In ascesa i software di collaborazione “all-in-one” per far convergere informazioni e sistemi in tutte le fasi della filiera

Prepararsi all'era Phygital con le tecnologie di collaborazione
Tempo di lettura: 6 minuti

Per superare la crisi è fondamentale digitalizzare i processi aziendali, e la relazione brand-cliente si giocherà sempre più sulla convergenza di informazioni e sistemi in tutte le fasi della filiera, dal marketing alla produzione, fino al post vendita. Un approccio che porta benefici in 7 aziende su 10, facendo aumentare i clienti (68%) e la loro soddisfazione (71%). Lo affermano i risultati del report Prepararsi all’era Phygital, uno studio condotto da Forrester e THRON, content platform per gestire contenuti digitali e prodotti con l’AI. La ricerca, che ha coinvolto le principali 200 aziende europee, ha analizzato l’ascesa dei software di gestione dei contenuti nell’epoca del lavoro a distanza e la crescente integrazione dei sistemi in ottica all-in-one.

Uscire dal caos: le tecnologie per gestire i brand anche a distanza

La ricerca ha analizzato quali sono i principali software che hanno impatto sulla digitalizzazione dei processi di marketing e produzione. In particolare sono stati presi in esame i sistemi di Digital Asset Management (DAM) per gestire e controllare contenuti digitali di marketing (foto, video, testi, etc.) e i software di Product Information Management (PIM) per organizzare e aggiornare informazioni di prodotto (schede tecniche, bozzetti, istruzioni, etc.). Il 92% delle aziende va verso una sempre maggiore semplificazione delle tecnologie per gestire le informazioni aziendali, con il 66% che sceglie di unificare DAM e PIM in un’unica piattaforma e il 26% che intende farlo entro un anno. L’integrazione di questi sistemi, infatti, favorendo la collaborazione e condivisione di dati fra team interni all’azienda, lavoratori in remoto e agenzie esterne, porta maggiore efficienza e benefici tangibili a diversi livelli.

Chi sceglie una governance integrata dei contenuti digitali di marketing e produzione aumenta i clienti e il tasso di conversione dei potenziali acquirenti del 17%. Il 68% delle aziende non ha registrato solo una crescita nel numero di clienti, ma anche nel loro ciclo di vita e un quarto del campione ha dichiarato che l’aumento è stato significativo. Il 61% di quelle realtà che integrano soluzioni DAM e PIM, infatti, oggi ha accresciuto anche il numero di net-new customer (clienti nuovi).

Il marchio ne esce rafforzato in termini di maggiore soddisfazione degli utenti (+20%), che sono quindi più propensi a farsi suoi promotori (+18% advocacy). Un miglioramento nella relazione di fedeltà che è riportato nel 60% dei casi. C’è anche un grande divario (del +24%) tra il numero di aziende che prevedono di ottenere un aumento dell’advocacy, ma non hanno ancora integrato i due software (36%), e quelle aziende che l’hanno effettivamente ottenuto dopo aver adottato una soluzione all-in-one (60%).

La governance centralizzata fa bene alle vendite

Gestire informazioni di marketing e produzione da un’unica piattaforma permette di mostrare contenuti completi e coerenti su tutti i canali di vendita, fisici o digitali che siano. Allo stesso tempo, consente di processare dati univoci per un’offerta sempre più profilata. Questo soprattutto quando l’integrazione dei software avviene su Content Platform evolute che utilizzano algoritmi di intelligenza artificiale, in grado di analizzare la fruizione di immagini, video, schede prodotto e altri asset da parte degli utenti.

Le conseguenze di questo approccio centralizzato si riflettono sui principali indicatori economici. L’indice di cross/up selling, ad esempio – cioè la vendita di prodotti o servizi aggiuntivi rispetto a un prodotto principale – aumenta in 6 casi su 10. Di conseguenza, anche il margine operativo lordo (EBITDA) registra un incremento nel 58% delle aziende e cresce mediamente del 16% nelle aziende che si affidano a Content Platform evolute.

