
Il mercato dei servizi IT e software in Italia continua a mostrare segnali di forte dinamismo, pur partendo da una base più contenuta rispetto alle altre grandi economie europee. L’incidenza del settore sul PIL nazionale resta infatti la più bassa fra i principali Paesi UE, pari a meno della metà del valore registrato nel Regno Unito. È quanto emerge dall’ultima analisi di AlixPartners, società globale di consulenza.
“Negli ultimi cinque anni le aziende italiane di IT Services e Software – escludendo i grandi gruppi globali e le captive – hanno registrato una crescita costante, con un tasso medio annuo superiore al 9%, raggiungendo un fatturato complessivo di circa 40 miliardi di euro. Si tratta oggi di uno dei comparti a più alta espansione dell’economia italiana”, ha sottolineato Marcello Bellitto, Partner e Managing Director della practice Technology, Media & Telecommunications di AlixPartners Italia.
Secondo la società di consulenza, il mercato dei servizi IT e software sta vivendo una fase di forte concentrazione: nel 2024 le aziende di medie e grandi dimensioni rappresentano il 75% del mercato, contro il 50% del 2019. Il numero di player di grande e media scala è aumentato del 30%, mentre le aziende con oltre 300 milioni di euro di ricavi sono raddoppiate, passando da 10 a 20. Questo processo è stato sostenuto da un’intensa attività di M&A, cresciuta in media del 14% l’anno tra il 2017 e il 2024, sebbene il 2025 stia registrando un rallentamento di circa il 16% in volume. Il valore delle operazioni resta in gran parte non pubblico (circa il 75% dei deal). In questo contesto, il Private Equity continua a giocare un ruolo chiave, arrivando a rappresentare il 50% delle transazioni.
In un contesto macro economico a bassa crescita come quello italiano, l’industria dei servizi tecnologici e software italiana mostra uno sviluppo molto sano e profittevole: le aziende con crescita superiore al 10% e marginalità oltre il 10% sono aumentate costantemente a partire dal 2020, e quasi raddoppiate oggi, passando dal 22% del campione al 40% nel 2024.
“Quest’ultimo è un segnale della forte domanda di modernizzazione attraverso la digitalizzazione del tessuto economico italiano che permette alle aziende del settore di crescere in modo florido. La combinazione di una forte domanda e di una buona redditività, soprattutto per le aziende che servono il segmento di mercato SME, attrae l’interesse di investitori sia finanziari che industriali”, ha spiegato Bellitto.
Strategie di crescita: tra espansione europea e specializzazione
La crescita delle aziende italiane attive nel mercato dei servizi IT e software si muove oggi lungo direttrici sempre più articolate. Da un lato c’è la spinta organica, con l’ampliamento dei servizi, l’adozione di nuove tecnologie e una base clienti in costante espansione; dall’altro, continua a giocare un ruolo determinante la crescita inorganica.
Secondo AlixPartners, i prossimi anni saranno caratterizzati da una crescente ambizione internazionale, soprattutto da parte dei grandi operatori italiani, alcuni dei quali potrebbero tentare la via dell’internazionalizzazione per competere con i colossi statunitensi e indiani nei mercati EMEA. Parallelamente, le aziende di medie dimensioni proseguiranno il proprio rafforzamento nel mid-market, valutando, in alcuni casi, percorsi di internazionalizzazione basati su modelli ad alta specializzazione. L’adozione massiva dell’intelligenza artificiale per le aziende clienti in tutte le sue declinazioni, rappresenterà un’ulteriore leva di accelerazione della crescita per migliorare produttività, efficienza e capacità competitiva.
“L’adozione dell’intelligenza artificiale sta mettendo in discussione in primis i modelli di business delle aziende di Software, ma ci saranno implicazioni immediate anche nelle aziende dei servizi IT. Come citato nel nostro recente “Enterprise Software Predictions Report” se da una parte l’IA aumenterà l’efficienza operativa fino al 20-30%, dall’altra aumenterà ulteriormente la necessita di avere un partner “fidato” e “affidabile” affinché il cambiamento sia adeguatamente gestito e foriero di risultati tangibili per le aziende. Il 2025 sarà un anno di forte selezione competitiva: da un lato emergeranno nuovi giganti dell’AI, dall’altro startup native-AI sempre più veloci e specializzate. Le aziende che non sapranno ripensare i propri modelli di ricavo, abbandonando logiche di pricing sperimentali a favore di trasformazioni strutturate, rischiano di perdere valore in un mercato dove anche i criteri di valutazione finanziaria stanno cambiando”, ha spiegato Jake Cantu, Global Leader della practice Technology, Media &Telecommunications di AlixPartners. “Gli investitori stanno infatti riconoscendo che le metriche tradizionali, come i multipli basati sull’ ARR (Annual Recurring Revenue), non bastano più a catturare il reale potenziale dell’AI. In questo scenario, la capacità di differenziarsi e di dimostrare un percorso chiaro di creazione di valore sarà decisiva per restare competitivi”.























































