di slegarsi dalla fisicità degli hardware, permettendo così agli utenti di poter cambiare facilmente device e lavorare ovunque vogliano e su qualunque dispositivo. L’unica condizione affinché la virtualizzazione sia efficace è avere una connessione Internet adeguata.

Il lockdown e la pandemia hanno sensibilizzato le aziende italiane verso una maggiore digitalizzazione?

Certamente. Si è osservato una massiva accelerata verso la digital transformation con sopratutto una elevata richiesta di soluzioni di smart working, virtualizzazione e business continuity. Le aziende che avevano già in essere questo tipo di prodotti sono riuscite a gestire sicuramente meglio la situazione rispetto a quelle realtà che hanno dovuto “improvvisare”. Ora, dopo una prima fase di adattamento, queste aziende hanno intavolato strategie maggiormente consapevoli e definite.

Non si tratta quindi di fenomeno passeggero?

No. Le organizzazioni che stanno abbracciando la digital transformation e ne hanno ottenuto i benefici, difficilmente torneranno indietro. Nei prossimi mesi prevediamo che la nuova normalità lavorativa possa essere costituita da una modalità che miscela lo smart working con la presenza in ufficio. Probabilmente questo fenomeno andrà a consolidarsi in modo duraturo.

Come mai?
Le imprese da un lato possono ridurre una serie di costi legati alla presenza massiva in ufficio e dall’altra i lavoratori riescono a conciliare meglio la vita lavorativa con quella privata, il tutto con interessanti benefici sulla produttività e ambientali. Basti pensare solo alla riduzione degli spostamenti per raggiungere il luogo di lavoro o per le trasferte, con conseguenti minori impatti sulla natura.

Come aiutate le imprese italiane? In che cosa consiste la vostra offerta?

Personal Data è un system integrator specializzato nel proporre ai clienti le migliori soluzioni in ambito virtualizzazione desktop e storage per la business continuity, oltre che in ambito security.

Quali sono i vostri punti di forza oltre all’ampio pacchetto di soluzioni offerte?

Abbiamo ottenuto dai vendor le più alte certificazioni, facciamo consulenza e siamo proattivi nel cucire su misura le soluzioni più adatte per ciascun cliente che supportiamo anche nel post-vendita. Tutto questo è possibile grazie ad un team costantemente formato: investiamo molto in formazione del personale, sicuramente un punto di forza per il successo di Personal Data. Non a caso infatti, in pochi anni è stato triplicato il fatturato e raddoppiato il numero di risorse interne.

In quali Regioni operate?
Siamo concentrati fortemente nel Nord-Est italiano anche grazie alla recente apertura di una nuova filiale a Vicenza. Grazie ad un Fondo che è recentemente entrato nel Gruppo di cui Personal Data fa parte, probabilmente ci espanderemo maggiormente anche verso Sud.

A quali tipologie di aziende vi rivolgete?

I nostri clienti operano in tutti i settori, dalla PA, alle banche, ma anche manufacturing e utilities.

Il mondo industriale si sta quindi avvicinando alla digital transformation?

Sì. L’IT da qualche anno è entrato nelle industrie italiane: applicativi e sistemi per la raccolta e gestione dei dati sono già elementi ampiamente utilizzati. Inoltre l’avvento dell’Industria 4.0 sta portando a profondi cambiamenti del settore. Esiste però una problematica che queste aziende non dovrebbero sottovalutare.

Quale?

La bassa attenzione alla sicurezza informatica nonostante la crescita di attacchi da parte verso queste realtà. Sono ormai noti alla cronaca i recenti casi di Luxottica e Geox, a cui se ne aggiungono molti altri degli ultimi mesi. Per sensibilizzare il settore, stiamo effettuando delle dimostrazioni nelle industrie che spiegano le possibili gravi conseguenze se si lascia “spalancata la porta principale” ai criminali informatici.

Redazione BitMAThttps://www.bitmat.it/
BitMAT Edizioni è una casa editrice che ha sede a Milano con una copertura a 360° per quanto riguarda la comunicazione rivolta agli specialisti dell'lnformation & Communication Technology.
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