Annuo nuovo, metodi di pagamento nuovi: dal 2014 la Pubblica Amministrazione effettuerà e riceverà pagamenti elettronici, sia dalle imprese che dai cittadini.

pagamenti elettronici

Le carte di credito presentano numerosi vantaggi e, proprio per questo motivo, riscuotono sempre più successo anche presso noi Italiani. Dotarsi di una di queste tessere pastificate è facilissimo: sarà sufficiente confrontare le proposte delle varie banche per trovare la soluzione su misura per noi. Solo dopo aver dedicato del tempo al confronto dei prodotti Visa, Mastercard, American Express, ecc., saremo infatti in grado di compiere una scelta davvero consapevole ed oculata.

Le carte di credito sono ormai diffusissime nei portafogli degli italiani: che si scelgano le carte prepagate o a saldo, la maggior parte dei consumatori ne possiede una e la usa per gli scopi più disparati, dallo shopping online ai pagamenti delle bollette. Nel caso specifico in cui si vogliano effettuare acquisti online è però più sicuro preferire una carta ricaricabile a quelle tradizionali a saldo, dal momento che non sono direttamente collegate ad un conto corrente bancario. In questo modo, proteggersi dalla minaccia del phishing sarà più semplice e noi potremo effettuare acquisti in tutta sicurezza.

Bisogna però sottolineare che, se ormai le carte di credito vengono usate abitualmente nelle spese quotidiane, online ed offline, c’è ancora una certa diffidenza ad utilizzarle nei pagamenti che riguardano la Pubblica Amministrazione: imposte, tasse scolastiche, documenti e così via. Secondo le ricerche dell’Ocse, infatti, solo il 19% degli italiani utilizza i pagamenti elettronici nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, non fidandosi dei portali online e preferendo recarsi agli uffici postali o in quelli del Comune, anche a costo di perdere molto più tempo.

Anche in questo campo, la situazione italiana è in uno stato di arretratezza rispetto a quella degli altri Paesi europei, come illustra Giuliano Noci, prorettore del Politecnico di Milano: “Solo il 19% dei cittadini italiani utilizza il web per interagire con enti locali e governo centrale, contro una media Ocse del 50%. La scarsa propensione della PA italiana all’innovazione è battuta solo dal 7% del Cile, mentre tutti i grandi Paesi europei superano il 40%.”

L’Osservatorio sull’eGovernment del Politecnico, infatti, ha approfondito i risultati presentati dall’Ocse, concentrandosi in particolare sul pagamento delle multe, elemento rappresentativo del rapporto conflittuale tra cittadini e Pubblica Amministrazione, per quanto riguarda il digitale.

Ricevuta una multa, il 75% dei cittadini effettua il pagamento allo sportello della Posta e il 25% a quello del Comune – continua Noci – Per quanto riguarda i canali innovativi, se attivati, questi vengono scelti nel 13% dei casi se si tratta dello sportello della banca; al bonifico bancario ricorre il 7%, al bancomat il 6%, agli esercizi commerciali il 3%, alle piattaforme online solo il 2%.

La scarsa propensione dei cittadini nei confronti dell’eGovernment dipende in parte dai cittadini stessi, ancora poco avvezzi all’utilizzo di internet. Tuttavia, anche le istituzioni hanno le loro responsabilità: la scarsità dell’offerta e le soluzioni spesso inadeguate: basti pensare che solo il 19% delle Regioni e degli enti locali afferma di utilizzare metodi di pagamento multicanale.

Proprio per risolvere queste problematiche, la Presidenza del Consiglio sta lavorando ad incentivare i pagamenti verso e dalla Pubblica Amministrazione. Infatti, se il sistema di pagamento elettronico entrasse a pieno titolo nella Pubblica Amministrazione si potrebbero risparmiare circa 10 miliardi l’anno: una cifra non indifferente in tempi di spending review. Inoltre, in questo modo, inoltre, la Pubblica Amministrazione raggiungerebbe una maggiore chiarezza in termini di spese e incassi.

Francisco Caio, responsabile dell’Agenda digitale del Governo, ha dichiarato: “Così ogni futura spending review sarà fatta non più con tagli lineari ma con tagli chirurgici.”

La fatturazione elettronica, quindi, costituisce uno dei punti fondamentali della digitalizzazione del nostro Paese, senza contare che, se la Pubblica Amministrazione pagherà i propri fornitori sono con strumenti di pagamento digitali, le aziende dovranno adeguarsi, innescando così un circolo virtuoso.

La rivoluzione digitale avverrà in due passaggi. Da un parte è stata fissata una scadenza, giugno 2014, entro la quale gli enti previdenziali nazionali, i ministeri e le agenzie fiscali dovranno accettare esclusivamente delle fatture elettroniche. Dall’altra parte è in cantiere un nuovo decreto attuativo che obbligherà anche le Pubbliche Amministrazioni locali a dotarsi di sistemi di pagamento digitale, entro giugno 2015.

In particolare, ci saranno quattro fasi per la realizzazione di questo progetto: innanzitutto le PA centrali dovranno attribuire agli uffici che usufruiranno della fatturazione elettronica un codice univoco; successivamente si dovranno adeguare i sistemi di pagamento alla ricezione di fatture elettroniche; a questo punto, il processo sarà pronto per essere attivato.

La piattaforma tecnica che consentirà l’avvio del processo è un’unica infrastruttura di scambio centralizzata, che acquisirà le fatture elettroniche da tutti i fornitori e le smisterà agli uffici competenti. Già pronta anche la piattaforma di gestione dei pagamenti dei cittadini verso la Pubblica Amministrazione.

Agostino Ragosa, direttore dell’Agenzia per l’Italia Digitale, ha spiegato: “Fatturazione elettronica e piattaforma incassi sono due facce di una stessa medaglia che rivoluzionerà, con il digitale, il modo in cui lo Stato gestisce i flussi di denaro pubblico-privati”.

A questa piattaforma si stanno già collegando le banche, Sisal, Lottomatica, Poste Italiane e la Banca dei Tabaccai, mentre tra le Pubbliche Amministrazioni è già connesso il settore Giustizia. In questo modo, i cittadini potranno effettuare pagamenti sia dai siti web che dagli sportelli degli intermediari, sempre con moneta elettronica. Sarà poi la piattaforma centralizzata a smistare i pagamenti agli uffici competenti.

L’immediata conseguenza di questa innovazione sarà una maggiore trasparenza dei pagamenti, nonché un notevole risparmio sul costi di gestione.