{"id":84,"date":"2016-04-12T07:00:37","date_gmt":"2016-04-12T05:00:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.bitmat.it\/iot\/?p=84"},"modified":"2016-04-04T15:03:46","modified_gmt":"2016-04-04T13:03:46","slug":"linternet-of-things-diventa-linternet-dei-problemi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bitmat.it\/iot\/blog\/news\/84\/linternet-of-things-diventa-linternet-dei-problemi","title":{"rendered":"L\u2019Internet of Things diventa l\u2019Internet dei Problemi"},"content":{"rendered":"<p>Quasi sei mesi fa\u00a0<strong>Eddy Willems<\/strong>, Security Evangelist di G DATA\u00a0aveva trattato i problemi che potrebbero sorgere con l\u2018<strong>Internet delle cose<\/strong>. Quasi tutto ci\u00f2 che aveva pronosticato ha gi\u00e0 avuto luogo, superando addirittura qualsiasi aspettativa\u2026 non \u00e8 una bella cosa.<\/p>\n<p><strong>Industria automobilistica<\/strong><br \/>\nLe notizie relative ad auto hackerate sono apparsi su giornali ed emittenti di tutto il mondo. In seguito ad un attacco cibernetico andato a buon fine, il gruppo Fiat Chrysler ha dovuto richiamare 1,4 milioni di\u00a0<a href=\"http:\/\/www.bbc.com\/news\/technology-33650491\">veicoli Jeep<\/a>. Un altro episodio riportato dai media riguarda invece cybercriminali che sono riusciti a craccare i\u00a0<a href=\"http:\/\/www.wired.com\/2015\/08\/hackers-cut-corvettes-brakes-via-common-car-gadget\/\">freni delle Corvette<\/a>. Questi esempi confermano i problemi che riguardano indistintamente l\u2019intera industria automobilistica e che avevamo gi\u00e0 affrontato in precedenza, trattando, fra l\u2019altro, anche i problemi della BMW.<\/p>\n<p><strong>Settore fitness<\/strong><br \/>\nDi tutt\u2019altro genere ma facenti anch\u2018essi parte dell\u2019Internet delle cose sono i\u00a0<a href=\"http:\/\/www.bitmat.it\/blog\/news\/46784\/marketing-e-wearables-connubio-vincente\">nuovi e gettonati wearables<\/a>: braccialetti per il fitness, misuratori di passi, dispositivi mobili per lo sport ed i rispettivi dati che vengono raccolti nel Cloud, sui dispositivi stessi o sugli smartphone. Significativa \u00e8 stata in questo caso l\u2019analisi condotta da AV-TEST, un\u2019organizzazione indipendente e nota a livello mondiale per i propri test di soluzioni per la sicurezza IT.<br \/>\nIn particolare \u00e8 stato analizzato il modo in cui i dati personali riguardanti l\u2019attivit\u00e0 sportiva vengono trasmessi dai vari dispositivi allo smartphone o al Cloud e testata la sicurezza delle app fitness tracker. \u00a0<a href=\"https:\/\/www.av-test.org\/en\/news\/news-single-view\/test-fitness-wristbands-reveal-data\/\">AV-TEST ha rilevato un fatto importante<\/a>: i risultati di tutte le attivit\u00e0 sportive vengono registrati e analizzati tramite un\u2019apposita app sullo smartphone. Le prestazioni sono quindi rese subito disponibili dall\u2019app. Un quesito resta per\u00f2 aperto: questi dati vengono trasmessi in modo cifrato dal braccialetto allo smartphone o \u00e8 possibile che estranei possano intercettare i dati per poi copiarli o manipolarli? Potrebbe addirittura essere manipolata la app stessa? I tester si sono occupati di questi ed altri quesiti ed hanno analizzato braccialetti e tracker unitamente al funzionamento delle corrispondenti app per Android. Quali sono stati i risultati ottenuti da questi tracker in merito alla sicurezza? Esiste la possibilit\u00e0 che la trasmissione dei dati venga intercettata?<\/p>\n<p><strong>Testare l\u2018impossibile?