Il 55% delle imprese ha adottato stabilmente la formazione digitale per l’aggiornamento delle competenze e per i piani di up-skilling

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Oggi la formazione digitale, la talent retention e lo sviluppo del talento sono diventati i pilastri della competitività economica delle imprese. Rispondere alle nuove sfide del mercato, anche in fatto di apprendimento, è la vera priorità del futuro e richiede realtà capaci di guidare questo cambiamento. Secondo i dati più recenti di Fortune Business Insights, il settore EdTech supererà i 215 miliardi di dollari a livello globale entro il 2026, con una crescita annua costante del 13,45%.

E anche l’Italia, per fortuna, non resta a guardare: secondo le analisi di EdTech Italia e l’ultimo Report di Assintel, il mercato digitale nazionale ha superato i 44 miliardi di euro, con oltre il 55% delle imprese che ha ormai adottato stabilmente la formazione digitale per l’aggiornamento delle competenze e per i piani di up-skilling e re-skilling delle proprie risorse.

“Potremmo dire – precisa Stefano Marchese, vice presidente di Ecosistema Formazione Italia (EFI) – che siamo nell’anno zero della skill first economy e ci sono numerose realtà estremamente promettenti capaci non sono solo di offrire software a supporto della formazione, ma di diventare i motori della trasformazione del mercato del lavoro. Anche le startup italiane, dunque, sono chiamate ad individuare soluzioni all’avanguardia che possano integrare AI e talent intelligence e rispondere in modo concreto e puntuale alle sfide del mismatch tra domanda e offerta”. 

All’Innovation Training Summit 2026 tutto il meglio dell’innovazione EdTech ed HR Tech. È in questo ambito che si inserisce lo Startup Showcase, l’evento – promosso da Ecosistema Formazione Italia e 12Venture – che è diventato, nel corso degli anni, il punto di riferimento per le realtà più interessanti del mondo EdTech ed HR Tech.

La competizione vedrà la partecipazione di 12 startup italiane EdTech , selezionate tra 50 candidature, che rappresentano l’eccellenza nell’innovazione tecnologica applicata alla formazione e allo sviluppo e aggiornamento delle competenze. Queste 12 realtà hanno già raccolto, insieme, più di 5 milioni di euro e hanno un fatturato aggregato che supera i 3 milioni.

Le 12 startup selezionate. Quest’anno si sfideranno:

Ampere – Energy Transition Factory (Salerno): attraverso Ampere Academy, il servizio di formazione offerto da Ampere Transition e prima Academy italiana verticale sulla sostenibilità e sulla transizione energetica, la startup punta a colmare l’attuale gap di conoscenza sui temi della transizione energetica e della sostenibilità che caratterizza le organizzazioni e gli individui e il disallineamento tra domanda e offerta di professioni green in Italia ed a livello internazionale oltre all’attuale carenza di offerta formativa su questi temi, in termini di contenuti e format.

Bonoos (Milano): una quota del 40% (in media, ma con punte anche del 70/80%) dei beneficiari delle misure monetarie pubbliche (statali, regionali e comunali) non ne conosce l’esistenza. Anche laddove se ne abbia conoscenza – e soprattutto se si dispone di un reddito da lavoro – spesso il beneficiario desiste dal presentare le relative domande a causa delle complessità burocratiche. Queste condizioni provocano il fenomeno (paradossale) noto come “Welfare non riscosso”. La webapp risolve questo paradosso e abbatte l’impatto sociale negativo che ne consegue.

eWorking (Pescara): la startup EdTech  affronta il problema dell’apprendimento negli adulti, dal punto di vista del workforce training. Formare gli adulti, oggi, è un’urgenza da non sottovalutare perché lo skill gap espone i lavoratori ad una rapida perdita di valore sul mercato del lavoro ed espone le aziende ad una perdita di competitività. Inoltre la longevità professionale in costante crescita, accanto alle complessità del recruiting e della talent retention, richiedono upskilling e reskilling ricorrente, in un contesto di multiculturalità e multi generazionalità.

Famalabs (Modena): oggi nel panorama sanitario e scientifico la formazione continua è poco efficace e troppo lenta da gestire; una parte rilevante della popolazione ha bassa alfabetizzazione sanitaria (47%), molti professionisti non risultano pienamente conformi agli obblighi formativi (solo il 54% lo è) e i processi di certificazione richiedono in media fino a 90 giorni. Questo si traduce in riduzione dell’aderenza terapeutica, competenze non aggiornate e ritardi con aumento dei costi per enti formativi e società scientifiche. Per superare questi ostacoli, Famalabs ha progettato Agora Platform: una Community & EdTech Platform AI-native, modulare e interconnessa, che digitalizza end-to-end la formazione scientifica (eventi/corsi, tracciamenti, attestati, report e compliance).

