Il team di F1, in questi giorni impegnato a Monza, sfrutta le moderne tecnologie Ict per competere nei Gran Premi più prestigiosi

Lotus-F1-Team

Per la maggior parte dei telespettatori, una gara di Formula1 è una sfida tra piloti che, sulle piste di tutto il mondo, devono ottenere il massimo dalle proprie automobili. Il realtà, ancor prima che sul circuito, la vera sfida avviene nei laboratori della scuderie. Le differenze tra le monoposto, in questi giorni protagoniste a Monza, sono misurabili in frazioni di secondo e, per migliorare i risultati (in genere del 10% rispetto all’anno precedente) team di specialisti lavorano su ogni singolo dettaglio.

Un’attività spesso “defilata”, che le case automobilistiche non amano mostrare troppo, anche in considerazione dell’estrema concorrenza tra i team, in uno sport che vede intrecciarsi passione motoristica ed enormi interessi economici.

Lavoriamo insieme

Fa eccezione, in questo ambito, il Lotus F1 Team che, proprio durante il Gran Premio d’Italia, ha raccontato i positivi risultati resi possibili dall’impiego delle tecnologie informatiche. Sino a tre anni fa, infatti, il team Lotus aveva diverse aree dedicate alla pianificazione che non comunicavano tra loro. Questo anche in considerazione del fatto che, tra una gara e l’altra può trascorrere anche una sola settimana. O meglio quattro giorni: tra la fine di un Gran Premio e l’inizio delle prove sul circuito successivo. In questo breve lasso di tempo è necessario realizzare i componenti e le soluzioni che correggano un limite riscontrato analizzando i dati della gara precedente.

Da qui la necessità di più gruppi di lavoro dedicati. In particolare un team lavora su un R&D estremo, per sviluppi futuri, cercando di innovare il più possibile. Un secondo gruppo di tecnici si dedica allo sviluppo della macchina dell’anno successivo. Un terzo gruppo, che è anche il più numeroso, lavora sulle componenti dell’auto attuale, con ritmi serratissimi dettati dagli eventi del fitto calendario. Del resto, come spiega Luca Mazzocco, Senior Marketing Account Manager di Lotus F1 Team, “per avere una misura dell’enorme mole di lavoro svolto, basti ricordare che, nella galleria del vento di Lotus si testano circa 600 pezzi a settimana. E, solo per la resina utilizzata nella realizzazione dei prototipi, l’azienda spende 2 milioni di euro all’anno”.

Comunicare per vincere 

Questi pochi elementi sono sufficienti per comprendere anche l’enorme mole di dati prodotti, oltre alla difficoltà nella comunicazione e nello scambio di informazioni tra le singole divisioni. Una situazione che, soprattutto nei concitati periodi in cui si svolgono le gare, non permette di ottimizzare le risorse. Da qui la scelta di Lotus di stringere un accordo di collaborazione con Avanade. L’azienda, nata da una joint-venture di Accenture e Microsoft Corporation, fornisce infatti servizi tecnologici aziendali che coniugano conoscenza, innovazione ed esperienza nelle tecnologie Microsoft per aiutare i clienti nel raggiungere gli obiettivi prefissati.

Una competenza e una dotazione tecnologica che ha permesso a Lotus F1 Team di creare uno strumento di programmazione unico per l’azienda, realizzando un sistema di feedback sulle informazioni, assicurando a tutte le divisioni la possibilità di essere collegate e di interfacciarsi tra loro. L’obiettivo era quello di favorire la delivery immediata delle diverse prestazioni. In pratica, infatti, le diverse programmazioni sono integrate in un unico strumento. In questo modo il team può ora visualizzare le interdipendenze e gestire situazioni non previste, cosa che non era possibile fare in precedenza, perché le differenze non erano mai state integrate. Mentre attualmente i responsabili dispongono di una maggiore visibilità dei processi dell’intera catena.

Mirto Sartori

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