Ridurre la complessità e i costi per la tecnologia

Circa un quarto delle aziende ha affermato che le spese legate alle tecnologie per la gestione dei contenuti sono aumentate significativamente negli ultimi 12 mesi. L’80% delle aziende ha detto che spende dal 6 al 15% del proprio budget di marketing per una tecnologia di gestione dei contenuti di brand e investe una quota analoga per i software destinati ai contenuti di produzione. Costi duplicati quindi, a cui si aggiungono gestioni differenti di software e spese superiori di licenze d’uso, che molte aziende intendono ridurre nei prossimi mesi a favore di una sempre maggiore semplificazione e centralizzazione.

Mercato sempre più “glocal”: la sfida dei brand tra rilevanza e coerenza

In un contesto sempre più globale, anche grazie alla spinta offerta dai canali digitali, i brand devono affrontare le specifiche esigenze dei diversi mercati ed essere in grado di adattare dinamicamente i prodotti e la comunicazione di conseguenza.

1 azienda su 3, infatti ha come priorità per i prossimi 12 mesi la creazione di contenuti più localizzati, ma molte (27%) faticano a tenere il passo con la proliferazione dei canali di contatto con il cliente, che, prima di arrivare all’acquisto, si sposta tra siti, app, mail, punti vendita, e-commerce, schermi intelligenti, showroom virtuali e così via.

Il 47% delle aziende intervistate ha dichiarato che una delle loro priorità cruciali è la comprensione dei clienti e delle loro esigenze; tuttavia hanno difficoltà a farlo, in quanto, tra le sfide più sentite, indicano le mancanza di insight sul comportamento, sulle preferenze e sul journey dei consumatori (27%), così come la carenza di tempo e risorse per creare contenuti contestualmente rilevanti (22%). La situazione però migliora nettamente per le imprese che gestiscono in modo integrato le informazioni.

Il 66% che ha integrato DAM e PIM su un’unica piattaforma ha valutato come superiori le proprie capacità di eseguire i processi di contenuto. Il 41% di chi ha integrato i sistemi ha un’eccellente capacità di fornire contenuti contestualmente rilevanti in fase di acquisto, rispetto al 21% di chi non ha integrato gli strumenti. I risultati di una maggiore semplificazione tecnologica sono notevolmente migliori anche in fase di scoperta dei contenuti (31% vs 16%), loro utilizzo (31% vs 13%) e coinvolgimento degli utenti (31% vs 20%).

Anche sul piano operativo i vantaggi principali sono superiori alle attese. In particolare, tra i benefici primari dell’integrazione di DAM e PIM, si riporta un migliore allineamento di team marketing e prodotto su contenuti e dati (indicato dal 45% di chi ha già scelto un approccio centralizzato, in confronto al 39% di chi non lo ha ancora fatto); la migliorata capacità di collaborare sui dati (43% vs 37%); e un’efficienza superiore nel modificare e aggiornare informazioni di prodotto e contenuto (39% vs 34%).

“Le tendenze legate alla trasformazione digitale, che abbiamo visto emergere in questi mesi, hanno un comune denominatore: una crescente semplificazione tecnologica per portare ordine al caos, nel cambio organizzativo epocale che stanno vivendo le aziende. Dietro all’identità dei brand c’è sempre un enorme lavoro che coinvolge team diversi e sempre più dislocati, a ogni livello della filiera. I dati della ricerca condotta con Forrester ci dicono che scegliendo una governance centralizzata delle informazioni aziendali le aziende possono ottenere risultati migliori anche in questa delicata fase, mantenendo forte la relazione con i clienti senza doversi preoccupare dei processi”, afferma Nicola Meneghello, CEO e fondatore di THRON.

Il report completo Prepararsi all’era Phygital è disponibile al download, registrandosi qui. Dallo stesso link, sarà possibile accedere al webinar di presentazione dei risultati, condotto insieme all’analista di Forrester Research Amanda LeClair.