Già decenni fa la matematica e informatica statunitense Grace Murray Hopper aveva definito l’affermazione “Abbiamo sempre fatto così” come la “frase più pericolosa in assoluto”. Un avvertimento quanto mai attuale se si pensa alle nuove logiche aziendali abilitate dallo smart working, un modo di lavorare innovativo che non si basa più sulla presenza in un luogo fisico, ma che guarda invece al raggiungimento di obiettivi, consentendo al lavoratore di svolgere il suo compito in qualsiasi momento e ovunque, promuovendo in questo modo il benessere del dipendente e contemporaneamente la produttività e il risparmio per l’azienda.

Un modo di lavorare che sta faticando ad affermarsi, proprio per il timore dell’apertura al nuovo e soprattutto per la paura che il lavoratore, fuori dal contesto dell’ufficio, non sia motivato a produrre come nell’ambiente tradizionale, ma che finalmente sta trovando consensi e approvazione, dati alla mano, che parlano di uno stile lavorativo dove i confini tra vita personale e lavorativa diventano sfumati a tutto beneficio dell’azienda e del lavoratore. Impressioni confermate anche dai nove articoli dedicati al lavoro agile contenuti nel disegno di legge collegato alla Legge di Stabilità predisposto dal professor Maurizio del Conte per conto del governo.

I dati confermano la validità del metodo Agile

Una ricerca del Politecnico di Milano parla di un nuovo modo di concepire il lavoro che porta a un incremento della produttività (media +25% per lavoratore, l’80% delle attività possono essere svolte fuori dall’ufficio secondo più del 25% delle aziende), a meno viaggi e a un’ottimizzazione dei costi aziendali (stimato in Italia in 37 miliardi di euro tra aumento della produttività – +27M – e riduzione dei costi -10M).

Importante anche la soddisfazione dei dipendenti che si sentono più responsabilizzati e contemporaneamente si assentano meno dal lavoro per malattia, sperimentando anche una minore condizione di stress. Senza contare il fatto che parte del tempo risparmiato negli spostamenti viene sorprendentemente reinvestito nello svolgimento dell’attività lavorativa.

Numeri confermati anche dalle prime sperimentazioni controllate che stanno portando avanti le aziende italiane, come Banco Popolare e Ubi Banca, che nella zona di Bergamo hanno dato via a test per verificare i benefici del lavoro agile, ottenendo risultati sorprendenti in termini di risparmi per le aziende, benessere del lavoratore e benefici per l’ambiente.

Il ruolo della tecnologia

Ovviamente il ruolo della tecnologia nell’abilitare le nuove logiche lavorative è fondamentale, anzi, è proprio la tecnologia il fondamento dello Smart Working.

Come spiega Christian Parmigiani, Executive Vice President di 4Ward, azienda specializzata nella progettazione, implementazione e supporto a tecnologie utili alla business productivity, partner Microsoft sul mercato da 14 anni con più di 750 clienti attivi e alle spalle circa 2.000 progetti realizzati: “Il ruolo delle tecnologie è un pilastro fondamentale alla pari dei processi che sottointendono lo smart working. Un’azienda che vuole intraprendere questo tipo di percorso deve tenere in considerazione sia un cambio culturale a qualsiasi livello, quindi manageriale e anche degli impiegati, ma anche sviluppare dei nuovi soft skills che siano in grado di utilizzare al meglio tutte le tecnologie che oggi permettono di avere una user experience identica indipendentemente che io sia seduto alla mia scrivania, a casa, o in un parco”. Proprio lo smart worker infatti è prima di tutto un consumatore abituato a dispositivi mobili sempre connessi, sempre più veloci e ad applicazioni pronte all’uso nella vita privata.

4Ward lancia Agile Bundle

Per rispondere a queste nuove esigenze 4Ward, in collaborazione con Variazioni (società specializzata nello sviluppo delle competenze aziendali legate al mondo del lavoro agile) e Jabra (attiva nel settore dei dispositivi per la comunicazione collaborativa) ha sviluppato Agile Bundle, un framework “nato per sintetizzare il percorso che un’azienda dovrebbe intraprendere per dare il via ad un progetto di smart working sia dal punto di vista dell’implementazione dei processi che dal punto di vista consulenziale e di formazione, oltre che dal punto di vista tecnologico e del supporto”.

Questo pacchetto dà alle aziende da subito un’idea di massima dei tempi e dei costi di realizzazione di un progetto di Smart Working. Il bundle prevede tre fasi: conoscenza, realizzazione e consolidamento. Al suo interno sono previste delle fasi di workshop per stabilire gli obiettivi, ritorno dell’investimento ed il processo di attuazione, tutti i training necessari, l’analisi dei prerequisiti e del livello di partenza (maturity model) dell’azienda, tutte le componenti tecnologiche per permettere ai dipendenti di lavorare in sicurezza da qualunque posto, in qualunque momento e da qualunque dispositivo.

“Il motivo per cui scegliere Agile Bundle – conclude Parmigiani – è avere il percorso più semplice ed efficace per implementare il processo di smart working”.

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