La strategia messa in atto dal Dipartimento per la trasformazione digitale in accordo con la strategia europea #DigitalUE

La riorganizzazione delle infrastrutture digitali della PA

In accordo con la strategia europea #DigitalUE, la strategia per la riorganizzazione delle infrastrutture digitali della PA messa in atto dal Dipartimento per la trasformazione digitale è il fondamento per razionalizzare le risorse, rendere più moderni i servizi pubblici e mettere in sicurezza i dati.

La strategia ha una triplice finalità:

  1. consolidare le infrastrutture centrali che gestiscono servizi strategici sotto la gestione diretta di un Polo strategico nazionale (Psn) di natura pubblica,
  2. razionalizzare tutte le altre infrastrutture che gestiscono i servizi ordinari della Pubblica Amministrazione, attraverso la dismissione dei data center obsoleti e la migrazione dei servizi verso data center più affidabili oppure affidandosi a servizi cloud di mercato qualificati da AgID,
  3. l’adozione del Modello del Cloud della PA: il programma che indica a tutte le PA centrali e locali quali procedure seguire per gestire in cloud alcuni dei propri servizi, utilizzando servizi qualificati da AgID in base a criteri che ne certificano l’affidabilità per la gestione di servizi pubblici.

La strategia opera una distinzione fondamentale tra:

  • Infrastrutture che gestiscono servizi strategici, ovvero un ridotto numero di asset tecnologici (server, connettività, reti, ecc.) che abilitano funzioni essenziali del Paese, come ad esempio la mobilità, l’energia, le telecomunicazioni.
  • Tutte le altre infrastrutture gestite dalle PA centrali e locali che gestiscono la stragrande maggioranza dei servizi, erogati al cittadino o interni agli enti che permettono il funzionamento di servizi comuni (ad esempio la posta elettronica dei dipendenti, il controllo di una zona a traffico limitato in un Comune, una rassegna stampa, etc).

In quest’ottica le diverse azioni contenute nella strategia fanno leva su due diversi tipi di asset tecnologici:

  • le infrastrutture che gestiscono servizi strategici verranno spostate sotto la gestione diretta di un Polo strategico nazionale (Psn), un soggetto giuridico controllato dallo Stato che avrà a disposizione un numero ridotto di data center nazionali, su cui convogliare tutte le infrastrutture che oggi gestiscono i servizi strategici delle PA centrali garantendo il funzionamento dei servizi cruciali del Paese attraverso standard di sicurezza, qualità ed efficienza.
  • Tutte le altre infrastrutture che gestiscono i servizi ordinari della PA dovranno essere razionalizzate, dismettendo i data center più obsoleti e favorendo la migrazione dei servizi su data center più affidabili oppure affidandosi a servizi cloud di mercato qualificati dal programma Cloud della PA.

Gli enti che gestiscono i 62 data center inclusi nel gruppo A – come evidenziato dagli esiti del censimento dei data center di AgID – non potranno agire automaticamente come Psn ma potranno eventualmente proporre al Psn di utilizzare le proprie risorse per gestire alcuni dei suoi servizi. Un modo per valorizzare e ottimizzare l’uso delle risorse esistenti, attraverso federazione di enti che gestiscono asset tecnologici virtuosi.

Il percorso di razionalizzazione prevede un coinvolgimento delle amministrazioni che dispongono di data center classificati nel gruppo A in tavoli di lavoro, per sviluppare una strategia a supporto degli enti locali che hanno data center nel gruppo B, al fine di avviare un percorso condiviso di razionalizzazione delle infrastrutture digitali.

Lo scopo è aiutare questi ultimi a migrare i propri servizi non strategici verso infrastrutture più efficienti, oppure a fornire le competenze necessarie a scegliere e utilizzare servizi cloud adatti alle proprie esigenze.