
Nel 2025 il mercato del venture capital italiano ha registrato una raccolta complessiva di circa 1.488 milioni di euro, segnando una crescita del +32% rispetto all’anno precedente – trainata principalmente da un numero limitato di operazioni di grandi dimensioni – e confermando per il quinto anno consecutivo il superamento della soglia del miliardo di euro. Secondo, infatti, l’EY Venture Capital Barometer, lo studio annuale realizzato da EY che analizza l’andamento dei round di investimento in startup e scaleup italiane, nell’anno 2025 il numero di round chiusi è stato pari a 238, in lieve calo rispetto ai 292 del 2024, ma il valore medio delle operazioni è salito del 62%, passando da 3,9 milioni a 6,3 milioni. Dati che evidenziano una tendenza in fase di consolidamento verso operazioni di dimensioni più consistenti e una maggiore maturità del mercato italiano.
Marco Daviddi, Managing Partner, EY-Parthenon in Italia commenta: “Il 2025 conferma una base di solidità dell’ecosistema del venture capital italiano, con una raccolta complessiva di circa 1,5 miliardi di euro e una crescita del +32% rispetto al 2024. Questo risultato è spiegato in larga misura da un numero limitato di operazioni di grande dimensione, mentre il mercato nelle fasi iniziali e intermedie mostra andamenti sostanzialmente stabili nel tempo. Gli investimenti in venture capital rappresentano lo 0,07% del PIL italiano, un valore che continua a evidenziare un divario rispetto ai principali Paesi europei: Germania (0,15%), Francia (0,22%) e Spagna (0,16%). Nel complesso emerge un ecosistema che fatica ancora a trasformare la qualità dell’innovazione in una crescita diffusa lungo tutte le fasi di sviluppo. Le recenti evoluzioni normative offrono tuttavia un’opportunità per rafforzare il settore, ampliando la partecipazione di investitori istituzionali e internazionali e sostenendo percorsi di crescita più strutturati per le imprese innovative. In questa fase, sarà fondamentale concentrarsi su interventi che favoriscano apertura dei mercati, capacità di scala e competitività, contribuendo a rafforzare in modo strutturale il ruolo dell’Italia nel panorama europeo dell’innovazione.”
Nel 2025, cinque società hanno raccolto complessivamente circa 700 milioni di euro, con Bending Spoons (233 milioni), Exein (170 milioni, in due round nello stesso anno) e AAVantgarde Bio (122 milioni) a guidare la classifica. Seguono NanoPhoria (83 milioni) e Generative Bionics (70 milioni). Questi investimenti hanno rafforzato la leadership dei settori Deep Tech (413 milioni, 47 round), Health & Life Science (357 milioni, 37 round) e Software & Digital Services (266 milioni), che insieme rappresentano oltre l’80% della raccolta totale.
Gianluca Galgano, Head of Venture and Startup, EY Italia commenta: “Il dato più rilevante che emerge dal Barometer non è solo la crescita della raccolta, ma il cambiamento nella qualità del mercato. Il venture capital italiano sta evolvendo verso un ecosistema più selettivo e strutturato, con operazioni più concentrate e di dimensioni più rilevanti, una maggiore specializzazione settoriale e una presenza crescente di investitori internazionali nei round principali. È un segnale di maturazione, ma ancora parziale. La sfida ora è trasformare questa massa critica in un ciclo virtuoso di crescita, rafforzando l’integrazione tra industria, capitale e innovazione e aumentando la capacità del sistema di generare scaleup ed exit industriali in grado di trattenere valore nel Paese.”
Venture Capital: dove si concentrano?
A livello geografico, il Nord Italia guida la raccolta con 1171 milioni di euro, trainati dalla Lombardia (932 milioni), dal Piemonte (65 milioni) e seguito dal Lazio (222 milioni) e dalla Puglia (14 milioni). In particolare, la Lombardia si distingue per numero di operazioni (113) e capitali raccolti, pari a oltre il 60% del totale nazionale.
A livello europeo, Francia e Germania evidenziano una leggera frenata rispetto all’anno precedente rispettivamente del -6,9% e -6,5%, mentre Regno Unito e Spagna un incremento significativo del +42% per i britannici e +60,9% per gli spagnoli. È da sottolineare che tutti i paesi citati consolidano valori di raccolta ben più alti rispetto all’Italia: Francia circa 6.3 miliardi di euro, Germania 6.6 miliardi di euro, Regno Unito 18.4 miliardi di euro e Spagna 2.6 miliardi di euro. Questo dato emerge in particolare dall’analisi degli investimenti pro-capite: in Italia nel 2025 sono aumentati, raggiungendo 25 euro spesi per abitante rispetto ai 19 euro registrati nel 2024, ma su un livello differente rispetto ai 95 euro spesi in Francia, ai 78 euro in Germania, ai 55 euro registrati in Spagna e ai 265 euro nel Regno Unito.



























































