Stefano Sivieri, Marketing Manager Phoenix Contact Italiaha sottolineato i trend e le tendenze per il 2020, con un occhio di riguardo al fattore security.

Quali saranno i settori merceologici trainanti nel 2020?

“Quello del Food&Beverage è stato un settore trainante nel 2019 e ci si aspetta una continuità di risultati positivi anche per il nuovo anno. Essendo l’alimentare un comparto molto trasversale, i costruttori di macchine che operano in quest’ambito trovano impiego nei numerosi settori correlati, dalla logistica alla movimentazione, con un utilizzo della robotica sempre più consistente di cui prevediamo un importante sviluppo nel prossimo futuro. Altri settori stanno registrando un buon trend con previsioni di crescita anche per il 2020, in particolare l’E-mobility, il ferroviario e l’industria della costruzione dei mezzi di trasporto”.

Quali tecnologie registreranno le più interessanti novità?

“Si prevede un grande impulso tecnologico alla trasmissione dei dati via wireless. La diffusione dell’IIot (smart sensor) ha favorito lo sviluppo delle tecnologie di trasmissione WLAN, la trasmissione del segnale su base Ethernet e l’adozione del Digital Twin. Quest’ultimo, in particolare, costituisce una vera svolta nel mondo della fabbrica intelligente, dove il prodotto viene realizzato a seguito di test e analisi effettuate in precedenza sulla copia digitale”.

Gli attacchi informatici rallentano la diffusione delle nuove tecnologie?

“Nell’ultimo biennio il tasso di crescita del numero di attacchi gravi è aumentato di 10 volte rispetto al precedente. Non solo, la Severity media di questi attacchi è contestualmente peggiorata, agendo da moltiplicatore dei danni. Dal punto di vista numerico, nel 2018 sono stati raccolti e analizzati 1.552 attacchi gravi (+ 37,7% rispetto all’anno precedente), con una media di 129 attacchi gravi al mese (rispetto ad una media di 94 al mese nel 2017). Gli attacchi informatici non facilitano certamente la produzione e creano diversi disagi, tuttavia non devono rappresentare un ostacolo per il futuro. Per ridurre al minimo rischi e pericoli, è fortemente consigliabile adottare misure preventive, effettuare investimenti e corsi di formazione utili ad una facile adozione delle misure di sicurezza in questo ambito. Il processo è lungo e complesso ma necessario per garantire una produzione continua e scongiurare eventuali attacchi”.

Alcune importanti multinazionali stanno abbandonando l’Italia. Quali azioni dovrebbe intraprendere il Governo per trattenerle?

“Le multinazionali fanno bene all’economia italiana. Rimane valido lo studio di Prometeia che ricorda come i differenziali di crescita positivi per chi è stato acquisito siano pari al 2,8% per il fatturato, al 2% per il numero di occupati e all’1,4% per la produttività e come la delocalizzazione rappresenti una enorme opportunità per le aziende e per i mercati mondiali. Quest’ultima, tuttavia, può rappresentare anche un grande rischio per il nostro Paese, che potrebbe perdere forza lavoro e introiti. Le aziende cercano Paesi in cui fare impresa non rappresenti né un rischio né un ostacolo alla redditività. Quando i confini si riducono e la flessibilità viene agevolata dalla tecnologia, l’incentivo a emigrare è ancora più forte e non va sottovalutato. L’Italia oggi compete con la Svizzera (raggiungibile in un’ora di treno da Milano), con l’Irlanda, con l’Olanda, con la Germania, con il Regno Unito. E la competizione, per ora, la stanno vincendo questi Paesi che attraggono capitali e imprese, anche italiane. Esistono però alcuni semplici ma efficaci strumenti che permetterebbero al Governo di ridurre o disincentivare questo fenomeno: la riduzione delle tasse, lo snellimento della burocrazia e un generale miglioramento dei servizi del Paese (giustizia, fisco, infrastrutture)”.