Aumenta il quantitativo di apparecchiature elettriche ed elettroniche raccolte. Esiste però ancora un Gap con le altre nazioni europee. Ottima la percentuale di riciclo

Consorzio ERP Italia - raee foto
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L’economia circolare sta diventando una tematica sempre più importante per le aziende e i cittadini privati, ormai consci dei danni che l’uomo sta provocando al pianeta. Per questa ragione negli ultimi anni la tematica della raccolta differenziata si è sviluppata fortemente, compresa quella delle apparecchiature elettriche ed elettroniche e di Pile e Accumulatori. Ne abbiamo parlato con Alberto Canni Ferrari, Procuratore Speciale del Consorzio ERP Italia, parte del Gruppo Landbell, tra i principali Sistemi Collettivi senza scopo di lucro che si occupano della gestione a norma dei RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) e dei Rifiuti di Pile e Accumulatori.

Quale è la vostra mission?

Il nostro obiettivo è rendere conformi i Consorziati di ERP Italia alle disposizioni e normative per la gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche oltre che di pile ed accumulatori.

Quante realtà fanno parte del consorzio?

Il Consorzio ERP Italia, dove ERP sta per European Recycling Platform, è costituito da circa 770 realtà in Italia che diventano oltre 28 mila e cinquecento se si considera che ERP Italia fa parte del Gruppo Landbell, operante in tutta Europa ed anche in altri Paesi extra-UE.

Secondo quali regole un sistema collettivo come il vostro può operare?

E’ necessario ottemperare a tutti i requisiti normativi previsti per i Sistemi Collettivi, tra i quali, ad esempio, l’adozione di uno statuto-tipo ministeriale. Inoltre, i Centri di Coordinamento RAEE stabiliscono le regole che i sistemi collettivi devono seguire, imponendo requisiti di qualità, tecniche di intervento e modalità di rendicontazione. Poi assegnano ai diversi sistemi collettivi (in Italia ce ne sono 13 per i RAEE e 14 per i rifiuti di pile e accumulatori, oltre a due sistemi individuali) le aree territoriali nelle quali possono operare e che tipologie di apparecchiature hanno l’autorizzazione di ritirare.

Quali servizi offre il Consorzio ERP Italia?

Alberto Canni FerrariIl Consorzio ERP Italia accompagna i produttori passo dopo passo in tutta la gestione degli obblighi normativi previsti sia per la corretta gestione, il trattamento e la valorizzazione economica di tutta la filiera legata al riciclo dei RAEE e dei rifiuti di pile ed accumulatori esausti. Ai produttori viene anche fornito il supporto all’iscrizione ai Registri Nazionali. Aiutiamo inoltre gli attori della distribuzione nel gestire la raccolta derivante dai consumatori che riportano allo store i loro prodotti al momento dell’acquisto di un nuovo dispositivo (1 vs 1) o che, in virtù di quanto stabilito dalla normativa per apparecchiature di piccole dimensioni, possono riportarlo senza necessariamente doverne acquistare un altro. Abbiamo infine costituito ERP Italia Servizi, una società complementare alla attività del Consorzio ERP Italia.

Di cosa si occupa?

ERP Italia Servizi è una realtà che fa leva sul know-how del consorzio maturato in 15 anni di attività. Il fine è quello di supportare attraverso consulenza ambientale a 360° chiunque abbia la necessità di gestire rifiuti speciali. ERP Italia Servizi è un intermediario autorizzato alla gestione di tutti i tipi di rifiuti, pericolosi e non, iscritto all’Albo Nazionale Gestori Ambientali Categoria 8 C ed opera su tutto il territorio nazionale. La società organizza anche eventi formativi e una serie di altri servizi a valore aggiunto sulla corretta gestione dei rifiuti speciali professionali.

In che regioni italiane opera il Consorzio ERP Italia?

La normativa vigente impone per le entità come la nostra di operare su tutto il territorio nazionale. Il Consorzio ERP Italia è pertanto attivo in tutta Italia avvalendosi di una rete di trasportatori ed impianti certificati.

Avendo quindi una visione complessiva del quadro italiano, quanto i nostri connazionali sono sensibili alla raccolta RAEE e di pile ed accumulatori?

Per quanto riguarda i RAEE i dati relativi alla raccolta di questi rifiuti sono in crescita rispetto a qualche anno fa, ma c’è ancora molta strada da fare se si vogliono raggiungere i livelli degli altri Paesi europei. I rifiuti di pile e accumulatori portatili invece sono prossimi a raggiungere il target europeo (nel 2018 il tasso di raccolta si è attestato al 43% contro un obbiettivo del 45%) e confidiamo nel fatto che le prossime reportistiche per il 2019 attestino il raggiungimento dell’obbiettivo a livello nazionale.

Come mai esiste questo gap?

La prima ragione, che riguarda entrambe le tipologie di rifiuto, è che ci dovrebbe essere maggiore sensibilizzazione in Italia sull’argomento in moda da far crescere il quantitativo di materiale raccolto. I due Centri di Coordinamento unitamente ai Sistemi Collettivi si stanno adoperando per aumentare le informazioni ai cittadini, grazie ad opportune campagne di sensibilizzazione. Per quanto riguarda i RAEE deve anche essere considerato il fatto che non tutte le operazioni di raccolta vengono rendicontate da parte di alcuni operatori e quindi non compaiono nella statistica (ad esempio, a causa dell’identificazione del rifiuto con un CER non appropriato).

Quanto incide quest’ultima parte?

Secondo i dati del 2018 pubblicati dal CdC RAEE, gli ultimi disponibili a livello macro, che includono cioè tutti i numeri dei Consorzi aderenti e degli impianti di trattamento, risultano essere circa 421 mila le tonnellate di RAEE ufficialmente rendicontate in Italia (316 mila dai sistemi collettivi, 104 mila direttamente da impianti). Si stima che i flussi paralleli non rendicontati possano essere addirittura superiori.

Voi quanti rifiuti avete raccolto?

Nel 2019, attraverso i suoi 1813 punti di prelievo gestito, il Consorzio ERP Italia ha raccolto 25.884 tonnellate di RAEE e 3.300 tonnellate di pile ed accumulatori, in quest’ultimo caso raggiungendo il target del 45% rispetto all’immesso, previsto a livello europeo.

In quali Regioni si registra il maggior quantitativo di RAEE raccolto?

Le Regioni che hanno numeri più alti sono quelle del Nord, seguite del Centro. Non sufficiente ancora la raccolta nel Sud Italia anche per la mancanza di organizzazione dei centri di raccolta pubblici. Le prime tre Regioni in Italia per quantitativo raccolto sono la Lombardia (4.905 tonnellate), il Lazio (2.547 tonnellate) e l’Emilia-Romagna (2.387 tonnellate). La miglior provincia è invece quella di Bergamo con 1.300 tonnellate raccolte.

Che fine fa il materiale raccolto?

I rifiuti raccolti vengono portati dai sistemi collettivi agli impianti accreditati che li valutano per poi procedere al loro riciclo.

Quanti rifiuti vengono riciclati rispetto al quantitativo che giunge agli impianti?

La percentuale è molto alta anche se variabile a seconda della tipologia di materiale. Possiamo dire che la maggior parte del materiale raccolto, con punte fino a quasi il 95%, viene riciclato e solo una minima parte viene smaltito.