FINANZ (Vanzaghello): in Europa ci sono 335 milioni di persone che non investono e oltre 10 trilioni di euro fermi sui conti correnti. Il problema non è mancanza di soldi, ma di conoscenza: il 55% degli europei non ha le basi di educazione finanziaria e le barriere psicologiche li bloccano prima ancora di iniziare. Finanz è la prima app che rompe questo circolo vizioso.

Handy Signs (Roma): esiste una barriera di comunicazione tra i sordi che segnano in LIS e gli udenti che dipende dalla scarsa disponibilità e dai costi elevati degli interpreti LIS “umani”. L’accessibilità dei sordi ai servizi a sportello che dovrebbe essere garantita dal riconoscimento della LIS come lingua ufficiale della Repubblica Italiana (Legge n°69 del 21 Maggio 2021) non si realizza nei fatti per la carenza di interpreti LIS e di soluzioni di video-interpretariato. Handy Signs migliora l’accessibilità ai cittadini Sordi dei servizi a sportello forniti sia dalle aziende private, sia dalla Pubblica Amministrazione.

GRID+ (Roma): offre a PMI e grandi imprese soluzioni di Intelligenza Artificiale (AI) per ottimizzare i loro processi aziendali e migliorare l’efficienza operativa. Il modello di business di GRID+ si fonda su una combinazione di AI as a Service (AIaaS), consulenza personalizzata, formazione e ricerca applicata.

Includia (Bari): molte aziende gestiscono la Diversity & Inclusion come adempimento normativo, senza strumenti per misurare equità reale, opportunità di crescita e benessere organizzativo. I dati sono frammentati e non supportano decisioni operative. INCLUDEX propone una piattaforma che integra i sistemi HR esistenti e rende l’inclusione misurabile e governabile: analizza dati, evidenzia gap (es. promotion gap, accesso alle opportunità), automatizza la compliance e fornisce indicatori sintetici a supporto delle decisioni.

Infinea (Agrate Brianza): molte PMI operano in contesti regolati e rispettano gli obblighi di formazione e compliance, ma non hanno una visione chiara e dimostrabile del proprio stato di conformità. Infinea propone una soluzione che genera un Audit Readiness Report, ovvero una vista chiara, verificabile e sempre aggiornata dello stato di compliance dell’azienda. Infinea non sostituisce il giudizio professionale, ma riduce l’incertezza e il rischio, trasformando la compliance da attività reattiva a processo governabile e dimostrabile.

JOULE (Campodarsego): risolve la complessità, la lentezza e la scarsa oggettività dei processi di selezione tradizionali, spesso basati su CV poco rappresentativi, alto dispendio di tempo e rischio di bias inconsci. Le aziende che gestiscono grandi volumi di candidature faticano a individuare rapidamente i talenti più adatti e a prendere decisioni realmente data-driven. Joule propone una soluzione HR tech basata su intelligenza artificiale proprietaria e brevettata.

Parentsmile (Vicenza): il 42% delle mamme lavoratrici soffre di ansia e depressione, il 76% dei lavoratori italiani ha sperimentato almeno uno dei principali sintomi del burnout e la menopausa è la seconda causa di dimissioni lavorative per le donne subito dopo la gravidanza. Parentsmile rende realmente accessibile la salute e il benessere mentale, fisico, emotivo, relazionale e finanziario in tutte le fasi della vita, offrendo servizi 1:1 disponibili direttamente a domicilio, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 già entro 1 ora dalla prenotazione.

Wisepath (Dallas, USA): le organizzazioni affrontano una difficoltà strutturale nel rendere evidenti, affidabili e utilizzabili le competenze comportamentali e le soft skill nei processi decisionali su persone e talenti. Queste competenze sono oggi determinanti per occupabilità, performance sostenibile, leadership e AI readiness delle persone. Tuttavia, sono ancora valutate prevalentemente tramite autovalutazioni, osservazioni informali o proxy indiretti. Questo approccio genera bias, riduce l’equità dei processi decisionali e limita l’efficacia degli investimenti in formazione, upskilling e reskilling. Wisepath, attraverso la tecnologia proprietaria SkillQuest, affronta questo problema mettendo a disposizione una piattaforma SaaS che misura e allena in tempo reale le competenze comportamentali a partire da comportamenti reali, espressi in contesti di decision-making concreti.