Rispetto agli altri paesi, la nostra connessione internet è lenta e costosa. Questi i risultati del rapporto Ookla sulla connettività mondiale.

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La connessione internet è diventata in pochi anni qualcosa a cui non potremmo assolutamente rinunciare. Grazie ad essa è possibile comunicare con tutti in ogni parte del mondo, cercare informazioni, effettuare acquisti online e prenotare viaggi e vacanze. Per poter usufruire di questo servizio senza spendere una fortuna è però necessario dedicare del tempo al confronto delle tariffe proposte dai vari operatori di telefonia fissa, valutandone attentamente costi e condizioni. Solo dopo esserci occupati di confrontare le offerte Telecom Italia con quelle Infostrada, Teletu, ecc. riusciremo infatti ad acquisire una visione completa di ciò che il mercato offre, compiendo così una scelta davvero vantaggiosa.

In Italia però, la situazione della rete non è delle più rosee. Il rapporto Ookla, che ha studiato la connettività mondiale, ci relega infatti al 91° posto della classifica della velocità di connessione e al 19° per la convenienza delle tariffe.

Gli italiani ormai, attenti a risparmiare, non si lasciano scappare le migliori offerte per l’adsl presenti sul mercato: facendo una rapida carrellata delle più convenienti si scopre, però, che queste sono molto più costose di quelle degli altri Paesi del mondo e il servizio offerto non è commisurato al prezzo che paghiamo. La velocità media raggiungibile dalle nostre reti, infatti, è di miseri 6,99 Mbps: navighiamo più lenti della Grecia, della Namibia e del Vietnam.

Neanche a dirlo, il primo in classifica è Hong Kong, con una velocità media di 71,03 Mbps, seguito da Singapore, che naviga alla velocità media di 52,85 Mbps, e dalla Romania, con 50,82 Mbps di velocità media di connessione.

Come sono stati analizzati questi dati? Basta collegarsi sul sito ufficiale di Ookla per leggere la nota metodologica: “I risultati sono stati ottenuti analizzando i test tra il 28 ottobre 2013 e il 26 novembre 2013. Sono stati usati i test di 13.717.815 indirizzi IP unici del paese e dei 50.988.436 test totali, solo 2.384.377 sono stati sfruttati per l’indice”.

Quella di 6,99 Mbps è ovviamente una media aritmetica e non fotografa la reale situazione del Paese, in cui convivono zone in cui è disponibile la connessione a fibra ottica a 100 Mbps di velocità e zone in cui a stento di arriva a una velocità di 7 Mbps. Il rapporto Ookla ha infatti stilato anche una classifica delle città italiane, che mostra quanto il digital divide sia una vera piaga sociale nel nostro Paese.

La città che vince la palma d’oro per la connessione più veloce è Storo, in provincia di Trento, dove il Consorzio Elettrico locale ha investito dei fondi per dotare tutto il territorio della connessione a fibra ottica: qui privati e imprese navigano a una velocità media di 63,75 Mbps.

A seguire, nella classifica Ookla, troviamo Milano, che naviga mediamente a 30,07 Mbps, e Casalecchio di Reno, in provincia di Bologna, con 25,86 Mbps.

Tra gli operatori di telefonia, invece, quello che offre un servizio migliore per quanto riguarda la velocità di connessione è Fastweb: questa compagnia, infatti, offre ai suoi clienti una velocità media di 11,57 Mbps, anche grazie alla connessione a fibra ottica che può proporre in alcune città.

La medagli d’argento va poi a da Skylogic (Eutelsat) con 11,36 Mpbs e quella di bronzo a BT Italia con 8,01 Mbps. In assoluto, però, la classifica degli operatori più performanti è guidata da Mainsoft, che offre una velocità di connessione media di 101,82 Mbps.

Veniamo ora alle note dolenti, quelle che riguardano i costi delle tariffe mensili di telefonia per poter usufruire della connessione internet casalinga. Come abbiamo accennato all’inizio, l’Italia si colloca al 19° posto della classifica, con una media di 37,30 dollari. I paesi più cari sono invece il Lussemburgo (58,43 dollari al mese), l’Austria e la Danimarca.

Se però consideriamo il costo che si paga per ogni megabyte utilizzato al secondo, l’Italia scende al 40° posto, con 6,46 dollari per Mbps. Il paese meno caro è invece la Bulgaria, con 0,52 dollari per Mbps.

La situazione italiana, quindi, è davvero paradossale e rende evidente l’urgenza degli interventi delle istituzioni: in un paese industrializzato poter accedere a una connessione ultra veloce a costi adeguati è fondamentale per poter garantire lo sviluppo economico delle imprese, ma anche un adeguato sviluppo socioculturale tra i cittadini.