<\/strong><br \/>\nI fitness tracker rivestiranno in futuro un ruolo sempre pi\u00f9 importante per il servizio sanitario. E\u2018 perci\u00f2 fondamentale un consistente miglioramento della sicurezza da parte dei produttori di questi dispositivi e applicazioni per evitare l\u2019abuso dei dati. Cosa succederebbe se la gente utilizzasse i dati del vicino pressoch\u00e9 coetaneo ma pi\u00f9 sportivo? Negli USA ed in altri Stati i contributi per il servizio sanitario sono molto elevati. La manipolazione dei dati rappresenta quindi un\u2019opzione \u201cinteressante\u201d per poter ridurre i costi dell\u2019assicurazione sanitaria. D\u2019altro canto i criminali potrebbero utilizzare i dati rubati per esplorare le abitudini sportive dell\u2019utente e scoprire, ad esempio, gli orari in cui si trova fuori casa. Sarebbe cos\u00ec possibile pianificare un\u2018irruzione nella sua abitazione.<\/p>\n<p>Ai test sui fitness tracker hanno fatto seguito una serie di nuove indagini volte a dare una risposta alle domande in merito al livello di protezione garantito dalle App. Tutti questi test, estesi anche ad altri settori di mercato, seguono per lo pi\u00f9 una linea comune: dati, criptaggio e autenticazione. La cifratura \u00e8 tuttavia solo un aspetto della tutela dell\u2019integrit\u00e0 dei dati e della loro riservatezza. Valutare solo questo punto significa ignorare che la sicurezza comprende molti altri aspetti che andrebbero considerati nei test futuri. Perch\u00e9 non sviluppare, ad esempio, dei test che permettano di scoprire se nell\u2019elettronica delle automobili sia stato trascurato il fattore sicurezza?<\/p>\n<p>Di recente abbiamo appreso che alcuni hacker etici offrono i propri servizi ad aziende appartenenti all\u2019industria automobilistica e che quest\u2019ultima voglia fargli condurre dei penetration test al fine di rilevare eventuali falle. Questo andr\u00e0 tuttavia a risolvere solo alcuni dei problemi relativi alla sicurezza. Non riesco proprio ad approvare questo metodo, in quanto l\u2019Internet delle cose \u00e8 troppo diversificato e le aziende impiegano gi\u00e0 nuove tecnologie non sufficientemente sicure nei propri prodotti. Una soluzione potrebbe essere la costituzione di un\u2019organizzazione o di un\u2019istituzione che fissi le linee guida per i vari settori dell\u2018 IoT in modo da poter controllare la sicurezza e testarne i vari aspetti, seguendo standard validi a livello globale.<\/p>\n<p><strong>Online Trust Alliance, forse una risposta?<\/strong><br \/>\nUn\u2019iniziativa che segue questo tipo di approccio, a mio avviso risolutivo, \u00e8 l\u2019Online Trust Alliance, che ha sviluppato un progetto chiamato \u201cInternet of Trust Framework\u201c (https:\/\/otalliance.org\/initiatives\/internet-things-iot#resource). Scopo del progetto \u00e8 quello di fornire agli sviluppatori linee guida per ridurre vulnerabilit\u00e0 e punti deboli e per promuovere l\u2018attuazione di misure per la sicurezza e la protezione dei dati. L\u2019iniziativa mira infatti a favorire la messa in atto di \u201cbest practice\u201d in merito a sicurezza, protezione dei dati e sostenibilit\u00e0. Questi concetti dovrebbero valere come modello per lo sviluppo di un codice di comportamento applicabile su scala generalizzata, sebbene su base volontaria.<\/p>\n<p><strong>Prospettive<\/strong><br \/>\nL\u2019iniziativa citata rappresenta senza dubbio un passo importante nella giusta direzione ma non siamo ancora arrivati alla meta finale. Sono fermamente convinto che l\u2019Internet delle cose sia un settore talmente vasto che sar\u00e0 difficile trovare un equilibrio stabile tra sicurezza, protezione dei dati e corretta realizzazione in ogni prodotto dell\u2019IoT.