Questo cambio di strategia da parte degli sviluppatori è dovuto al numero sempre crescente di utenti che preferiscono smartphone e tablet rispetto ai computer

Mobile-First Revolution

La Mobile-First Revolution consiste nello sviluppo di software progettati per i dispositivi mobili, per poi essere adattati in un secondo momento ai PC. Questo cambio di strategia da parte degli sviluppatori è dovuto al numero sempre crescente di utenti che preferiscono smartphone e tablet rispetto ai computer, per via della possibilità di trasportarli con maggiore facilità e per la semplicità d’uso. Dalle app di produttività a quelle per giocare con i casino, ecco come sta cambiando il panorama dei software.

La necessità di elaborare app native

Il primo passo verso l’indipendenza degli smartphone riguardo alla fruizione di qualunque tipo di contenuto è iniziata con i siti web ottimizzati proprio per i dispositivi mobili. Successivamente, sono state introdotte le prime app pensate in modo specifico per i sistemi operativi iOS e Android, che offrono evidenti vantaggi. A differenza del browser, infatti, le app vengono installate direttamente sul dispositivo, garantendo una latenza minima e una fluidità superiore, oltre a una grafica più accattivante, certamente apprezzabile quando si gioca con le slot o con un videogame d’azione. Inoltre, le app native concedono l’accesso a vari servizi, dalla localizzazione al riconoscimento biometrico, coniugando sicurezza e comfort.

Interfaccia utente ottimizzata

Realizzare un’app per un dispositivo mobile riserva agli utenti un grande punto di forza, ovvero un’interfaccia utente progettata ad hoc. A differenza dei computer, che vengono prevalentemente usati con il mouse o con il touchpad, gli smartphone si affidano agli schermi touch: proprio per questa ragione, un’app nativa assicura il raggiungimento con il solo pollice di ogni pulsante e di ogni area, eliminando gli attriti che si potrebbero verificare con la navigazione via browser. Gli utenti preferiscono la comodità di un’icona sulla home piuttosto che dover effettuare di volta in volta una ricerca manuale sulla barra degli indirizzi. Va menzionata, inoltre, la possibilità di personalizzazione: l’intelligenza artificiale e gli algoritmi avanzati analizzano con cura le preferenze dei fruitori, suggerendo contenuti su misura. E, infine, le notifiche push, pensate principalmente per tenere aggiornati gli user sulle principali novità e su determinati eventi. Un esempio tipico è quello delle telecamere di sorveglianza: in caso di rilevazione di un movimento anomalo, l’utente riceve un’immediata notifica sullo smartphone, cosa che sarebbe molto complicata da gestire utilizzando un browser.

Un sistema ancora in evoluzione

Lo sviluppo di un’app nativa comporta costi più elevati e richiede una manutenzione più complessa se paragonata a una web app. Tuttavia, il ritorno dall’investimento è abbastanza rapido per le case di software. Un altro dei motivi che spingono i produttori a puntare sulle app native è rappresentato dalla concorrenza: per evitare di perdere il confronto con i diretti rivali, le maggiori aziende sono costrette ad adeguarsi agli ultimi standard proposti dal mercato, scongiurando il verificarsi di un brusco calo di utenti. Uno degli obiettivi su cui sono concentrati gli sviluppatori è il miglioramento della sinergia tra software e hardware, così da sfruttare al massimo le caratteristiche del dispositivo e favorire l’efficienza energetica, che si traduce in un aumento della durata della batteria.