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Forza lavoro distribuita e trasformazione digitale

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Tempo di lettura: 4 minuti

La trasformazione digitale non è mai stata così importante. Ma non si tratta solo di aumentare produttività e prestazioni per ottenere un vantaggio competitivo. Gli eventi attuali hanno creato la necessità di una forza lavoro distribuita e messo in luce la robustezza (o meno) dei piani di continuità aziendale. Il raggiungimento della trasformazione digitale deve ora considerare questi nuovi parametri; l’intelligenza organizzativa, che è la capacità di un’azienda di trarre il massimo valore dalle informazioni o dai dati a cui ha accesso, può aiutare.

Il nuovo ambiente di lavoro

Per fornire lo spazio necessario a garantire il distanziamento sociale, non è più raro che le pratiche lavorative seguano un modello ibrido con alcuni dipendenti in ufficio e alcuni a casa. Per molte aziende, il modello è ancora più distribuito – non solo alcuni dipendenti sono suddivisi tra casa e ufficio, altri potrebbero lavorare da un caffè e altri in viaggio o all’estero. Si tratta di un nuovo modello di lavoro che non scomparirà – anche prima della crisi del COVID-19, Gartner aveva previsto che entro il 2023 meno di un terzo dei lavoratori digitali avrebbe scelto l’ufficio come luogo di lavoro preferito. Questo nuovo modello non consiste solo nell’avere un piano di continuità aziendale affinché il lavoro possa continuare indipendentemente dal luogo in cui si trovano i dipendenti, ma anche nell’attrarre e trattenere i migliori talenti e soddisfare le esigenze e le aspettative della Gen Z.

Lavoro e dati distribuiti

Con una forza lavoro più distribuita diventa più difficile gestire sia i dipendenti che i dati, il che significa che nell’ambiente aziendale odierno essere connessi è più importante che mai. Lo scopo finale della trasformazione digitale non è più semplicemente far crescere l’azienda o rimanere competitivi, ma raggiungere questi obiettivi in un ambiente di lavoro distribuito post-pandemico. Il fine oggi è cambiato e senza la capacità di ottenere informazioni preziose dai dati, le organizzazioni faticheranno ad avviare tutte le opportunità che la trasformazione digitale offre, compresa l’agilità del business e la capacità di rimanere competitive anche di fronte a crisi globali e con dipendenti distribuiti in più sedi.

Attraverso l’intelligenza organizzativa, le aziende possono identificare più facilmente i punti critici da affrontare e costruire un percorso verso progetti di trasformazione di successo che guidino la crescita. Tuttavia, secondo recenti risultati, l’86% dei responsabili delle decisioni IT e aziendali europei considera la gestione della quantità di informazioni nel loro business una sfida.

Gestione delle informazioni e trasformazione digitale

Una cattiva gestione delle informazioni può avere un impatto a tutti i livelli di un’organizzazione. Quando il personale non ha dati importanti a portata di mano e non può condividerli, le inefficienze trasversali all’azienda aumentano. I dipartimenti HR fanno fatica, i clienti ricevono un servizio scadente, si verificano errori. Il fatturato cala.

Per le aziende all’inizio del loro percorso di trasformazione digitale, la gestione delle informazioni è un ostacolo fondamentale da superare. Quindi, come utilizzare meglio i dati per guidare i processi decisionali? Per ottenere ulteriori informazioni e stabilire i requisiti per un percorso di trasformazione digitale, un buon punto di partenza è quello di guardare alle comunicazioni aziendali. È importante considerare se gli individui e i gruppi si scambiano informazioni sulla base del bisogno (ognuno può trovare o accedere alle informazioni necessarie per il proprio lavoro?) rispetto al “bisogno di sapere” (l’accesso alle informazioni e persino la consapevolezza della loro esistenza, che è strettamente custodita da certi gruppi o individui). Esistono metodi specifici che facilitano la comunicazione con gli stakeholder interni ed esterni? Quando si tratta di creare valore e di accedere alle informazioni necessarie per fornirlo, è opportuno esaminare se gli individui si concentrano esclusivamente sul proprio ruolo o se hanno una buona conoscenza dei profili dei clienti e della demografia? In che modo l’organizzazione crea valore rispondendo alle esigenze dei propri clienti? Scoprire se gli individui possono accedere rapidamente ai dati rilevanti in un modo definito, senza bisogno di chiedere manualmente l’autorizzazione in ogni fase.

I processi cartacei e la duplicazione delle registrazioni attraverso sistemi digitali e cartacei aggravano la complessità del flusso di informazioni. Troppo spesso questo rallenta le aziende, soprattutto quelle che devono ancora definire il loro approccio alla trasformazione digitale.

Mentre alcune tecnologie, come il cloud, sono riconosciute come precursori della trasformazione digitale, ci sono altri semplici passi che tutte le aziende possono fare per ottimizzare l’evoluzione della conoscenza e procedere verso una trasformazione completa e dirompente del business.

Prendiamo l’esempio delle organizzazioni tedesche, che sono all’avanguardia nel campo dell’analisi avanzata, ma hanno anche un uso corrente di scansione e acquisizione delle immagini mediamente superiore del 9% rispetto al resto delle loro controparti europee per la gestione delle informazioni. Questa è un ottimo esempio di come il percorso di trasformazione digitale possa sfociare in una grande esplorazione dei dati, ma deve iniziare con alcuni passaggi essenziali. La digitalizzazione attraverso l’acquisizione di immagini non riguarda solo il processo fisico, ma apre anche le porte all’intelligenza organizzativa, che porta all’innovazione aziendale e alla competitività futura. Tutto inizia da qui.

A cura di Massimiliano Grippaldi, Regional Sales Manager di PFU Italia

 

Redazione BitMAThttps://www.bitmat.it/
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