2,65 milioni di italiani senza connessione a banda larga: ancora Digital Divide anche in Europa, che propone l’uso del satellite

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Basta mettere le Infostrada e le sue tariffe a confronto con quelle di Vodafone o Fastweb per rendersi conto che il panorama delle offerte per la connessione ultraveloce è ormai vastissimo ed estremamente vario. L’Unione Europea parla già di piani di investimento nell’ultrabroadband, ma in quanti hanno accesso almeno alla banda larga di base?

Non tutti, e questo è sicuro. L’entità del Digital Divide in Italia – ma anche nel resto d’Europa – è ancora significativa. La connessione a internet a velocità superiore raggiunge poco più della metà degli europei, ma solo il 2% di loro riesce a sfruttare una connessione ultraveloce, ovvero quell’ultrabroadband su cui punta l’UE. Ma allora come abbassare il gap? Con il satellite, risponderebbe la Commissione Europea, che ha anche diffuso un servizio per scoprire le offerte a disposizione per la connessione satellitare in tutti i 28 paesi.

Questo tipo di tecnologia potrebbe risultare fondamentale per raggiungere gli obiettivi dettati in Horizon 2020, che prevedono, da qui a 6 anni, l’accessibilità alla banda larga ultraveloce per il 50% dei cittadini europei. E in Italia? Quasi 3 milioni di persone non possono connettersi alla banda larga. Pensiamo ad esempio a chi vive nei centri storici delle città d’arte: il satellite si propone di arrivare laddove il cavo non può, come nelle zone rurali o più isolate dove i costi di installazione della banda larga sono eccessivi.

In Europa sono quasi 100 milioni i cittadini colpiti dal divario digitale, mentre in Italia rappresentano il 4% della popolazione. La velocità media di connessione Adsl in tutta la penisola è di 4,9 Mbit/s, con un gap più significativo in Calabria, Molise e Basilicata. Siamo comunque fortunati, se pensiamo che mediamente in Europa il 4,5% degli utenti naviga a una velocità inferiore a 2Mbit/s.

Effettuare uno speed test non sarà forse gratificante, ma per chi naviga alle velocità standard il satellite potrebbe risolvere questo problema. Nel nostro paese l’economia digitale rappresenta il 2% del totale e recentemente il governo, nelle misure di aiuto alle aziende che investono in banda larga, ha esteso i finanziamenti disponibili anche alla connessione satellitare.

La “promessa” di velocità, per offerte come ad esempio Tooway di Eutelsat, è di 20Mbit/s. Le performance sono paragonabili per qualità a quelle dell’Adsl e inoltre utilizzando il modem satellitare si avrebbe a disposizione una postazione di servizi integrati per le telefonate VoIP e televisione multicanale. La comodità maggiore, infatti, rappresentata dal satellite è la sua semplicità, sia per i requisiti tecnici preliminari che per l’installazione: basta infatti una piccola parabola e, appunto, un apposito modem satellitare.

Combattere il Digital Divide in modo da ridurlo il più possibile è un obiettivo che corre di pari passo con gli investimenti che l’Unione Europea sta realizzando a favore del miglioramento della banda larga ultraveloce. Un obiettivo primario, considerato che il piano di investimenti da qui a 6 anni è di 1 miliardo di euro.  Non ci resta che aspettare di essere tutti “veloci come la luce” entro il 2020, come spera la commissaria della Digital Agenda Neelie Kroes.