Uno dei software di fatturazione elettronica più diffusi, non segnala correttamente gli errori agli utilizzatori. Lo abbiamo sperimentato

La scorsa settimana, un’indagine pubblicata da Il Sole 24 Ore ha rilevato che sei operatori su dieci hanno avuto problemi “frequenti” o “molto frequenti” con la fattura elettronica.

Secondo la rilevazione del quotidiano finanziario, in particolare, solo il 6,5% degli utilizzatori ha dichiarato di non aver avuto “quasi mai” problemi con i nuovi software di fatturazione. Se però consideriamo che il campione di quanti hanno risposto al sondaggio era composto da commercialisti, consulenti del lavoro, altri professionisti e fiscalisti d’azienda, è logico aspettarsi che gli “utenti comuni” abbiano avuto problemi decisamente maggiori.

Le colpe dei produttori

Colpisce soprattutto il fatto che 48% degli utilizzatori dichiari malfunzionamenti dei software utilizzati. In effetti, come abbiamo potuto sperimentare, uno dei software di fatturazione più diffusi tra i commercialisti, che a loro volta l’hanno “imposto” ai propri clienti, presenta due criticità in grado di creare problemi agli utenti. Il software in questione è “Tieni il Conto” di Zucchetti. La soluzione viene proposta come adatta ad artigiani, professionisti e piccole imprese. É quindi logico attendersi un impiego molto facile e intuitivo. In realtà, benché l’utilizzo sia effettivamente semplice, la configurazione presenta una serie di aspetti tutt’altro che intuitivi ad un utilizzatore non professionale. Si tratta, comunque, di limiti superabili, anche se richiedono pazienza e l’ascolto di una serie di lunghi tutorial video messi a disposizione da Zucchetti.

Lo stato di appartenenza è IT o ITA?

A livello governativo è stato scelto di indicare il Paese del destinatario della fattura con una sigla composta da tre lettere e non con l’indicazione classica e in uso a livello internazionale. Una scelta forse corretta, ma che non può essere nota ad un comune utente. Questo significa che, nella compilazione dell’anagrafica di un cliente, è necessario indicare ITA e non IT. Una differenza apparentemente banale, ma che, all’atto pratico, impedisce l’invio della fattura stessa. In un simile caso sarebbe logico aspettarsi una messaggio chiaro da parte del software. Nel caso di Tieni il Conto, al contrario, compare una lunga stringa di caratteri, dalla quale è obiettivamente difficile capire che il problema risiede, semplicemente, nella non completa indicazione della nazionalità del cliente.

Attenti all’IBAN

Il pagamento della fatture tramite bonifico è sicuramente una delle modalità più diffuse e che, quindi, richiederebbe un particolare supporto per gli utenti meno esperti. In particolare l’indicazione del codice iBan impone di digitare correttamente la sequenza di numeri e lettere (la cui successione è codificata). Per evitare gli errori di trascrizione, però, è ovviamente possibile utilizzare la funzionalità copia/incolla, grazie alla quale i 27 caratteri vengono importati direttamente nella modalità di pagamento.

Occorre però fare attenzione al fatto che Tieni il Conto non effettua nessuna verifica relativa alla correttezza di quanto scritto. Al contrario si limita ad accettare i primi 27 caratteri incollati. Accade così che se il codice è stato copiato da un modello in cui, per semplicità di lettura, era stato rappresentato a gruppi di 4 caratteri, il software elimina in automatico gli ultimi 3 caratteri utili, senza informare l’utente dell’errore e rendendo di fatto impossibile il pagamento.

Si tratta di una “dimenticanza” grave, a nostro avviso, in quanto esistono comodi strumenti per il controllo dell’integrità dell’iBAN che, se applicati, risolverebbero molti dei problemi riscontrati tra gli utenti e segnalati anche alla nostra redazione.