IoT e analytics: inizia l’era dell’edge computing?

Il vero valore del cloud non risiede nella tecnologia, ma nel modo in cui questa abilita business e applicazioni

A cura di Larry Socher, global managing director for infrastructure services, Accenture

2019: non si tratta solo del cloud

Nonostante quello che si potrebbe pensare sul tema, il vero valore del cloud non è legato alla tecnologia in sé, ma alla capacità di abilitare i risultati di business. Ai clienti interessa che il cloud abiliti le loro applicazioni e, di conseguenza, il loro business. In altre parole, se le applicazioni cloud-enabled rendono il loro business più agile, le aziende sceglieranno di adottare il cloud. Allo stesso modo, non si focalizzano sull’infrastruttura come fine a se stessa, ma su come possano utilizzare l’approccio software-defined per trasformare l’infrastruttura da “collo di bottiglia” a “facilitatore” del business.

Il viaggio verso il cloud è guidato dalle applicazioni

La maggior parte delle conversazioni che abbiamo con i CIO su cloud e infrastruttura partono da quale sia la loro strategia applicativa, dove risiedano le loro app e come funzionano. Le aziende più strutturate, come i retailer o le banche, intraprendono un percorso di trasformazione digitale per mantenere un vantaggio competitivo sul mercato e devono trasformare la propria infrastruttura tramite il cloud per supportare la modernizzazione delle applicazioni necessaria ad abilitare il cambiamento. Il loro percorso verso il cloud è “guidato dalle app, abilitato da cloud e infrastruttura, sicuro e alimentato da operations intelligenti”.

I dati sono in costante movimento

I nostri clienti che adottano lo sviluppo nativo del cloud e modernizzano e integrano le proprie applicazioni attraverso i micro-servizi devono porsi una domanda chiave: dove risiedono i dati e quali applicazioni devono potervi accedere? I cambiamenti normativi come il GDPR e l’aumento della consapevolezza sul potere dei dati hanno portato le aziende a riconsiderare dove vengono generati tali dati, dove vengono archiviati e se sia corretto che i due luoghi siano, per il momento, distinti.

I clienti che desiderano essere più agili e dinamici, dovranno comprendere che parte della loro trasformazione riguarderà i luoghi e le modalità con cui analizzano i dati a loro disposizione, ricavandone delle informazioni utili al business. In passato, per essere analizzati, i dati venivano aggregati in ampi data warehouse centralizzati; col tempo, queste warehouse sono state migrate nel cloud grazie a innovazioni come AWS RedShift. Tuttavia, essere agili significa sempre più essere in grado di reagire in modo rapido ed efficace.

Con il diffondersi dell’Internet of Things (IoT), con il quale passeremo ai deployment in scala, assisteremo a un passaggio da una situazione in cui i dati risiedono nei repository centralizzati (data gravity), a un mondo in cui la maggioranza dei dati risiederà all’edge. Dato che le prestazioni delle reti non tengono il passo con la Legge di Moore, per potere elaborare tutti i dati all’edge in crescita esponenziale non sarà possibile spostarli all’interno di cloud centralizzati. Dovremo iniziare a elaborare sempre più dati in movimento all’edge dei nostri ambienti, analizzandoli direttamente nelle filiali, sui dispositivi e su altri endpoint, vicino a dove sono stati generati. Inoltre, sarà necessario ridurre al minimo la quantità di dati trasferiti negli archivi centrali per analisi batch e di intelligenza artificiale e machine learning.

La capacità di guidare le analitiche, l’intelligenza artificiale e il ML e di elaborare i dati in movimento all’edge delle nostre reti per supportare l’IoT richiederà una potenza di calcolo significativamente maggiore. Diverse applicazioni IoT dovranno coesistere e condividere risorse di elaborazione, storage e di rete, ad esempio analisi video per la manutenzione predittiva e i veicoli autonomi, e prevediamo un maggiore utilizzo di container orchestrati da Kubernetes per supportare le applicazioni IoT. Poiché il computing distribuito diventa sempre più fondamentale per operare nel business digitale, non solo queste piattaforme distribuite dovranno essere gestite e mantenute, ma anche messe in sicurezza per far sì che anche il business sia adeguatamente protetto.

2019: l’anno della sicurezza all’edge

Il fatto che l’unica certezza sia il cambiamento potrebbe sembrare un cliché, ma rappresenta la realtà attuale: ci troviamo in un’era di trasformazione continua. Man mano che aumenta la necessità di generare, analizzare e utilizzare i dati all’edge, le aziende avranno necessità di nuove soluzioni in grado di elaborare, proteggere e trasportare i loro dati. Ecco perché Accenture collabora con VMware per sviluppare soluzioni Managed Edge che forniscano computing, storage e networking attraverso i container per supportare più middleware e applicazioni IoT in grado di elaborare i dati all’edge.

La sicurezza viene spesso integrata a posteriori, ma, considerando la delicatezza dei dati, noi siamo invece molto focalizzati sulla protezione delle applicazioni, dei dati, del computing e delle reti fin dalle fondamenta, offrendo una sicurezza end-to-end dai dispositivi IoT in tutto il cloud con un modello DevSecOps integrato.

Proprio come VMware, crediamo che la sicurezza debba essere integrata sin dal principio e stiamo lavorando a stretto contatto con VMware sfruttando tecnologie innovative come NSX con VeloCloud per automatizzare e micro-segmentare dispositivi su cloud networking, fornendo policy integrate per la sicurezza e la qualità del servizio per supportare le applicazioni IoT. Questo ci consente di estendere la micro-segmentazione all’edge, in modo che gli endpoint possano essere protetti dove risiedono, che si tratti di un dispositivo mobile utilizzato da un retailer per controllare le scorte di magazzino, di un veicolo autonomo o una turbina a vento nel Mare del Nord.

Queste soluzioni integrate consentono ai nostri clienti di analizzare e agire in base ai dati, senza perdere tempo a raggrupparli in un punto centralizzato, pur rimanendo completamente protetti. Il concetto, ormai da qualche tempo al centro delle discussioni, sta diventando realtà grazie alla nostra partnership con VMware.

Ciò che conta è l’obiettivo finale

In fin dei conti, l’obiettivo finale è che l’azienda, che si tratti di un retailer, di una banca o di un ospedale, possa raggiungere i propri obiettivi di business. Oggi, questo si traduce nel possedere il cloud e l’infrastruttura giusti per consentire all’applicazione di abilitare rapidamente e in modo efficiente ed economico le esigenze di business digitale dell’azienda. Domani, significherà estendere in totale sicurezza il computing, lo storage e il networking fino all’edge per supportare le nuove esigenze di elaborazione dell’Internet of Things.