<br \/>\nE\u2018 inoltre indubbio il fatto che gli esperti di sicurezza possano supportare la totalit\u00e0 delle aziende in ambito IoT, data la crescita esponenziale di questo mercato. Gli esperti di IT-Security hanno gi\u00e0 molto lavoro da svolgere: lavorano senza sosta per rendere sicuri Internet, i sistemi operativi ed i dispositivi che noi utilizziamo. Il miglior metodo per rapportarsi con i pericoli dell\u2019IoT \u00e8 dunque seguire un concetto olistico e sistemico.<\/p>\n<p><strong>Il vero pericolo e una possibile soluzione: repetita non juvant!<\/strong><br \/>\nLe previsioni per l\u2018Internet delle cose sono impressionanti: entro il 2020 IDC pronostica 212 miliardi di dispositivi IoT con oltre 30 miliardi di apparecchi ad essi automaticamente connessi e un flusso di dati superiore ai 3 milioni di petabyte: il rischio di abuso di questi dispositivi sar\u00e0 quattro volte maggiore rispetto ai pericoli connessi ai computer. E\u2019 questa la vera minaccia. Cosa succederebbe se la vostra automobile in corsa venisse craccata o se il vostro microinfusore di insulina venisse controllato dai cybercriminali? Il rischio di lesioni gravi diviene sempre pi\u00f9 presente nella vita di tutti i giorni.<\/p>\n<p>Gran parte dei problemi di sicurezza riscontrati nei dispositivi IoT possono essere risolti integrando la sicurezza sin dall\u2019inizio, un approccio chiamato \u201cSecurity by Design\u201c, in parte gi\u00e0 attuato e la cui importanza si riscontra specialmente a livello di firmware. Poterlo aggiornare in modo assolutamente semplice pu\u00f2 ad esempio rivelarsi un vantaggio. Ci\u00f2 potrebbe tuttavia trasformarsi in un vero e proprio incubo nel caso in cui i criminali riuscissero a manipolare questo processo, ecco perch\u00e9 nelle menti degli ingegneri dovrebbe sempre riecheggiare il messaggio del \u201dSecurity by Design\u201d: i dispositivi devono essere progettati in modo sicuro fin dall\u2019inizio, dopodich\u00e9 ci si potr\u00e0 occupare anche di altri aspetti.<\/p>\n<p>Dal momento che i cybercriminali si lanciano sempre sulle prede pi\u00f9 facili, le applicazioni IoT rappresentano un ambito particolarmente appetibile. Tra queste, le applicazioni per mobile o desktop che gestiscono dispositivi, firmware o app (ad es: Smartwach) sono gi\u00e0 utilizzate in svariati settori di mercato e vanno assolutamente protette, dal momento che comunicano con i device e consentono a estranei l\u2019accesso a dati riservati o a meccanismi di pagamento. Le misure di sicurezza delle app su questi dispositivi devono quindi essere perfezionate.<\/p>\n<p>Tutti i settori ed i rami dell\u2019industria che hanno a che fare con l\u2018Internet delle cose, come Smart Home, Smart City, Smart Car o automazione industriale (conosciuta anche come industria 4.0), non dovrebbero compiere lo stesso errore del passato e cio\u00e8 quello di non considerare la sicurezza IT come uno dei problemi fondamentali. Occorrono implementazioni sicure e standard di sicurezza elevati. Il concetto \u201cSecurity by Design\u201c riveste qui un ruolo decisivo. Non dimentichiamolo! Possiamo sempre chiudere le falle a posteriori, ma sarebbe indubbiamente preferibile che queste falle fossero escluse gi\u00e0 in fase di produzione, in modo da non permettere alcuno sfruttamento o abuso.<\/p>\n<div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le minacce informatiche ai danni di una fruizione &#8220;a cuor leggero&#8221; dell&#8217;Internet delle cose toccano moltissimi settori, tra cui anche l&#8217;industria automobilistica, il settore del fitness ed il servizio sanitario. 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